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Bulgaria: l'anniversario del 9 settembre

17.09.2004 - Sofia

Il 9 settembre era uno dei simboli dell’era socialista. Questa data veniva celebrata come festa nazionale. I lavoratori sfilavano con i ritratti dei leader comunisti, cantando slogan, glorificando la vittoria finale del comunismo. Il sessantesimo anniversario del 9 settembre 1944 ha diviso i Bulgari. Il dibattito è iniziato in agosto quando i leader del Partito Socialista Bulgaro (BPS, opposizione di sinistra in Parlamento, ex-Partito Comunista Bulgaro) hanno cercato, nelle interviste, di “discolpare” la data del colpo di Stato e l’invasione dell’esercito sovietico in Bulgaria. “ Il 9 settembre 1944 la Bulgaria ha lasciato l’orbita fascista e questo ha permesso di preservare l’integrità territoriale del paese”, ha affermato in un’intervista al quotidiano 24 Chassa Sergei Stanishev, leader dell’BSP. “Il 9 settembre non ha nulla a che fare con le repressioni condotte in seguito dai comunisti”, ha dichiarato al quotidiano Sega (25 agosto) Roumen Petkov, vice-presidente di BSP.

Nel suo discorso prima della celebrazione, Sergei Stanishev ha sottolineato che il BSP ha condiviso l’eroismo degli anti-fascisti e dei soldati bulgari nella guerra patriottica (la guerra contro la Germania nazista). Ha detto che il BSP è responsabile nei confronti delle persone che hanno subito la repressione, per le vittime innocenti e per chi ha sofferto umiliazioni dopo il 9 settembre 1944.

“Non dimentico, ma perdono”, ha detto, quasi cercando la riconciliazione tra generazioni, il Primo Ministro Simeon Saxe-Coburg Gotha a proposito del 9 settembre 1944. La Bulgaria era alleata della Germania durante la seconda guerra mondiale, ma lo zar Boris III si rifiutò di partecipare all’invasione contro l’Unione Sovietica. Morì nel 1943 e gli successe il figlio di sei anni Simeon. Il 9 settembre 1944 i comunisti presero il potere, nel 1946 la famiglia degli zar venne espulsa dalla Bulgaria. Nel 2002 Simeon ha dato vita ad un partito di destra ed è diventato Primo Ministro.

Tutti contro il BSP

Sessant’anni dopo il 9 settembre 1944, il Parlamento ha adottato una dichiarazione di condanna del regime comunista. La dichiarazione elenca l’illegalità, la violenza e gli omicidi su larga scala seguiti al 9 settembre. “Il comunismo bulgaro ha represso i diritti umani e il principio del costituzionalismo, le basi sulle quali era cominciata la costruzione dell’Europa unita”, recita la dichiarazione. “Proprio quando la Bulgaria è sulla soglia dell’UE e mesi dopo la sua integrazione nella NATO, si manifestano tentativi di santificare il 9 settembre”, continua la dichiarazione.

Questa data ha unito il partito in carica e i partiti di destra contro il BSP, come riportava il quotidiano Troud il 9 settembre. 167 membri del Parlamento di sei gruppi parlamentari hanno votato la dichiarazione. 43 membri del Parlamento del BSP hanno votato contro la dichiarazione. “Il 9 settembre ha riacceso vecchie ostilità nel Parlamento”, ha riportato Sega il 10 settembre. Il quotidiano ha commentato come tutti i partiti hanno attaccato il BSP a causa di questa controversa festività.

Il sessantesimo anniversario del 9 settembre ha portato i parlamentari ai tempi in cui ogni giorno in Parlamento sembrava una battaglia. Il Parlamento ora sembra un fronte in cui tutti sono contro il BSP. Il Partito Socialista era da solo alle celebrazioni. Gli stimoli al dibattito sono venuti dalle Forze Democratiche Unite e dall’Unione delle Forze Democratiche (UDF, l’opposizione di destra). Entrambi i gruppi parlamentari hanno presentato il loro progetto per la dichiarazione, condannando l’inizio del regime comunista in Bulgaria. Tutti i deputati dell’UDF si sono presentati in Parlamento vestiti di nero. Il quotidiano Sega ha riferito come Nadezhda Mihailova – leader dell’UDF abbia preteso che Sergei Stanishev – leader di BSP, chiedesse perdono.

Le proteste contro il 9 settembre

La stampa del 10 settembre ha riportato un’affermazione di Emil Koshlukov - leader del partito Novoto vreme. Magari Belene era solo un campo di allenamento per le Olimpiadi, invece di essere un campo di concentramento, aveva detto sarcastico. “È una grossa bugia che il 9 settembre sia nato un regime egualitario”. Secondo Koshlukov è immorale festeggiare il giorno in cui così tante persone sono state uccise.

Circa 700 persone di diverse ONG unite nel Comitato dei cittadini per la protesta anti-comunista hanno protestato contro le celebrazioni del 9 settembre. “Mentre noi cercavamo le tombe di più di 20 mila persone, loro stavano imbottendo di piume il loro nido economico e oggi vediamo di nuovo che loro stanno cercando di far rinascere il 9 settembre”, ha detto Georgi Markov – leader dell’Unione Istina (verità). Il quotidiano Troud riporta che il 9 settembre nel centro della città di Shoumen (nord della Bulgaria) erano appesi poster con la scritta “Mai più un 9 settembre”.

I sociologi dell’agenzia Mediana hanno svolto una ricerca sull’atteggiamento dei Bulgari verso il 9 settembre che è poi stato riportato dal quotidiano Troud del 10 settembre. In due ricerche nazionali, del 1990 e del 2004, Mediana ha chiesto agli intervistati : “Come considerate i 45 anni di comunismo?” “Totalmente bui e difficili”, ha risposto il 17,7% della popolazione nel 1990 e il 3,6% nel 2004. “C’erano aspetti negativi e aspetti positivi”, pensava il 25,9% della popolazione nel 1990 e il 23,7% nel 2004. “Sono stati anni di successo” è l’opinione del 2,1% della popolazione nel 1990 e del 10% nel 2004.

Il 9 settembre e la società civile

Il flirt della giovane leadership del BSP con la memoria storica del partito cerca di distogliere i sospetti dei sostenitori della linea dura nei confronti delle persone che chiedono modernizzazione, la già avvenuta entrata nella NATO, riforme, capitalismo e l’accesso nell’UE, commenta Alexander Andreev nel suo articolo dell’8 settembre sul quotidiano Dnevnik. La selezione storica del BSP riguardo al 9 settembre è un’occasione per un dibattito non ancora avviato: perché le persone in Bulgaria abbiano accettato docili come agnelli di essere governati per decenni dallo strato peggio educato della popolazione, perché abbiano obbedito senza opporre resistenza al regime sovietico estraneo alla loro mentalità, perché la Bulgaria sia stata l’unico paese comunista a non mettere in atto alcun tentativo di resistenza. Questa è una discussione su una sfortunata società civile che, nel corso del XX secolo, è stata più volte distrutta da guerre, rivolte, colpi di stato e regimi antidemocratici. Il 9 settembre rappresenta una delle censure fatali nella dolorosa biografia di questa società civile, scrive Andreev.

Tutta l’attività dell’opposizione di sinistra riguardo al 9 settembre non è stata rivolta tanto ai fatti di 60 anni fa, quanto al giugno 2005 quando si svolgeranno le elezioni. Il BSP si aspetta di vincere le elezioni tra un anno. Secondo i sociologi di “Alfa Research”, il 23% della popolazione voterà per il BSP, il 10% per l’attuale partito di governo Movimento Nazionale Simeone II, l’8% per l’UDF. I giovani e moderati rappresentanti del BSP, come Sergei Stanishev, cercano di sfuggire al passato totalitario dell’ex – Partito Comunista Bulgaro presentando gli aspetti positivi del 9 settembre. Ma per la maggior parte dei bulgari il 9 settembre non segna l’uscita del paese dalla orbita nazista, bensì la sua entrata nell’era comunista, con tutti i suoi fallimenti.


Autore: Tanya Mangalakova
Fonte: Osservatorio sui Balcani



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19.09.2004Commento [loris]
Tra poco si celebrerà anche la notte dei cristalli...

Saluti

Loris


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