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Leonardo Pampuri e Giuseppe Dell'Agata
Leonardo Pampuri e Giuseppe Dell'Agata

Petali di rose, spine dei Balcani

23.05.2004 - Milano

L'Associazione culturale Bulgaria-Italia, come da tradizione ha festeggiato il 24 maggio, la "festa nazionale della cultura bulgara". L'evento si é ripetuto ieri in un'aula dell'Università Bocconi di Milano. All'incontro erano presenti i professori universitari specializzati in filologia bulgara e slava Giuseppe Dell'Agata, Danilo Manera e Giampiero Piretto e naturalmente il personaggio, per il quale 4 anni fa un gruppo di bulgari e italiani fondano l'associazione Bulgaria-Italia, per poter salvare un patrimonio, destinato all'oblio.

Il creatore di questo tesoro è Leonardo Pampuri, nato da genitori italiani in Bulgaria nel 1914, dove ha studiato e lavorato fina al 1948. La ricchezza letteraria creata da lui è il risultato del grande amore per la poesia bulgara: tanti versi tradotti dal bulgaro in italiano di poesie popolari, di Petko Slavejkov, Penco Slavejkov, Botev, Vazov, Javorov, Valeri Petrov e tanti altri. E così, ieri ha visto luce L'Antologia della poesia bulgara con il titolo "Petali di rose, spine dei Balcani". Questo è un libro unico non solo per il contenuto, ma anche perché le poesie sono pubblicate con il testo originale a fronte.

Nell'introduzione del tema dell'incontro, il Presidente della Associazione Bulgaria-Italia, Paolo Modesti, ha affermato che l'antologia è sia poesia d'amore che epica, "un piccolo ma significativo contributo alla costruzione di una cultura europea, che abbia come valore fondante quello della pace".

Nella presentazione del libro Moni Ovadia specifica che "I poeti bulgari hanno attinto alle ricchissime fonti della tradizione orale del popolo e, partendo da essa, hanno in pochi decenni fatto un sorprendente percorso aprendosi agli orizzonti stilistici della poesia europea, senza per altro abdicare alla propria specificità".

Il professor Giuseppe Dell'Agata - un relatore eccezionale, che durante il suo discorso durato quasi 2 ore è riuscito a coinvolgere le circa ottanta persone, tra giovani e meno giovani, presenti in aula, facendo un percorso storico sullo scambio letterario tra Bulgaria e Italia ed ha definito l'antologia marchio d'autore del traduttore Leonardo Pampuri, frutto di una passione verso quei poeti bulgari, che lo hanno commosso sin dalla sua infanzia in Bulgaria.

Da parte sua, Leonardo Pampuri ha affermato davanti all'auditorium che "ogni traduttore deve essere un po' poeta". E per gli ascoltatori della Radio Nazionale Bulgara ha confessato che ama maggiormente le poesie di Slavejkov e Javorov: "… Javorov per il suo pessimismo, dolore e travaglio nella vita; Penco Slavejkov pur assendo menomato fisicamente aderisce ad una forma di positivismo, lodando la natura e le relazioni fra gli uomini…". Lui ha augurato ai giovani bulgari che vedono l'Europa attraverso l'ottica della gioventù "di non dimenticare che sono bulgari"! E, chissà perché, queste parole gli hanno creato una grande emozione…

Leonardo Pampuri ha concesso tanti autografi, compreso alla più giovane presente in aula (la piccola Martina di soli 7 mesi!), si è intrattenuto a discorrere con le più anziane ospiti, la professoressa di bulgaro Viktoria Nedeva di Shumen e Velicka Domuschieva di Varna, così come con gli studenti bulgari della Bocconi e quelli italiani che studiano filologia slava e lingua bulgara.

Una di loro è la ventenne Rachele Nardelli dell'università di Pisa. Il suo desiderio è di diffondere la letteratura bulgara in Italia e quella italiana in Bulgaria. In concomitanza con la festa del 24 maggio, lei ha detto ai nostri studenti di fare le scelte della vita con passione, perché soltanto la grande passione crea possibilità di realizzazione, cosi come lei è contenta di studiare la cultura bulgara, un stimolo di crescita nella sua vita.

Nella intervista per la Radio Nazionale Bulgara, il professor Dell'Agata ha specificato che "la Bulgaria è un stato importante per Europa, con un'antica cultura dovuta a diversi correnti ed influssi, e che tutti i popoli sono uguali, hanno dignità uguale e la struttura di una illustre lingua letteraria come il bulgaro, seppur complessa, non può essere un ostacolo per la società europea".

Dato che, la trasmissione "Horizont za vas" della Radio Nazionale Bulgara veniva trasmessa in diretta dalla cittadina di Elena, il professor Danilo Manera, traduttore di Jordan Radickov e Emilian Stanev, ha mandato un saluto speciale per i cittadini di Elena e quelli della città di Tarnovo, da dove proviene lo stesso Emilian Stanev. Questo è un saluto-messaggio con spirito universale: "E' molto bello che siano state lo scenario della storia di "Ladro di pesche" e di tante altre opere d'arte e di vicende umane. Io credo che un libro come questo e molti altri della letteratura bulgara uniscano miracolosamente due aspetti: quello di saper essere con le radici ben profonde nella propria terra, tra la propria gente ed allo stesso tempo essere universali con la capacità di parlare ai lettori di qualunque latitudine, e non soltanto, ma metterli in contatto, fargli conoscere a far avvicinare i popoli. Il mondo ha bisogno di sapere di più dell'arte e della cultura bulgara, quella passata e, quella presente, e devo dire: obich kâm dumata, kâm slovoto (affetto per la parola, amore per la lingua), che è qualcosa di molto tipico dei bulgari, un amore profondo per la loro espressività tanto orale quanto scritta. E, credo che questa loro fedeltà alla lingua è un tesoro importante che merita di essere diffuso".

Ed ecco, uno di questi tesori è già realtà: "Petali di rose spine dei Balcani", traduzione di Leonardo Pampuri. Una realizzazione con le poche risorse dell'associazione Bulgaria-Italia in collaborazione con la Edom Servizi Editoriali di Padova che il professor Giuseppe Dell'Agata ha definito cosi: "non è fatto a scopo di lucro, ma solo per passione".

Allora, concludiamo con passione, così come dice una poesia popolare di nome "Chi per amor si sposa" che fa parte di "Petali di rose, spine dei Balcani":

Chi invece per passion si sposa,
per passion e con amore,
la dimora sua, anche se tugurio,
a lui una reggia sembri.

Intervento della corrispondente della Radio Nazionale Bulgara Elena Chahanova durante la trasmissione "Horizont za vas".
In diretta dallo studio della cittadina di Elena, Kalin Katev.


Autore: Elena Chahanova
Fonte: Radio Nazionale Bulgara



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