Home | Notizie | Forum | Club | Cerca 
Subscribe
Share/Save/Bookmark

Bulgaro
     
         Utente: non registrato, entra
  
Bulgaria: giochi patriottici

28.08.2004 - Sofia

Il nazionalismo etnico è demodè e sarà sostituito con la salvaguardia politico–economica dell’interesse bulgaro. Partiti che giocheranno questa carta avranno delle chance.

Dopo che i politici e politologi hanno proclamato la fine della transizione, sarebbe giusto che la si commemorasse se non con un modello nuovo, almeno con delle sfumature fresche nei polverosi comunicati di partito. Secondo il più illustre giocatore sul fronte del nazionalismo Krassimir Karakachanov, le tesi del modello bipolare si sono talmente consumate: comunismo–anticomunismo, sbirri – non-sbirri, monarchici–repubblicani, che si cerca urgentemente una nuova pista sulla quale i politici arrivino all’elettorato. Secondo lui, il fallimento della sinistra pura e della destra pura provoca una nuova moda – cercare un’alternativa nel patriottismo. In più, con l’avvicinarsi della nostra adesione all’UE cominceranno a trasparire tutti i compromessi che lo Stato dovrà fare. Che sono uniti sotto un unico segno: perdita di sovranità.

In Bulgaria, dicono gli esperti, è quasi impossibile che spunti un partito come quello di Zhirinovski, Le Pen e Haider. É ancora più difficile trovare un leader forte in grado di trascinare dietro di sé la gente, con simili propositi. Ma questo non deve tranquillizzarci. In ogni società estremamente pessimista (e noi lo siamo abbastanza ) si può sempre trovare il terreno su cui giocare la carta nazionalistica e far partire un simile movimento. Il romanticismo storico (secondo Petar Stojanov) verso la Macedonia e la convivenza tra alcune etnie nei confini del nostro paese possono solo aiutarci in questo.

I più noti tra i nazionalisti da noi sono la VMRO. Per anni l’organizzazione di Krassimir Karakachanov veniva vista esclusivamente come l’erede della leggendaria VMRO dell’inizio del secolo. Il politico, però, si è fermato troppo a lungo nella politica e ciò ha fatto condizionare le politiche di molti partiti. Come si vanta Karakachanov stesso, la VMRO esiste già da 15 anni e le sue posizioni sono note a tutti.

Sono una quindicina i piccoli partitini che professano un nazionalismo bulgaro, turco, pomaco, macedone, o zingaro. Di loro ci ricordiamo soprattutto alle elezioni quando tutti i leader, noti o sconosciti, cercano simpatizzanti dallo schermo televisivo. Ai vecchi giocatori, che sbandierano gli slogan patriottici, recentemente se ne sono uniti anche alcuni nuovi.

Il più conosciuto al pubblico è “Gergeovden”. L’hanno seguito altri. In pratica, quasi ogni partito che si è creato negli ultimi mesi ha dichiarato una forte affezione alla causa nazionale. Tali sono il “NOI” che si sono dichiarati il partito del nazionalismo moderno, tali sono i “novovremzi” sul cui slogan è scritto ”Sii BG”. Simili tesi esprime anche la coalizione tra Krastjo Petkov, Jane Janev e Giuner Tahir la quale si dichiara per “un nazionalismo economico e sociale”.

Sorprendentemente, l’ex premier Ivan Kostov, il quale aveva sepolto simbolicamente il nazionalismo bulgaro mentre era al potere, ha ugualmente abbracciato l’idea di “una Bulgaria forte in Europa unita”. Malgrado le previsioni secondo le quali Kostov avrebbe puntato solamente sulla contrapposizione al comunismo e a Nadezhda Mihailova, lui ha sorpreso il pubblico con le sue posizioni euroscettiche. Evidentemente, l’ex premier ha cercato a lungo una nicchia libera per esprimersi. Molti osservatori ritengono che con lui non finiranno gli sperimenti in campo nazionalistico. Alcuni, più diffidenti, hanno previsto negli appelli di Konstantin Trenchev di reparti armati contro i rom–delinquenti un richiamo nazionalistico da cui nascerà un nuovo partito.

Secondo il leader del “Blocco unito del lavoro” Krastjo Petkov, da noi non solo è possibile, ma si sta già preparando un partito tipo “Haider”, il quale, però, non tenderà verso il neofascismo. “Segnali di partiti di tipo nazionalistico lo notiamo negli attacchi contro i rom, intesi come comunità”, ritiene Petkov.

“Non accetto una dottrina di partito che privilegi un’etnia per conto di un’altra”, ha ribadito Trenchev. Però il problema dei rom è un fatto, questa gente sta vivendo una crisi sociale e i bulgari sentono i problemi dei rom sulle loro spalle. Aggiungendo i dati sociologici sull’aumento dei rom come etnia contro la diminuzione dei bulgari, ecco che arriviamo ad una bomba a scoppio ritardato. Il passo verso qualche concezione più duri, che spaventa i sogni dei difensori dei diritti, è breve.

Purtroppo, richiami in questa direzione possono generare l’effetto contrario – la creazione di movimenti nazionalistici rom. Se mettiamo insieme meccanicamente i successi delle organizzazioni rom nelle ultime elezioni locali, verrà fuori che loro hanno 116 consiglieri e 5 sindaci. Sono meglio rappresentati dalle organizzazioni monarchiche e comuniste e questo è un forte potenziale.

Per adesso le idee nazionalistiche dei partiti non sono diventate razziste. Fa eccezione solo padre Georgi Gelemenov, i cui simpatizzanti di solito hanno le teste rasate. Secondo il padre, la Bulgaria ha troppi nemici e solo un Pinochet potrà mettere a posto il Paese. Attualmente Gelemenov è il segretario generale del partito del Dr. Ivan Georgiev, il quale ha fondato il 15 novembre 1989 il Partito bulgaro nazional-radicale. Questo partito è considerato l’erede dell’omonimo partito clandestino fondato nel 1955. Dr. Georgiev si appella all’unione tra i bulgari di Mesia, Tracia, Macedonia e ad un potente esercito.

Oggi Gelemenov ritiene che sia giunta finalmente l’ora perché i robusti nazionalisti governino la Bulgaria e mettano in galera tutti i delinquenti. “Ci presentiamo alle elezioni. Abbiamo soltanto bisogno di finanziamenti e che questa volta le elezioni non vengano falsificate”, dichiara Gelemenov.

Ma questa gente per adesso è solo un’eccezione esotica nel paesaggio partitico. Nessun partito ha osato a puntare sull’odio razziale e su richiami contro qualche minoranza – rom o turca. Sia Karakachanov che Krastjo Petkov sono categorici che non ci saranno malumori contro la massa dei turchi che sono più poveri e meno istruiti dei bulgari. E’ un paradosso che proprio Dogan fu tra i primi a dichiarare il bisogno di un “moderato nazionalismo bulgaro”. Avendo in mente qualcosa del tutto diverso.

Su che cosa puntano le future formazioni orientate sulla tesi patriottica? Sembra che il nazionalismo etnico puro sarà cambiato con uno nuovo, di tipo “politico–economico”. Quello, che meglio difenderà i diritti della piccola e povera Bulgaria davanti alla UE, la NATO e il FMI, vincerà l’approvazione dell’elettorato.

Che ci sia spazio per lo sfruttamento della corda patriottica si vede dai nuovi appelli di politici dimenticati e illustri attivisti. Tempo fa alcuni professori – storici si sono uniti in “Unione di conservazione nazionale”. Nikola Nikolov del “NOI” e il leader dell’unione “Radicali” Evgeni Bakardjiev hanno appoggiato la loro iniziativa di progetto di dottrina nazionale.

Qualche mese fa, invece, George Ganchev ha dichiarato che sta preparando la fondazione della “Unione patriottica nazionale” dietro la quale si trovavano Vasa Gancheva, padre Bojan Saraev, Andrej Pantev, Ognjan Saparev, il generale di riserva Ljuben Petrov e Ivan Slavkov. I fini dell’unione sarebbero: la conduzione di una politica nazionale aperta, la conservazione del ruolo principale della lingua bulgara e della fede ortodossa, una politica estera filobulgara bilanciata, rinforzi dell’esercito e l’applicazione di democrazia diretta tramite referendum. Ganchev ha già cominciato a parlare del pericolo della estinzione della razza bulgara. Ha dichiarato offensiva per ogni parlamentare, l’idea del ritiro del contingente bulgaro da Kerbala a Bagdad per essere protetto dai soldati americani. Il prossimo passo probabilmente sarà la richiesta di ritiro definitivo da Iraq. Padre Saraev ha dichiarato che non si occuperà di politica, mentre Slavkov non ne avrà forse la possibilità, ma anche senza loro due la compagnia è variopinta.

Forse non tutti guardano a George (Ganchev ndt) seriamente ma le sue concezioni sono parecchio popolari. Il patriottismo, manifestato da lui, non ha nemici. Tra l’altro, si sono sentite voci che i padrini della nuova unione nazionalistica fanno parte di “Positano 20”. (Sede del partito socialista bulgaro, ndt)

Il motivo è che i socialisti non possono permettersi di alzare slogan simili a quelli di George, anche se i loro elettori hanno bisogno di una forte iniezione nazionalistica. Se il BSP aiuterà la creazione e l’entrata nel Parlamento di un simile movimento che graviti verso la sinistra, questo sarà un suo partner. In sostegno di un piano del genere parlano alcuni tra i nomi vicini a George, attualmente deputati rossi.

Per adesso questa è solo un ipotesi perché la ”Unione patriottica nazionale” difficilmente riuscirà a superare la barriera del 4%, e in più, non fa niente per far vedere che si prepara a rifugiarsi sotto l’ala protettiva dei socialisti. Il BSP, invece, non guarda di buon occhio ai succitati professori e al generale. “Il BSP non ha nessun bisogno dell’euroscetticismo perché è riuscito a legittimarsi come partito filoeuropeo. Non ha bisogno di incoraggiare la creazione di simili formazioni”, ha detto Krastjo Petkov, il quale è tuttora deputato della sinistra, ma ha già firmato l’accordo di coalizione all’interno del Blocco Repubblicano. Lui ritiene che senza l’assistenza ostetrica dei socialisti un partito così nascerà, probabilmente, con l’aiuto del mondo degli affari.
Le imminenti elezioni politiche saranno la prima selezione della nuova specie di partiti nazionalistici. E’ ancora presto dire se una simile formazione possa trovarsi nella prossima Assemblea Popolare. Volen Siderov ha raccolto appena 1% dei voti alle elezioni a Sofia. Se, però, i politici giocano la carta con maestà, senza contare esclusivamente al populismo e senza sbandierare gli slogan unicamente per lo show, le loro chance saranno maggiori. In ogni modo, il prossimo voto sarà ad appena un anno e mezza prima che diventiamo il 26-simo stato della UE e dovremo rivendicare la sua unicità con fierezza.


Autore: Joana Gandovska e Ana Ilieva
Fonte: Sega
Traduzione: Sonia Domoustchieva




Commenta questa notizia



Notizie

03.09.2004La ungherese Trigranit costruirà un centro di business e commercio a Sofia
03.09.2004Bulgaria: crescita delle esportazioni nel primo semestre del 2004
02.09.2004Bulgaria: caccia al tesoro
28.08.2004Bulgaria: giochi patriottici
26.08.2004Primi difficili passi per il Forum Sociale Bulgaro
26.08.2004Bulgaria: due milioni rischiano di perdere l’assistenza sanitaria
25.08.2004Rumen Petkov: non confondete il 9 settembre con le repressioni dopo il 1944



Follow Bulgaria-Italia on Twitter  Follow Bulgaria-Italia on YouTube   Follow Bulgaria-Italia on LinkedIn

Ultime Notizie
 

Conoscere la Bulgaria
  Arte e Cultura Città e Località Economia Folklore Informazioni Politica e Governo Società Turismo

Notizie
  Temi Speciali Autori News Feeds (rss) Media bulgari (english)