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Bulgaria, un piccolo Eldorado per l'Italia

15.04.2005

L'economia bulgara rende entusiasti gli italiani. Per il settimo anno consecutivo il Pil ha avuto un incremento ultrapositivo per essere un paese europeo, pari al 5,6% nel 2004. La crescita industriale per il periodo gennaio-settembre è stata stimata al 6,3% "senza che gli aumenti salariali abbiano danneggiato la competitività delle imprese", si legge in una scheda della Confindustria. "Il paese è particolarmente stabile - dice Vincenzo Petrone, responsabile internazionale della Confindustria - anche dal punto di vista politico.

Pure i socialisti, che vinceranno probabilmente le prossime elezioni, giurano fedeltà alla Nato e sono favorevoli alle privatizzazioni. Il nostro Paese è il maggior importatore dalla Bulgaria e in questo Paese siamo i terzi esportatori". Dunque rapporti ottimi. La produzione industriale e le vendite hanno segnato un aumento rispettivamente del 22,3% e del 33,2 nei primi 11 mesi dell'anno passato. L'inflazione a dicembre ha toccato il 4% rispetto a dicembre del 2003.

La disoccupazione è scesa. Insomma l'economia bulgara tira e tanto giustifica la missione italiana e il Forum organizzato da Confindustria, Abi, Associazione bancaria italiana, e Ice, Istituto per il commercio con l'estero, che hanno partecipato a una visita in cui il presidente Carlo Azeglio Ciampi ha incontrato le istituzioni più rappresentative, a cominciare dal premier Simeone di Sassonia-Coburgo. Oggi il presidente concluderà il Forum che ha coinvolto 148 imprese italiane, 300 imprese bulgare, e ha registrato 980 incontri organizzati tra imprenditori.

Maurizio Sella, presidente dell'Abi, ha annunciato che le banche italiane sono disposte a concedere 500 milioni di euro di finanziamenti alle imprese che vogliono investire nella Regione.

"Nel '91 l'export della Bulgaria verso l'Europa era il 20% - spiega Beniamino Quintieri, presidente Ice - e il 50% delle merci erano dirette in Unione Sovietica. Ora quasi l'80% è esportazione verso i Paesi europei e con la sola Ue è del 50%". Ci sono 190 imprese italiane che sono già insediate in Bulgaria nei settori agro-alimentare, energetico (è stato il più grande esportatore di energia verso la Russia), tessile, meccanico. Qui lo stipendio mensile di un operaio specializzato è di 250 euro e ci sono due zone in cui i profitti delle imprese non hanno tassazioni.


Autore: Antonella Fant˛
Fonte: Il Tirreno


Per approfondire: Notizie di Economia



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