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L’amore (dalla Radio Nazionale Bulgara)

15.02.2004 - Sofia

“Un grande amore e niente più” cantava Peppino Di Capri. Una canzone che è un contraddittorio fra lirismo e realismo, ha trovato risonanza nella storia di un amore grande, vissuto non in un posto qualunque, ma nel carcere milanese di San Vittore. Prima di raccontarvela, devo fare un’introduzione.

L’altro giorno sono stata da Candido Cannavò, ex Direttore della Gazzetta dello Sport e attuale Direttore Editoriale Area Sport gruppo RCS. Ci siamo incontrati nel suo ufficio, dove mi ha raccontato della sua eccezionale idea: incontrare, conversare e descrivere che persone sono i detenuti nel carcere di San Vittore. La sorpresa per me è stato che proprio quel giorno il suo lavoro sul tema, durato 8 mesi, è uscito in libreria con il titolo “Libertà dietro le sbarre”. Forse sono stata uno dei pochi fortunati ad avere in quel giorno questo libro con l’autografo di Candido Cannavò.

Il pensiero dell’autore è che noi, che stiamo fuori “abbiamo un rapporto sbagliato con il carcere, un mondo che non interessa a nessuno: ci basta che i detenuti stiano chiusi dentro”. La grande ricchezza di questo libro è il messaggio che il giornalista Candido Cannavò riesce a trasmettere, tratta le situazioni con obiettività, non lasciandosi coinvolgere dalle colpe dei singoli, concentrando la sua attenzione sui valori e la sensibilità dell’uomo – “una ricchezza umana inesplorata” secondo il direttore del carcere Luigi Pagano.

A proposito di questo e visto che ieri è stata la giornata di San Valentino, ho pensato di raccontarvi qualcosa di molto valido sul tema dell’amore e gli innamorati, che ho trovato nel libro di Candido Cannavò: la storia di un amore grande, quello fra Morena Valli, condannata a 25 anni di carcere e Marco Medda con 30 anni di carcere e 3 ergastoli sulle spalle. Racconta Morena. Lei lavora ai computer, nell’unico luogo nel carcere dove uomini e donne possono incontrarsi: “Lui un giorno mi ha guardata e io ho avvertito una scossa nell’anima. Lui un altro giorno mi ha parlato e io ho capito che la mia vita stava cambiando. Lui infine mi ha manifestato il suo amore e io mi sono tuffata dentro, con lo stesso intenso sentimento. Non pensi che sia una visionaria. Era scritto nel cielo che Marco e Morena dovevano incontrarsi (…) Anzi è stato proprio il carcere a unirci, facendoci conoscere e amare, divisi da una barriera che non ci impedisce di sentirci vicini (…) Io credo nel Marco di adesso (…) Magari potremmo fruire di permessi negli stessi giorni (…) L’idea di un figlio mi affascina…”.

Travolto da tale entusiasmo, Candido Cannavò non ha né la forza, né il diritto di scavare i sogni di Morena e va a trovare Marco nella sua cella, dove, tra l’altro, si dedica alla pittura. Condividere i propri pensieri con Candido non è difficile e così Marco gli racconta come si è lasciato andare con Morena “provando una sensazione ignota. Stordente, bellissima”. Tenendo conto della sua posizione di ergastolano immerso nel buio dell’orizzonte, Marco si è sentito imbarazzato, “forse un rimorso: quello di farle del male, di aggiungere tristezza ed errori alla sua vita. Mi sono chiesto più volte se l’amore, pur pienamente corrisposto, poteva darmi il diritto a questo impegno, oppure se non avessi il dovere di bloccarmi per aiutare Morena (…) Più io lottavo e più eravamo vicini. E adesso siamo impegnati insieme in un’altra lotta : per trovare uno squarcio, uno spazio comune nel nostro futuro. Non è facile, io ho ancora un muro davanti”.

Per completare questo quadro di emozioni e sentimenti, vorrei aggiungere le parole di un'altra detenuta, una ragazza della Guinea Equatoriale di nome Melodia. Lei dice che l’amore, lì tra le mura del carcere è una cosa vitale e che comunque “la cosa più importante è amare (…) La mancanza di amore fisico credo sia drammatica per chi non ama, per chi ha un’anima vuota di sentimenti”…

Cosa aggiungere a tutto ciò? Soltanto che l’amore è un grande sentimento che nei rapporti umani da sempre qualcosa in più!

Elena Chahanova è corrispondente della Radio Nazionale Bulgara in Italia
Dalla trasmissione "Horizont za Vas". In studio Kalin Katev.


Autore: Elena Chahanova
Fonte: Radio Nazionale Bulgara




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