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"Il vento del cinema". Le collaborazioni italo-bulgare nel settore cinematografico

17.10.2004

Intervento della corrispondente Elena Chahanova durante la trasmissione “Horizont za vas”

Questo è il tema che ha presentato ieri in visione nazionale RAI 3 nella sua rubrica di ogni sabato “Levante”, che ha il senso dell’ “Oriente che sorge”. In questo caso, la capitale bulgara diventa come il sole, un raggio di sole per il cinema italiano, insieme con gli studi cinematografici di Bojana. Là si sta girando il film di Eros Puglielli “Occhi di cristallo”. Che cosa ha spinto il regista italiano a scegliere Sofia per il suo film? Puglielli ha scoperto che Sofia è “una città monumentale, non identificabile, un luogo interiore”.

Gli italiani hanno scoperto anche delle bellezze naturali, molto adeguate per le loro produzioni cinematografiche, i bassi costi di produzione, la facilità di ottenere i permessi per girare i film, in posti dove anche la segnaletica cambia quando si girano le scene, come per esempio la freccia che porta verso “Giulio Cesare” nelle vicinanze del paesino di Dragichevo insieme con le indicazioni della strada per Sofia; dicono che, insieme con gli studi cinematografici di Bojana, questa è l’indicazione verso il nuovo Eldorado delle produzioni cinematografiche e televisive.

Ma, che prezzo hanno queste produzioni? Quanto costa l’utilizzazione di una comparsa? Davanti a queste domande, sembrava che il direttore degli studi cinematografici italiani di Sofia “Nimar” signor Gianfranco Pierantoni si sentisse a disagio. Non può essere diversamente, quando per la comparsa un bulgaro prende 1/10 rispetto a quello che prende una persona in Italia! Tradotto in cifre, in Bulgaria il costo di una “comparsa” equivale a 10-13 euro al giorno.

Molto contento di poter lavorare in Bulgaria è lo scenografo Antonello Rubino, non per i prezzi bassi, ma perché “La Bulgaria è un posto, dove ci sono tante maestranze preparatissime. Il cinema è legato alla tradizione della Bulgaria, qui hanno sempre realizzato tanti film, specialmente film storici. Quindi, non è solo questione dell’abbattimento dei costi, perché se solo per questo non varrebbe la pena, in quanto se la qualità non paga, non servirebbe tornare qui”.

In questo momento, a Sofia e negli studi di Bojana si prepara il film nella versione televisiva di “Sacco e Vanzetti”, una storia che sta nel fondo del cuore degli italiani, interpretata in modo indimenticabile nell’omonimo film da Gian Maria Volontè e Riccardo Cucciola. Adesso in Bulgaria al loro posto ci sono Sergio Rubini e Ennio Fantastichini. Alla ricostruzione delle scene della Boston degli anni 20 del secolo scorso, lavorano tanti bulgari. Però, c’è anche un'altra verità: negli studi cinematografici più grandi nei Balcani, dove durante il comunismo si facevano 40 film all’anno, adesso se ne fanno 25-30, dove i professionisti bulgari lavorano soltanto con le produzioni straniere. Il cinema bulgaro in sé, riesce a fare non più di 5 film all’anno, lo confessa con amarezza il Direttore del centro cinematografico di Bojana signor Evgeni Mihailov.

Gli attori bulgari, non riescono a trovare spazio in nessun grande evento cinematografico, anche se lo studio italiano “Nimar” esegue ordinazioni di qualsiasi genere. Per adesso, rimane la consolazione di aver fatto i costumi per “Troia”. Il pubblico italiano non conosceva tutto ciò, così come non sapeva del successo del giovane cinema bulgaro con la regista Zorniza Sofia, vincitrice del festival di Sarajevo con il film “Mila da Marte”; questa per lei era la tesi di laurea, un debutto per quasi tutto lo staff – età media di 27 anni. “A lei, il debutto nell’aristocrazia del cinema con l’ingresso a Bojana è ancora precluso e chissà se si avvererà mai”- ritengono gli autori di RAI 3.

Ma perché? Perché il problema non è soltanto nel fatto che attori e giovani produttori si inseriscono con delle difficoltà perfino nelle piccole case cinematografiche indipendenti, ma anche perché, e gli italiani hanno cercato di capirlo, il “Centro cinematografico di Bojana” è alle prese con una rischiosa privatizzazione: i terreni sono preziosi, la speculazione edilizia incombe e mette a rischio la fantastica “Roma di legno e di gelso”. Un pensiero all’italiana, derivante dalla profonda conoscenza di tutto ciò che è prezioso del cinema bulgaro, che non è né di cartone, né di gelso. E’ una ricca tradizione chiamata: “Sofia: Il vento del cinema”. Tradizione che potrebbe continuare così: Sofia e Zorniza (Stella mattutina), da oggi in poi come il levante del cinema bulgaro!


Autore: Elena Chahanova
Fonte: Radio Nazionale Bulgara



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