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Libia: 32 scienziati chiedono la revoca delle condanne a morte

29.06.2004 - Sofia

Trentadue tra i principali esperti di AIDS, di 10 diverse nazioni, hanno sollecitato il leader libico Mohammar Gheddafi a revocare la sentenza di morte che il suo paese ha comminato a cinque infermiere bulgare ed un dottore palestinese accusati di epidemia dolosa.

"Come eminenti virologi ed altri scienziati e medici, ci uniamo ai nostri colleghi di tutto il mondo nell'appellarci urgentemente a voi per revocare le sentenze di morte comminate dalla Corte Penale di Bengasi, in Libia, a cinque infermiere bulgare ed un medico palestinese," Così hanno scritto gli esperti in una lettera a Gheddafi che è stata spedita per e-mail alla BNN. "Chiediamo inoltre, rispettosamente, al vostro governo di rivedere le procedure che hanno coinvolto questi lavoratori stranieri in quest'affare."

"Di conseguenza sollecitiamo le autorità libiche ad archiviare il caso e a rilasciare nei loro paesi d'origine il personale medico incarcerato che era stato invitato nel loro paese per aiutare a curare i malati," continua la lettera.

[...]

Gli autori della lettera […] comprendono il dottore francese Luc Montaigner, co-scopritore del virus HIV, il virologo italiano Vittorio Collizzi, il dottore statunitense Robert Gallo, direttore dell'Istituto di Virologia Umana e della Divisione di Scienza di Base all'Università del Maryland, Istituto di Biotecnologia di Baltimora.

La corte di Bengasi ha respinto come "controverso ed infondato" un rapporto di Montaigner e Collizzi circa il caso e ha preso in considerazione un altro rapporto di cinque medici libici, che confermava le accuse. "Noi crediamo che la Corte Penale di Bengasi abbia trascurato le esplicite prove di questi illustri medici ed abbia proceduto senza una solida conoscenza delle realtà scientifiche," si dice nella lettera.

Si afferma che dopo svariati viaggi in Libia, incluse una completa e profonda indagine dell'ospedale pediatrico "al-Fateh", Montaigner e Colizzi hanno evidenziato l’improbabilità di una deliberata iniezione da parte del personale medico accusato e hanno concluso che: "Tutte le analisi genetiche effettuate indicano chiaramente che l'infezione ospedaliera all'ospedale pediatrico di Bengasi è stata causata da un singolo sottotipo di A/G HIV-1 da un solo bambino infettato da HIV, a sua volta contagiato dalla madre per trasmissione verticale. Quest'infezione era già presente nell'ospedale di Bengasi nell'aprile 1997 (prima che arrivasse il personale medico straniero) ed era ancora in atto nel marzo 1999."

"La tesi del dottor Montaigner che l'infezione era stata causata dalle scarse condizioni mediche è supportata dal riconoscimento della comunità scientifica internazionale, che strumenti medici non sterili possono facilmente trasmettere l'HIV. L’insorgenza di simili casi é stata documentata in Egitto, Romania, e nella regione autonoma di Kalmucchia in Russia."

I firmatari definiscono l'infezione dei bambini "veramente tragica". "Tuttavia, accusando il personale medico di aver deliberatamente infettato i bambini con l'HIV, contrariamente alle prove, e condannandoli a morte, non si aiuterà a proteggere altri pazienti da un destino simile." Hanno sollecitato le autorità libiche ad accettare l'aiuto internazionale e per determinare le condizioni dall'ospedale che hanno causato il contagio ed ad assicurare che tali condizioni non esistano più in questa od in altre strutture sanitarie libiche.


Fonte: Bulgarian News Network
Traduzione: Marco Panchetti e al.




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05.07.2004Commento [klaudio]
Ora sono saliti a trentadue gli specialisti internazionali che contraddicono il tribunale libico,penso dunque che debba essere superato qualsiasi ragionevole dubbio sull'innocenza di queste persone che languono da più anni,sottoposte ad un regime carcerario
fra i più infami.
Ognuno si attivi come può,non lasciamo morire la speranza che questa povera gente possa rivedere la sua terra,tornare a vederne i colori,a sentirne i gli odori,i sapori.
Viva la vita!
Klaudio
07.07.2004Commento [michele2]
Mi unisco all'appello con tutte le mie forze e spero che un giorno sul banco degli accusati di un tribunale internazionale ci sarà il dittatore libico Muhammar Gheddafi, chiamato a rispondere delle sue innumerevoli malefatte...


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