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Bulgaro
     
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Intervista con gli anarchici di Sofia

17.12.2002 - Sofia

Oddio no, spegnete 'sto video schifoso. Certo, è interessante rivedere il filmato di un'azione di protesta, ma questo gruppo di manifestanti anti-Nato non ci può togliere il sapore amaro lasciato da quando abbiamo visto centinaia di manifestanti, la maggior parte giovanissimi che sventolano in modo entusiasta le loro bandierine. Da una parte le bandierine bulgare, dall'altra quelle della Nato. Difficile crederci, ma veramente non sembrano divertirsi molto, ma nemmeno lo fanno per i soldi - è solo che ci sono così pochi divertimenti a Sofia, che la gente è ridotta a sballarsi ascoltando le canzoncine pro-Nato di qualche gruppetto hiphop di merda.

Dopo gli ultimi anni deludenti di corruzione (e malagestione) post-socialista, la gente, specialmente quelli che hanno fretta di abitare in un paese occidentale, sembra aver perso quel che le rimane della ragione per quanto riguarda l'indipendenza: "Basta con gli sperimenti! Facciamolo appena possibile! Direttamente verso l'Ue!" A volte si vedono anche i cartelloni pubblicitari che portano scritto: "BULGARIA NELLA NATO - ORA!"

Il Gruppo Anarchico di Sofia è venuto qui oggi per stare insieme a noi e per rilasciare questa intervista. Normalmente c'è poca informazione dalla Bulgaria, perché qui non succede molto rispetto agli altri paesi. Ma cambieremo almeno la prima cosa ora.

Lydia: Abbiamo sentito parlare del vostro gruppo qui a Sofia e vorremmo sapere di più sulle vostre attività. Come si è formato il gruppo e da quanto tempo esiste?

M: I primi contati che abbiamo avuto era mentre cercavamo dei contatti alla sede dei vecchi anarchici della FAB (Federazione Anarchica della Bulgaria). Abbiamo cominciato con un lavoro puramente teorico, pubblicando sul sito web "Anarchy in Bulgaria" le idee anarchiche e anticapitaliste. Più in là abbiamo dato inizio al webzine "Chliab i svoboda" (Pane e Libertà) e il giornale "Anarcho Asprotiva!" (Anarcoresistenza!).

Per quanto riguarda i vecchi anarchici della FAB, molti di loro hanno passato le loro vite in campi come quello di Belene, o in qualche carcere. Ora, fanno dei lavori di editoria, come la pubblicazione di libri anarchici e un giornale, "Svobodna Misal" (Libero pensiero). Uno di loro, Georgi Konstantinov, fece saltare per aria una statua di Stalin, credo nel 1956. Fu condannato alla morte e fu salvato solamente dalla morte dello stesso Stalin (ndr: Stalin Ŕ morto nel 1953!); così commutarono la sentenza in 20 anni di carcere. . Fu rilasciato dopo 10 anni e fuggì poco dopo in Francia. In seguito al Cambiamento del 1989, è tornato in Bulgaria. C'è anche un gruppo di vecchi anarcosindacalisti (ex-Confederazione bulgara del lavoro). Uno di loro, Nicola Mladenov, ha 94 anni adesso ma partecipò alla Rivoluzione
spagnola negli anni 30. Comunque, loro non fanno molto oggigiorno, avendo tutti più di 80 anni. Ma la sede della FAB è sempre stata, ed è tuttora, un bel luogo di incontro, grazie anche alla sua vasta collezione di materiali. E' un'ottima base teorica. Già, e a volte siamo abbastanza per pensare a qualche azione nostra.

Lydia: E che tipo di azione sono?

T: La prima forse non è stata così interessante. Abbiamo fatto un volantinaggio sulla situazione in Bulgaria e sulla storia del Primo maggio durante i festeggiamenti ufficiali del Primo maggio dei comunisti e i socialisti. La cosa divertente è stata che loro non si sono resi conto di quello che succedeva, che noi non eravamo lì per festeggiare con loro, e poi c'erano delle vecchiette che andavano in giro con i nostri volantini con tanto di grossi A-cerchiati! Poi, c'è stata l'azione-protesta a luglio del 2001 in seguito all'assassinio di Carlo Giuliani a Genova. Per caso avevamo incontrato, sempre alla sede della FAB, dei compagni dell'Antifa tedesca e insieme abbiamo spontaneamente deciso la nostra prima azione aperta per la Giornata di Azione globale. Infatti, è stato così spontaneo che molti del nostro gruppo non sono riusciti ad arrivare in tempo. Per questo eravamo solo 8 persone. Siamo andati all'ambasciata italiana con striscioni e bandiere. Hanno partecipato anche dei componenti del gruppo comunista "Che Guevara". Uno di noi si è steso davanti all'entrata dell'ambasciata con una maschera che rappresentava il viso di Giuliani, e tanto sangue (ketchup). La situazione era un po' surreale. Immagina, proprio al centro di Sofia... Molti passanti erano incuriositi e chiedevano cosa era successo, se ci serviva un aiuto. Da questo punto non era più importante in quanti eravamo - con la pubblicità che abbiamo avuto dai passanti, è stato un grande successo. La guardia giurata all'ambasciata era tranquillo e ha fatto quello che normalmente faceva. Quando è arrivata la polizia, un solo poliziotto in manica di camicia è sceso dalla macchina (vecchia Lada stile realsocialista) e dopo aver chiesto che succedeva se ne andato. L'azione è stata molto importante per noi perché era la prima volta che ci siamo fatti vedere così in pubblico. Prima facevamo solo i volantinaggi e qualche attacchinaggio. Il giorno dopo c'era un articolo sull'azione sul giornale, e infatti non era male. Ma circa 6 settimane dopo l'evento, uno dei giornali con maggior distribuzione in Bulgaria ha usato questa azione in prima pagina, chiedendo cosa succederebbe se dovessero venire a Sofia i manifestanti antiglobalizzazione, con il fatto che la polizia e totalmente impreparata per un evento del genere.

L'articolo ha servito a aumentare le paure della gente. Ma un risultato positivo c'era comunque: in seguito all'articolo sul grande giornale, dei compagni nuovi ci hanno cercato e ora fanno parte del gruppo, avendo saputo della sua esistenza grazie all'articolo!

B: Sì, è vero. Ho capito, attraverso quest'articolo, che c'erano altri che la pensavano come me sulla globalizzazione, quindi dalla merda sono usciti anche delle cose positive. Alcuni settimane dopo ho potuto leggere per la prima volta i giornali "Anarcho Asprotiva" e "Svobodna Misal" e mi sono avvicinato a questo gruppo durante le proteste davanti all'ambasciata statunitense contro i progetti per la guerra in Afghanistan.

T: Per combinazione, questa protesta si è svolta 2 ore prima che iniziassero il bombardamento. Veramente, siamo andati lì perché il governo bulgaro aveva offerto sostenimento alla guerra anche se la Bulgaria non faceva parte della Nato. All'inizio, gli sbirri non sapevano cosa fare di noi e chiamavano per avere nuovi ordini. Mezz'ora più tardi, ci hanno identificati e ci hanno fatto sapere che la democrazia e la protesta pacifica sono delle cose carine, ma facevamo meglio ad andarcene, sennò ...

Lydia: Sembra che gli unici a fare un'azione del genere siete stati voi. Ma non ci sono i gruppi pacifisti qui?

M: No, non c'è niente. Qui, c'è giusto qualche Ong, basta. Quando la Nato ha bombardato la Serbia nel 1999, ha protestato solo un gruppetto di comunisti. E' stato il periodo della fondazione del gruppo "Che Guevara", che si era già sciolto prima delle proteste contro la guerra in Afghanistan. Anche se c'era un sacco di gente che ne era contraria, la Bulgaria da concesso l'uso del suo spazio per gli aerei durante questa guerra, e infatti hanno "perso" qui una bomba, che, fortunatamente, ha distrutto soltanto il tetto di una casa.

T: Un'altra azione carina è stato quella per il Primo maggio 2002. Abbiamo fatto una manifestazione con 25 persone per la giornata lavorativa di 6 ore. C'era della gente che diceva "Ehi,
guarda questi giovani - vogliono lavorare solo 6 ore al giorno!
Qui in Bulgaria si lavora 16 ore al giorno! Siete dei pigroni!". E altre stronzate del genere. Noi invece dicevamo "Beh, se volete lavorare 16 ore al giorno, fate pure...!". Dopo, però, abbiamo cercato di spiegare il concetto principale, quello della lotta per le 8 ore giornalieri ai tempi quando si lavorava più di 10 ore al giorno e c'era un sacco di disoccupazione. Così, bisogno dividere meglio il lavoro tra tutti - più persone per la stessa quantità di lavoro. Ma loro poi rispondevano "Certo, così ci tagliano pure lo stipendio!".

Lydia: ... senza pensare che non dovrebbero lavorare così tanto senza perdere dallo stipendio.

T: Ognuno penso solo a se stesso.

M: E' un paradosso, dal momento che la maggior parte di questa gente erano dei socialisti una volta. Comunque, la polizia poi ha cominciato a rompere le scatole, chiedendo se avessimo il permesso per la nostra bandiera nera, e cose del genere.

Lydia: Che altre interessi avete? Lavorate anche nel campo del femminismo, l'ecologia, i diritti per gli animali? O vi concentrate sul diritto al lavoro?

M: No, non siamo fissati solo su quello. Per esempio, abbiamo collaborato con un gruppo ecologista "Za Zemjata" (Dalla Terra). Quelli là sono una Ong, ma abbiamo fatto delle azioni insieme, cose che ci interessavano. Cose normali, legali, tipo pulire la montagna, proteste per avere le piste ciclabili. Abbiamo anche fatto un'azione antiglobalizzazione insieme. Durante una riunione sul Patto di stabilità per i Balcani, noi abbiamo criticato il fatto che queste cose servivano solo ai paesi che hanno un'economia più forte. Per quanto riguarda i discorsi quali il femminismo e l'omofobia, il lavoro svolto finora è stato solo a livello teorico. Abbiamo avuto molti contatti al riguardo con gente di altri paesi che sono venuti qui. Un'altra questione importante e quello della lotta antifascista.

Lydia: Perfetto! Vi volevo giusto chiedere qualcosa sul problema dei Nazi. Com'è la situazione qui in Bulgaria e a Sofia?

T: Durante la Seconda Guerra Mondiale, la Bulgaria fu alleato con la Germania nazista e chiaramente ci sono delle persone che ne vanno fiero e dicono che tutto andava meglio all'epoca.
Specialmente adesso, dopo il Cambiamento, che tutti odiano i comunisti, dal momento che gli antifascisti sono proprio comunisti ... Per questa gente gli anni nazisti erano bei tempi: noi abbiamo invaso e occupato i nostri vicini, che chiaramente sono terre nostre, e la Grande Bulgaria era unita. E' una cosa che non è sparita col tempo. Addirittura ci sono quelli che dicono che i Bulgari sono ariani - Bulg-Ariani, non slavi. La maggior parte dei giovani è nazionalista. Anche tra i tifosi del calcio esistono atteggiamenti nazionalisti e razzisti, e sono i soliti zingari, ebrei e turchi che vengono incolpati per la miseria degli altri. Si trova tutta quella merda nazista gratis e senza commento. Un anno fa hanno attaccato dei manifesti di Hitler. Eppoi ci sono le leggi contro la diffusione delle ideologie naziste ... e che a nessuna gli ne frega niente. Hanno i sostegni legali e economici.

M: Ecco una storia interessante al riguardo: circa 2 anni fa durante i festeggiamenti per l'anniversario di Hristo Botev, un eroe nazionale, uno del "Che Guevara" portava un cartellone conil simbolo della Nato trasformato in svastika. Gli hanno arrestato e processato perché aveva mostrato in pubblico una svastika! Si vedono poi gli le svastiche a qualsiasi partito di calcio, e chi ci pensa? Un ottimo esempio di come usano le leggi antinaziste contro gli antifascisti.

Lydia: Che mi dite dei partiti e le organizzazioni?

T: Uno dei più famosi è il partito nazionalista VMRO (Organizzazione Rivoluzionaria Interna Macedone), e un altro è il BNRP (Partito Nazionalradicale Bulgaro), e poi da forse un anno c'è la BNS (Unione Nazionale Bulgara) il più radicale di tutti. Facciamoci degli attacchi ai siti web dell'altro spesso...

Lydia: Fate delle azioni dirette contro i nazisti o vi capita di dovervi difendere in piazza da loro?

M: Alcuni nostri compagni e quelli dell'ex-Che Guevara vanno spesso a cercarli...

Lydia: E loro, cosa dicono sulla questione della Bulgaria nell'Unione europea?

M: Beh, sono contrari. A volte lasciano dei commenti sul nostro guestbook, dicendo che è bene che lavoriamo contro la Nato. Ma noi abbiamo chiarito la nostra posizione - non importa se siamo d'accordo o no su diverse questioni, non collaboriamo con i nazionalisti o i nazisti.

Lydia: Non so se avete sentito questo ... in Germania i nazisti fanno le manifestazioni per i diritti dei palestinesi. Dicono che sono i loro alleati nella lotta contro gli ebrei, addirittura portano la kefiah. Qui, com'è?

B: Molto interessante [ridacchiano un po' tutti] ... magari poi vanno ad aggredirli? No, qui non c'è una posizione comune sulla questione. Certo, dicono anche che quei cattivoni degli ebrei uccidono i poveri palestinesi, ma non arrivano a difendere i diritti dei musulmani. Poi, ricorda che la Bulgaria era sotto controllo turco per 500 anni e rimane la gente di orgine turco-musulmano, quindi sono piuttosto contrari ai musulmani qui.

Lydia: E la situazione generale qui, l'umore della gente?

B: La maggior parte delle persone non sono chiaramente contenti della situazione, ma sono passivi e non hanno il coraggio di cambiare le cose. E' una vita difficile per molti e sono tante le cose che andrebbero cambiate, ma quando si è sempre indaffarato per avere le cose basilari, ti rimane poco tempo per le altre cose.

Lydia: La Bulgaria sta per entrare nella Nato...

M: Sì. Poco dopo la guerra in Jugoslavia hanno cominciato la campagna intensiva. Pochi criticano il progetto e la promozione è stata una grande successo, come hai visto prima nel video. Parliamo di nuovo dell'articolo sugli "Antiglobalizzatori alle porte" ... non è stato un caso. C'erano dei progetti per ospitare qui una riunione importante anti-Nato il mese successivo (27.09.01) e l'articolo, insieme ad altre cose delgenere, è servito a preparare la gente e dare alla polizia l'opportunità di comportarsi come veri difensori della legalità. Sofia è stata invasa da 6 mila poliziotti - un numero impressionante per la Bulgaria. In questo periodo non ci siamo fatti sentire, e quelli del "Che Guevara" hanno dovuto firmare qualcosa dicendo che non avrebber preso parte alle proteste.

Lydia: E' vietato coprirsi il volto in Bulgaria?

M: Non credo che esisti una legge del genere, ma la questione non ci riguarda. Con i piccoli numeri che abbiamo, non è molto intelligente farci vedere come degli aggressori - e poi la gente associa i volti coperti con il terrorismo. Rende anche più facile criminalizzarci.

Lydia: Quali contatti avete con l'estero. Quali collaborazioni avete?

T: Abbiamo contatti con gente, per lo più anarchici, di paesi tipo la Grecia, Serbia, USA, Svizzero e Germania. Ma è abbastanza limitato come contatto ... lo scambio di articoli per la nostra stampa e così via. Generalmente siamo abbastanza occupati con i nostri propri problemi qui, per esempio cercare di attirare nuove reclute. Se la gente viene da noi è facile per loro partecipare alle nostre azioni. Al contrario, per via dei cisti alti, è difficile per noi andare all'estero per partecipare alle azioni lì.

Lydia: Quali progetti avete per il futuro?

T: Ci serve urgentemente uno spazio dover incontrarci, da usare come infoshop, per l'editoria ecc. Per ora, ci incontriamo nei pubs, che non è molto comodo. Non c'è proprio posto dove andare, o dove gli altri possono venire da noi. E' importante avere contatto con la gente. Abbiamo molti simpatizzanti, quelli che leggono il nostro giornale e poi dicono: "Ah, bello questo! Quando esce il prossimo numero?"

Lydia: Grazie per l'intervista.


Autore: OAP - Lipsia
Fonte: A-Info News Service
Traduzione: Nestor Mcnab/Ainfos




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