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Recensione dell'antologia della poesia bulgara (P. Cossuto)

01.03.2005

La Bulgaria è un piccolo paese balcanico bagnato dal Mar Nero occidentale e dal Danubio, noto all'estero anche per le sue rose, che sono un vanto nazionale. Ma ogni rosa che si rispetti ha le sue spine, spine che danno dolore, rappresentate da un'«anima collettiva» ancorata ad una nostalgia di tempi mai vissuti, di banditi-eroi, di glorificazione del lavoro (dapprima nei campi e poi nelle officine), di sentimento di appartenenza ad una terra bella quanto sventurata.

Sembra impossibile capire l'anima bulgara. Un'anima gelosa, che non si svela facilmente. Un'anima simile alle sue rose: bellissime e spinose. Sarebbe considerato pazzo l'essere che, spinto dalla bellezza di un roseto, si gettasse nei rovi, eppure qualche pazzo disposto ad offrire agli italiani la possibilità di godere del profumo dei fiori spinosi della Bulgaria, c'è.

Una piccola associazione, Bulgaria-Italia, concretizzatasi intorno ad un sito web, da anni cerca di aprire un varco tra i rovi. Rovi rappresentati dalle difficoltà di adattamento dei bulgari in Italia e degli italiani in Bulgaria, dalla situazione tragica delle minoranze nel paese balcanico e dalle mille questioni determinate dalla non-comprensione di due gruppi umani apparentemente lontani culturalmente.

Considerando che uno dei problemi maggiori della Bulgaria è la salvaguardia e la protezione dei minori istituzionalizzati, principalmente di origine zingara e turca, i gruppi umani più vessati e poveri tra la popolazione bulgara, Bulgaria-Italia ha incentrato buona parte delle sue attività proprio nel cercare di aiutare concretamente i piccoli orfani con iniziative di vario genere.

Tra queste vi è la recente pubblicazione del volume antologico bilingue, bulgaro-italiano, Petali di rose, spine dei Balcani, curato da Leonardo Pampuri (classe 1914), presentazione di Moni Ovadia (bulgaro di nascita) e con la consulenza scientifica del prof. Giuseppe Dell'Agata dell'Università di Pisa.

Ma cosa ha di speciale questo libro di poesie? È un volume antologico, dove sono ben esposti i vari periodi caratterizzanti la letteratura bulgara in lingua slava, spaziando dagli inizi della poesia religiosa slavo-bulgara fino al post-comunismo, passando per i vari generi letterari sviluppatisi nel corso dei millenni, poesie tradotte con impegno e correttezza da un italiano nato in Bulgaria e voluto da italiani che si sono «gettati nel roseto» e da bulgari che si sono «italianizzati».


Autore: Pino Cossuto
Fonte: Confronti [09/2004]



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