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La prima partecipazione bulgara alla esposizione internazionale Slow Food a Torino

24.10.2004 - Torino

Intervento della corrispondente Elena Chahanova durante la trasmissione “Horizont za vas”

L’esposizione internazionale della Slow Food a Torino è stata divisa in due parti: Il Salone del gusto e Terra Madre. Nel primo si presentavano produzioni tradizionali, diventati “ambasciatori” dello “Slow Food” nel mondo. La Bulgaria era presente nel salone “Terra madre”, dove piccole comunità provenienti da tutte le parti del mondo hanno presentato tipiche produzioni conservate per secoli nelle proprie terre, ed oggi in grado di poter entrare nella famiglia di “Slow Food”, che è stata creata nel 1989 con lo scopo di custodire le biodiversità, la paziente coltivazione, la coltivazione di prodotti tipici, il piacere del mangiare, tutto così come è stato nelle radici della tradizione umana, lontano da produzioni industriali, OGM e dai vari fast food.

A questo proposito ha parlato il Principe Carlo di Inghilterra intervenuto alla manifestazione; egli ha affermato che “L’incontro tra piccoli produttori realizzatosi in questi giorni è la risposta migliore contro la globalizzazione che mortifica l’agricoltura, la più antica e importante attività umana, simbolo di civiltà e cultura. “Terra madre” è il primo passo di questa unione, l’unica che può garantire al pianeta un futuro benessere condiviso”. Il ministro italiano della Agricoltura Gianni Alemanno è d’accordo con questa opinione e continua a sua volta la battaglia contro gli OGM e la difesa delle tradizioni italiane. Nobili, politici e specialisti hanno identificato l’evento Slow Food di Torino come una “battaglia di civiltà”.

In questa “battaglia”, la Bulgaria si è presentata con i seguenti prodotti: prosciutto della città di Elena; grappa di prugne “Trojanska Slivova”; Fagioli di Smiljan; miele della città di Velingrad; l’uva da vino varietà di “kerazuda” di Strumiani e Ilindenzi; razze di cani, cavalli e pecore dalla comunità karakaciani; agriturismo a Trigrad.

Ospite della delegazione bulgara è stato il responsabile del commercio presso l’ambasciata della Bulgaria a Roma signor Valentin Jordanov. Per gli ascoltatori della RNB egli ha rilasciato la seguente dichiarazione: ”Per i nostri partecipanti è stato molto utile essere qui presenti, perché hanno incontrato i propri “consimili” di tutto il mondo. Per esempio, grande interesse ha creato la presentazione delle razze di cani, cavalli e pecore dei karakaciani. La sala era strapiena con delegati di 38 paesi. Sono molto contento di vedere tanta gente giovane, che lavora come guardiani, ed al contempo creativi e zelanti al fine di poter conservare quello che è la tradizione bulgara”.

A proposito di “gente giovane” è stata aperta una piccola parentesi dai bulgari presenti a “Terra Madre”, affermando che in Bulgaria la gioventù è sconvolta, grandi problemi sono la comunicazione e le condizioni di lavoro e anche le imposte per chi ha deciso di dedicarsi ad una causa giusta come è per esempio la conservazione della tradizionale agricoltura e dei cibi sani.

Cosa hanno scoperto in questa manifestazione e perché sono contenti i partecipanti bulgari ?

Al primo posto per il loro sforzo, per l’abnegazione ed entusiasmo sono stati apprezzati: Kiril Georgiev che insieme alla collega Velislava Dimitrova lavorano per salvaguardare la biodiversità; egli ha detto che per poter partecipare è stato molto difficile “perché si fa un investimento personale di denaro e di tempo, ma le persone venute a Torino credono in se stessi, nei loro prodotti e nelle province che rappresentano”.

“Noi ci siamo convinti che c’è un futuro per il nostro prosciutto di Elena – dicono con il cuore Venzislav Vushev e Georgi Georgiev. Nel piccolo paesino del Balkan di Harvalovzi,loro stanno provando a ricucire il filo della continuità da padre in figlio strappatosi chissà dove nel tempo come l’arte di fare questo prosciutto. Secondo loro, “quello che riguarda la Bulgaria dal punto di vista dell’agricoltura è l’importanza di recuperare le tradizioni delle varie produzioni , che creano la diversità nel mondo, non sono produzioni industriali, ma necessitano della mano dell’uomo, prodotti da irrigare con il proprio sudore, il proprio amore e la propria creatività”.

L’incontro con le piccole comunità che cercano di esprimersi per poter sopravvivere, ha portato Georgi Georgiev alla seguente conclusione: “le persone riescono a sostenersi tramite la produzione artigianale e come tanta gente al mondo, lavorano per sopravvivere, un “concetto” che noi in Bulgaria non possiamo neanche immaginare, perché quando diciamo che andiamo a lavorare, subito pensiamo alla parola “business”. Non è vero! Lavorare vuol dire sopravivenza fisica prima di tutto, ma non business”.

Biser Bekyarov è indescrivibilmente felice, perché i fagioli di Smilyan hanno creato l’interesse di produttori di questa coltura come: Perù, Equador, Mexico, USA, Canada. Dal Cameroon hanno già pensato di fare le richieste per la produzione del seme. Bekyarov non ha preoccupazioni se qualche furfante possa sfruttare il nome “fagioli di Smilyan”, perché è una cosa unica nella tradizionale continuità di coltivazione e selezione che dura da più di 200 anni. Si sta aspettando da un momento all’altro il certificato per “l’origine geograficamente controllata” e quindi è imminente il rilascio del “certificato europeo”.

Minko Nachevski è delle parti di Trojan ed è riuscito a convincere i degustatori che la sua grappa è come un medicinale per chi è al di sopra di 50 anni. La grappa ha poca acidità e scarso contenuto di zucchero, l’alcool si sente appena. Un piacere di 50-100 grammi al giorno. Sono però in pericolo gli alberi di susine (da cui si ricava il distillato), una parte di loro sono diventati secchi e questo fatto danneggia i produttori nel paesino di Balabansko.

E’ andato in sollucchero Nikola Kolev - presidente della associazione d’apicoltura del comune di Velingrad -, perché il miele coltivato nel rispetto di una tecnologia slava molto antica, in alveari del tipo “goccia”, alveari fatti di concime naturale, coperti con corteccia di abete rosso ha raddolcito straordinariamente il Slow Food. Il signor Kolev ha ringraziato il ministro Dikme, perché ha vietato qualsiasi uso di medicinali ed altre prodotti chimici, in una zona dove ci sarà la riserva naturale dell’apicoltura. L’agriturismo è stato presentato da Detelina Hadzijska di Trigrad. Lei è molto contenta di aver fatto degli accordi con tour-operator francesi e turchi.

In conclusione possiamo usare le parole di Kiril Georgiev: - …che tutti i nostri 18 partecipanti alla esposizione “Terra madre” sono molto impressionati per quello che hanno visto, soprattutto al “Salone del gusto” che è una meraviglia, ma purtroppo senza adeguata rappresentanza bulgara. Mentre noi abbiamo decine e decine di prodotti che potrebbero essere esposti meritevolmente nel suddetto “Salone del gusto”…- dice con speranza Kiril Georgiev, salutando tutti bulgari che sostengono le nostre tradizioni!


Autore: Elena Chahanova
Fonte: Radio Nazionale Bulgara


Per approfondire: Notizie di Economia



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