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Pisa: incontro con Stefan Tzanev

08.03.2004 - Pisa

Si è svolto sabato scorso a Pisa l’atteso incontro con il grande drammaturgo e poeta bulgaro Stefan Tzanev. Organizzato dall’Associazione Bulgaria-Italia e dalla sezione di Filologia Slava del Dipartimento di linguistica del locale ateneo, l’appuntamento ha visto la partecipazione di un folto pubblico proveniente da varie città italiane, che accomunato dall’interesse per la Bulgaria e la sua cultura non si è fatto intimidire dalla distanza e dalla pioggia.

I lavori sono stati aperti dal professor Giuseppe Dell’Agata, docente di lingua e letteratura bulgara, che ha innanzitutto presentato il luogo della riunione. La Biblioteca Luigi Salvini, dedicata al grande studioso ed interprete di letterature e culture d’Europa, è una delle biblioteche più fornite in Italia di libri e riviste in lingua bulgara. Sullo sfondo della sala, erano state esposte alcune foto di famosi letterati bulgari accanto alle bandiere bulgara, italiana e quella della pace.

Stefan Tzanev ha tenuto una lezione sul teatro bulgaro degli ultimi 60 anni, ponendo l’attenzione sui cambiamenti avvenuti prima e dopo il 1989. Il relatore ha esordito mettendo subito in chiaro che chi afferma che durante gli anni del socialismo reale non ci fosse una produzione artistica di valore dice una grossolana falsità. Quanto di meglio è stato realizzato, è stato fatto proprio in quegli anni, nel quale però l’ingerenza del potere politico e la censura, obbligavano gli autori ad escogitare ogni stratagemma per riuscire a trasmettere il loro messaggio al pubblico.

I soggetti delle piece teatrali sono evoluti nel tempo. Negli anni dello stalinismo i personaggi erano piuttosto standardizzati e caratterizzati, un po’ come nella commedia dell’arte: l’eroe comunista, il piccolo borghese incerto, il ricco reazionario, la donna affascinata dal reazionario infine si gettava tra le braccia dell’eroe comunista, le anziane donne che dispensavano qualche perla di saggezza popolare.

L’apertura della società conseguente alla morte di Stalin, dava la possibilità di aprire anche ad altre tematiche con margini di manovra che a seconda degli umori della dirigenza del paese potevano essere più o meno ampi. I testi erano sottoposti al visto di una commissione presso il Ministero della Cultura e le prove erano seguite da funzionari dello stesso ministero o da analoghi organi delle sedi locali del Partito.

Essendo il teatro un’attività dinamica, gli autori e gli attori potevano, ad ogni rappresentazione porre l’accento su battute od espressioni, riuscendo a entrare in sintonia con il pubblico che affollava la sala, che rispetto al testo scritto potevano assumere diverso significato.

La tragica repressione dell’esperienza cecoslovacca del socialismo dal volto umano, poneva fine al sogno di un sistema politico che poteva autoriformarsi. Negli anni seguenti gli autori utilizzavano con sempre maggiore validità una strategia tesa ad evidenziare le contraddizioni tra la società ideale e la società reale: la forma più efficace di lotta con i censori e il potere era partire dai loro ideali, dalla loro ideologia, porre domande sulla loro applicazione.

La caduta del muro di Berlino trovava impreparata la società bulgara, che in breve tempo conquistava spazi espressivi cui corrispondeva con altrettanta rapidità la perdita della sicurezza economica che caratterizzava il sistema socio-politico preesistente. In breve, secondo il relatore, i bulgari si ritrovarono liberi ma in miseria.

Nel settore artistico ed in particolare in quello teatrale, vennero a mancare molte delle sovvenzioni pubbliche, che attualmente riescono a coprire soltanto una parte delle spese correnti dei teatri. I cittadini che affollavano i teatri avevano altre preoccupazioni che li allontanavano dalla cultura. Inoltre la vigente legislazione sul diritto d’autore, obbliga al versamento di una tassa oscillante tra 2000 e 5000 lev, per ogni nuova rappresentazione. Questa somma prima versata dallo Stato, ora grava sugli autori con il risultato che nei teatri bulgari le rappresentazioni di opere di autori locali sono un’eccezione, rispetto a quelle di autori stranieri.

Le difficoltà degli ultimi anni riguardano anche l’editoria, in quanto gli autori devono impegnarsi nella ricerca di sponsorizzazioni e sovvenzioni. Questo porta a quella che nel corso del dibattito con il pubblico è stata definita come “censura economica”.

Ma la maggiore preoccupazione espressa da Stefan Tzanev è che la sua generazione, non vede alle spalle nessun autore in grado di proseguire il lavoro fin qui portato avanti. Un vuoto desolante che caratterizza la società bulgara odierna.

Nel corso del dibattito, Tzanev ha risposto a numerose domande del pubblico, che spaziavano dalle varie forme espressive del teatro, alla libertà come valore assoluto, alle difficoltà che gli autori incontrano al giorno d’oggi.

Nella seconda parte della riunione Paolo Modesti, presidente dell’Associazione Bulgaria-Italia, ha voluto ringraziare pubblicamente il Prof. Giuseppe Dell’Agata per l’entusiasmo e il disinteresse con cui ha collaborato al successo dell’iniziativa. Collaborazione che prosegue con la prossima pubblicazione dell’Antologia della Poesia Bulgara, a cura di Leonardo Pampuri, per la quale il professore sta svolgendo un encomiabile lavoro di analisi e revisione dell’opera. Una dimostrazione che quando si è animati da comune passione ideale, la collaborazione è possibile e porta a buoni risultati.

Inoltre Modesti ha voluto porre all’attenzione dei presenti, in particolare alla rappresentante dell’Agenzia Governativa per i Bulgari all’Estero, Maria Gareva, il crescente fenomeno di lavoratori immigrati che allettati da false promesse di lavoro in Bulgaria, si ritrovano ad essere sfruttati, in condizioni di illegalità, da intermediari e datori di lavoro senza scrupoli. Queste organizzazioni hanno complici sia in Italia che in Bulgaria, e sono in grado anche di intercettare le presone che per ingenuità ed incoscienza vengono in Italia alla ricerca di un posto di lavoro. Purtroppo come dimostrano i fatti recenti, sempre più spesso riportati dai mezzi di informazione, le possibilità di successo professionale al di fuori dei canali legali di immigrazione sono pressoché nulle. Per affrontare questo problema Paolo Modesti ha proposto all’agenzia di svolgere una campagna informativa affinché i cittadini interessati possano essere a conoscenza di tutti gli aspetti legali e dei rischi che corrono quando ci si pone fuori dei canali previsti. Come segnale, nei limiti delle proprie possibilità, l’Associazione ha pubblicato online informazioni in lingua bulgara con le risposte alle domande più frequenti in materia di immigrazione. Si tratta delle traduzioni delle risposte fornite dagli esperti del sito “Melting Pot Europe”, che aiutano gli interessati a conoscere le modalità e le possibilità offerte ed i limiti all’odierna legislazione.

Maria Gareva, prendendo la parola ha voluto rassicurare che l’agenzia governativa per i bulgari all’estero, intende procedere in questa direzione, e che pur nella scarsità di mezzi a disposizione intende aiutare i bulgari all’estero. Ha precisato che necessariamente i suoi interlocutori sono i bulgari che risiedono ed operano legalmente in un altro paese.La sig.ra Gareva ha letto il saluto dell’presidente dell’agenzia Anton Piralkov, ringraziando l’Associazione Bulgaria-Italia per l’attività che sta svolgendo. Come gesto concreto ha donato diversi materiali tra cui alcuni libretti per l’alfabetizzazione dei bambini ed alcune videocassette con celebri film bulgari.

La giornata è proseguita con il gustoso pranzo a base di piatti della cucina toscana, presso un vicino locale, dove i partecipanti hanno potuto conoscersi meglio e trascorrere alcune ore in piacevole compagnia. A fine giornata, non senza fatica, ci siamo dovuti salutare con la promessa di ritrovarci ai prossimi appuntamenti.





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