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Bulgaria: febbre elettronica

30.09.2004 - Sofia

Secondo l’istituto nazionale di statistica, la vendita al dettaglio di apparecchiature elettriche nel periodo gennaio-luglio 2004 è aumentata del 19,2% rispetto ai primi sette mesi dell’anno scorso. Il settimanale Capital ha chiamato questo fenomeno “la febbre delle apparecchiature elettriche”.

Secondo i dati della ricerca sociologica dell’agenzia Alpha Research (aprile 2004), la vendita di elettrodomestici ed apparecchiature elettroniche è aumentata dal 4 al 13%, mentre il numero di cellulari è cresciuto del 34% rispetto al 2000.

In Bulgaria, il mercato dell’elettronica fattura circa 200 milioni di Euro all’anno, secondo quanto sostiene Veselin Vladimirov – direttore del reparto vendite della catena Technolux. I commercianti parlano di “boom” e le ragioni possono essere ricercate nella possibilità di effettuare pagamenti dilazionati e nella maggiore competitività del mercato che consente di avere una scelta più ampia, prezzi più bassi, maggiori servizi e che permette alle grandi catene di ipermercati di creare il proprio marchio (offerto a prezzi più vantaggiosi).

Gran parte delle importazioni proviene dalla Cina e dalla Turchia, dove i prezzi sono più bassi e quindi più adatti alla maggioranza dei Bulgari. Ma le tasse sulle importazioni dalla Cina sono alte (circa il 18,5% per le televisioni) per cui alcuni imprenditori bulgari, proprietari di grandi catene, assemblano le apparecchiature mettendo il proprio marchio. Questi prodotti sono più economici e la loro qualità viene testata in Bulgaria.
Gli acquisti effettuati con contante sono la maggior parte, ma cresce anche il numero di coloro che si fanno tentare dalla possibilità di avere una TV, un DVD, una lavatrice o un frigo e di pagarli in futuro. Sempre più le banche concedono prestiti personalizzati e per posticipare il pagamento è sufficiente fornire i propri dati.


Il mercato dei beni elettronici

I Bulgari vanno pazzi per le apparecchiature elettroniche il cui mercato fattura 65 milioni di euro all’anno. Le persone comperano la loro seconda o terza televisione e sognano una videocamera o una macchina fotografica digitale. Il mercato di questi prodotti è in continua espansione.

Dieci anni fa il 100% delle importazioni in questo settore era illegale. In seguito alla diminuzione delle tasse sulle importazioni e ai controlli, il 95% del commercio è venuto alla luce. Gli ipermercati hanno avuto un ruolo importante in questo processo. Hanno imposto standard elevati e combattuto il mercato nero e così la vendita di apparecchiature elettroniche è uscita dall’economia sommersa. I grossi ipermercati e i sistemi di pagamento dilazionato hanno eliminato i piccoli commercianti che vendevano i loro prodotti nei garage e che importavano frigoriferi e TV di contrabbando.


Creare il proprio marchio

La compagnia bulgara Aladin possiede la catena di ipermercati Techolux e cerca di promuovere il proprio marchio Elit. Ci sono circa 280 prodotti con questo marchio, dalle bilance ai condizionatori d’aria. Alcuni di questi prodotti vengono assemblati in Bulgaria, altri in Cina, le lavatrici vengono prodotte in Italia. La compagnia K e K electronics possiede il proprio marchio Neo disponibile nella catena Technomarket Europe.

Ci sono centinaia di prodotti con questo nome sul mercato: alcuni sono importati, altri, come televisioni, DVD, video-registratori e aspirapolvere sono assemblati in Bulgaria. Sang e KNT sono marchi della catena Technopolic- più di 100 modelli per 10 prodotti: TV, video-registratori, DVD, lavatrici, frigoriferi, scaldabagno. Gli scaldabagno sono prodotti in Italia, gli elettrodomestici in Turchia.

La Bitova electronika della città di Veliko Tarnovo ha creato una joint-venture assieme a uno dei più grandi produttori cinesi di elettronica e tecnologia informatica, la SVA Group. Esporta televisioni con il marchio SVA Veliko Tarnovo. Una piccola parte della produzione viene offerta sul mercato bulgaro. Più del 90% dei frigoriferi della Liebcher Hausterete Martiza nel villaggio di Radinovo (Bulgaria centrale) vengono esportati nell’Unione Europea.


Il boom del leasing

I più popolari tra i bulgari sono gli acquisti pagati in contante. Ma si registra anche un boom dei pagamenti posticipati attraverso il leasing o il credito. Istituti finanziari non bancari come TBI Credit e Jet Finance International sono partners di migliaia di negozi di apparecchi elettronici sulla base di questo schema: il negoziante incassa subito il denaro della vendita, mentre il cliente salda il proprio debito all’agenzia di leasing. TBI Credit detiene il 50% del mercato del leasing. Il fatturato mensile della compagnia va dai 5 ai 10 milioni di leva (dai 2,5 ai 5 milioni di euro). Nel 2003 c’è stata una crescita della compagnia di 5-7 volte rispetto al 2002, sostiene Valentin Galabov.

Jet Finance International detiene più del 10% del mercato dei crediti per beni di consumo dati dagli istituti finanziari per i pagamenti in leasing. Lo scorso anno questa compagnia ha concesso 35 mila prestiti, mentre per il 2004 ne programma dagli 80 ai 100 mila e per il 2005 se ne stimano 250 mila.

Molte banche offrono crediti a catene commerciali. Il finanziamento della vendita degli apparecchi elettronici ammonta al 15-30% del totale dei contratti, secondo quanto afferma Valentin Galabov. Altri esperti sostengono che questa percentuale dipenda dalla regione in cui la merce viene offerta e dalla sua qualità. In alcune città bulgare, il 90% degli apparecchi elettronici viene acquistato con metodi di pagamento dilazionato.


Autore: Tanya Mangalakova
Fonte: Osservatorio sui Balcani




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