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Il Presidente Ciampi in Bulgaria: il punto sui rapporti economici bilaterali

22.04.2005

In relazione alla visita del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi in Bulgaria su invito del presidente Parvanov dal 13 al 15 aprile 2005, la stampa ha dedicato ampio spazio ai rapporti economici fra i due paesi. Il Presidente della Repubblica Italiana è stato accompagnato dalla delegazione degli uomini d'affari, che hanno partecipato al Forum, organizzato dalla Confindustria, dall'Associazione Bancaria Italiana (ABI) e dall' Istituto per il commercio con l'estero (ICE).

Sono stati circa 1.000 gli incontri bilaterali che sono intercorsi tra imprese italiane e bulgare. L'agenzia ANSA ha riferito quanto detto da Beniamino Quintieri, presidente dell'ICE: "Si tratta di un segnale di crescente attenzione al tema dell'internazionalizzazione. Ed i numeri di questa missione sono del tutto paragonabili a quelli di Cina e India, che sono dei veri e propri continenti. Si tratta della migliore testimonianza dell'importanza che l'industria italiana dà alla Bulgaria".

Il giornale bulgaro "Pari" ha pubblicato il 14 aprile un'intervista di Tatjana Javasheva all'ambasciatore di Italia a Sofia, nella quale Gian Battista Campagnola ha sostenuto che "La Bulgaria attira l'interesse e la partecipazione attiva del capitale internazionale. La sua stabilità consiste nella continuità, nella mentalità aperta, nella manodopera qualificata, nel fattibile accesso alle tecnologie. I giovani fanno sì che il loro paese diventi molto attraente per i nostri imprenditori. L'imprenditoria italiana non ha trascurato la possibilità di cogliere la vantaggiosa occasione che presenta il paese ed ha cominciato ad esportare le forze produttive qui, ed assieme ai partner bulgari realizza imprese ed i progetti in comune."

"La Bulgaria è un partner privilegiato dell'Italia, paese che é deciso di consolidare la sua posizione primaria nei settori dell'energia, trasporti, infrastrutture, finanza, ambiente, produzione alimentare. Allo scopo di esaminare le reali possibilità in questa direzione, sarà molto opportuno l'incontro tra gli imprenditori bulgari ed italiani durante il forum economico bilaterale oggi e domani (14 e 15 aprile, ndr) a Sofia. Gli industriali ed i rappresentanti del mondo bancario italiano che saranno qui, sono la miglior dimostrazione di questo."

In un'altra intervista rilasciata al quotidiano "Standart", pubblicata il 12 aprile, alla domanda di Ljubomir Mihailov se "Gli imprenditori italiani sono interessati dall'acquisto di terreni in Bulgaria nel prossimo futuro?", Gian Battista Campagnola ha risposto: "L'Italia, come tutti gli altri membri dell'Unione Europea, ha accolto favorevolmente le ultime modifiche costituzionali, approvate dall'attuale parlamento, che prevedono la cancellazione del divieto di vendita di terra ai propri cittadini. Questo è stato uno dai passi più importanti nella preparazione dell'adesione, nella cui realizzazione il vostro paese ha ancora una volta dimostrato la sua tradizionale coerenza, fermezza ed un ampio consenso sulle priorità legate alla integrazione europea. Questo darà un'ulteriore possibilità agli imprenditori italiani di affermare qui il loro ruolo primario."

Il Responsabile ufficio ICE in Bulgaria, Giovanni Sacchi, rispondendo a Mila Kissiova del quotidiano "Pari", sempre il 14 aprile, alla domanda quante sono le aziende italiane che operano in Bulgaria ha detto: "Le aziende italiane registrate nella camera di commercio sono attorno a 650, però questa registrazione non è obbligatoria. In linea di massima questo potrebbe il numero riferito ai membri del comitato degli imprenditori italiani in Bulgaria, che unisce circa 200 dalle più importanti aziende, che hanno investito qui. I comparti principali nei quali operano sono il settore bancario, il settore energetico, il settore tessile, le attività ed servizi comunali. Ultimamente, notiamo una grande partecipazione delle società all'industria metalmeccanica."

A proposito del clima d'affari, l'intervistato ha affermato che gli industriali italiani mostrano soddisfazione per il forte miglioramento negli ultimi due-tre anni. "La crescita che caratterizza la Bulgaria è probabilmente unica rispetto ad altri paesi in Europa. Viene evidenziata come parte debole la burocrazia a livello locale, l'oggetto di critica è la lentezza nelle cause civili. Però la sensazione comune è che il clima è migliorato. Testimonianza di questo è la numerosa delegazione degli imprenditori che arriva con il Presidente italiano. Naturalmente sono stati richiamati da quello che hanno sentito da altri rappresentanti dell'imprenditoria italiana che lavorano già in Bulgaria."

Alla domanda: "Ci sono delle difficoltà nel trovare la mano d'opera qualificata?", Giovanni Sacchi ha risposto: "Questo è uno degli elementi positivi. I nuovi investitori scoprono qui la manodopera piuttosto specializzata tecnicamente. Inoltre sono presenti una buona disciplina e l'organizzazione del lavoro che probabilmente esistevano già da tempo. Alcuni imprenditori italiani che hanno avuto un'esperienza non molto positiva in altri paesi balcanici stanno stabilendosi qui, e con piacere notano una maggiore professionalità."

Come ha riferito l'agenzia ANSA da Sofia il 15 aprile 2005, il presidente dell'ICE, Beniamino Quintieri, intervenendo al Forum Italo-Bulgaro di Sofia ha affermato che "l'Italia gioca un ruolo di primo piano essendo il primo partner commerciale della Bulgaria, il primo Paese cliente dei prodotti bulgari, con una quota del 13%, e, dallo scorso anno, il secondo Paese fornitore dopo la Germania avendo superatola Russia". Inoltre ha spiegato che "due sono gli aspetti da mettere in evidenza. Innanzitutto i settori dove maggiore è la concentrazione di investimenti diretti italiani sono quelli dove é più forte l'interscambio, a dimostrazione ulteriore del fatto che normalmente gli investimenti creano flussi commerciali invece di ridurli. Poi che gli investimenti hanno generato sinergie che permettono di sfruttare al meglio le complementarietà tra le nostre economie". Quintieri considera la Bulgaria un Paese "dall'elevato grado di apertura commerciale, elemento che fa sì che sia di fatto un Paese ormai integrato nell'area europea".

Durante il forum Italo-Bulgaro a Sofia il Presidente di Confindustria, Luca Cordero di Montezemolo da una parte si è dichiarato certo "di poter continuare a contare sulla disponibilità delle autorità bulgare a sostenere la presenza degli imprenditori italiani: attraverso un dialogo franco e costruttivo con chi è già presente ed incoraggiando chi si avvicina per la prima volta al mercato bulgaro", e dall'altra "gli imprenditori italiani sono pronti ad offrire capacità di realizzazione e di innovazione, per concorrere, al fianco dei nostri colleghi bulgari, alla crescita e allo sviluppo economico della Bulgaria". Inoltre ha sottolineato l'importanza "della progressiva realizzazione di un'area di libero scambio nella penisola balcanica, che contribuirà alla creazione di nuove ed interessanti opportunità d'affari e la progressiva realizzazione di un mercato unico dell'energia, che vede la Bulgaria fra i principali produttori". Rivolgendosi alle ditte italiane Montezemolo ha evidenziato che "sta ora a noi imprenditori saper cogliere e sviluppare le opportunità che la Bulgaria ci presenta".




Per approfondire: Notizie di Economia



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