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I bulgari riceveranno più di chiunque altro dall'UE

10.02.2004 - Sofia

La Commissione Europea ha presentato un progetto di cornice finanziaria molto generoso verso la Bulgaria, ma l’approvazione finale resta nelle mani dei governi dei paesi membri

La commissione europea offre alla Bulgaria il pacchetto finanziario più generoso, e il più favorevole in termini di trasferimenti netti, a partire dal suo ingresso nell’Ue, sia nei confronti dei vecchi membri che dei dieci paesi che entreranno nell’Unione quest’anno. Nei primi tre anni dall’ingresso (2007-2009) i fondi complessivi che saranno destinati alla Bulgaria dal budget dell’Unione saranno equivalenti al 7% del Pil del paese, come dichiarato dal direttore della delegazione della commissione europea in Bulgaria Dimitris Kurkulas. Allo stesso tempo è molto probabile che i bulgari daranno il più basso contributo pro capite allo stesso budget europeo, intorno al 1-1,24% del Pil, secondo i pronostici del ministro delle finanze Milen Velchev.

La somma complessiva prevista indicativamente per la Bulgaria è di 4,24 miliardi di euro. I fondi che potranno essere effettivamente utilizzati entro il 2009, secondo le nostre stime, equivalgono a circa 3,5 miliardi. Secondo Kurkulas il progetto per la cosiddetta cornice finanziaria, presentato ufficialmente, rappresenta una somma senza precedenti nella storia dell’Unione. Commentando la decisione di Bruxelles il commissario all’allargamento Verhoegen ha detto: “Questa offerta è tanto generosa quanto realistica. Se verrà realizzata aiuterà Bulgaria e Romania ad avvantaggiarsi pienamente del proprio ingresso ed a giocare un ruolo attivo come membri pienamente accettati e rispettati dell’Unione”. La somme complessiva prevista per Bulgaria e Romania è di 15,4 miliardi di euro.Visto che fa riferimento a fondi e a programmi che saranno inaugurati durante questo periodo triennale, ma che saranno poi portati a termine negli anni successivi, i due paesi potranno realmente contare su circa 9 miliardi effettivi. I fondi sono destinati a crescere ogni anno di più, visto che nel 2007 Sofia e Bucarest potranno impiegare complessivamente 1,648 miliardi, nel 2008 3,27 miliardi e nel 2009 circa 4,13 miliardi.

Un paragone seppur vago dei fondi destinati a Bulgaria e Romania nei primi tre anni dopo l’ingresso, rispetto a quelli ricevuti nello stesso periodo dai dieci nuovi membri dell’Ue (i paesi dell’Europa centro-orientale più Malta e Cipro), fa pendere decisamente la bilancia a favore di Sofia e Bucarest. Nel dicembre 2002 a Copenaghen i 15 si accordarono per finanziare la prima ondata dell’allargamento con circa 40,8 miliardi di euro per il periodo 2004-2006. I fondi effettivamente versati sono però dell’ordine di 25 miliardi per tutti e dieci i nuovi membri. Si prevede che nel primo triennio dall’ingresso solo la Polonia riceverà più fondi della Bulgaria (11 miliardi) come indicano le tabelle dell’accordo di Copenaghen. Nel primo anno dopo l’ingresso (il 2005) Varsavia riceverà circa 5 miliardi, che corrispondono a circa l’1,5% del Pil polacco (370 miliardi circa). Dalla stessa fonte troviamo l’Ungheria al secondo posto con 3 miliardi (meno dell’1% del Pil) e la Repubblica Ceca con 2,9 miliardi (circa lo 0,6% del Pil). Anche se paragoniamo i fondi che riguardano il 2004 a partire da maggio, la Bulgaria sembra avvantaggiata. Di quasi 12 miliardi previsti per i dieci nuovi membri, ne saranno realmente disponibili poco più di 5, che dovranno comunque essere divisi.

La suddivisione della cornice finanziaria per settori ancora non è definitiva, sottolineano i ministri per l’integrazione europea Meglena Kuneva e quello delle finanze Velchev in una conferenza stampa comune. Innanzitutto è imminente la discussione su quanta parte dei fondi sarà diretta all’agricoltura. Inoltre non sono state precisate la quote del contributo che la Bulgaria dovrà versare nelle casse dell’Ue. Secondo Milen Velchev potrebbe trattarsi di una somma che va dall’1-1,24% del Pil. Non si sa con certezza neanche la somma che dovrà essere sborsata per bilanciare il budget.

L’ambasciatore Kurkulas ha sottolineato che la cornice finanziaria per la Bulgaria e la Romania è solo una proposta della commissione europea ai paesi membri. Durante la primavera (probabilmente a marzo) Bruxelles elaborerà proposte più dettagliate per Sofia e Bucarest. Sulla base di tali proposte saranno realizzati i progetti sulla posizione negoziale della commissione nel campo di agricoltura, politica regionale e budget.

Nel commentare sulla struttura dei fondi offerti, il ministro Velchev ha evidenziato che gran parte del denaro concesso, 2,3 miliardi di euro, è indirizzato allo sviluppo delle infrastrutture. “ In termini reali questa somma significa 660 chilometri di autostrade, 1816 chilometri di superstrade, 1299 chilometri di ferrovie, 192 grandi impianti di depurazione, 260 discariche o se vogliamo centinaia di progetti a sostegno delle piccole e medie imprese”.

Una parte non indifferente dei fondi è prevista per lo sviluppo delle regioni di campagna in via di abbandono (in tutto circa 1,436 miliardi di euro) di cui 617 milioni a sostegno dell’agricoltura. Per la Bulgaria è importante anche quella parte delle risorse finanziarie che sarà devoluta direttamente agli agricoltori. Un’altra parte del denaro che sarà ricevuto dal paese sarà indirizzata a rinforzare le frontiere, a sviluppare le istituzioni e la capacità amministrativa, alla sicurezza in campo nucleare ecc. L’intera somma prevista per il primo triennio, se confrontata con il debito nazionale, è pari al 50% di quanto dobbiamo ai nostri creditori. Da qui in avanti, ha detto Velchev, dobbiamo ricordare il proverbio secondo cui Dio aiuta chi si aiuta. Secondo Solomon Pasi, ministro degli esteri, la Bulgaria non sarebbe giunta a questo risultato se il capitolo riguardante l’energia non fosse stato chiuso in tempo e nel migliore dei modi.

I fondi della cornice finanziaria che la Bulgaria riceverà sono i più sostanziosi sia rispetto al territorio che rispetto al numero degli abitanti. Questo è quanto affermato dal presidente della commissione parlamentare per l’integrazione europea Daniel Velchev. Alla domanda se ci sia la possibilità che il rallentamento delle trattative con la Romania verso l’integrazione possa influire sulla posizione della Bulgaria, lo stesso Velchev ha dichiarato che la situazione rumena va seguita attentamente, ma che fino ad oggi non c’è stato alcun rallentamento dell’integrazione della Bulgaria all’Ue dovuto a cause esterne al paese. L’accellerazione o il rallentamento, almeno a questo stadio, dipende solo da noi, ha aggiunto Velchev, dobbiamo portare a termine il nostro lavoro, ed allora i partner dell'Ue saranno sufficientemente elastici da proporre una soluzione che sarà confacente ai risultati raggiunti dalla Bulgaria.


Autore: Elica Zlateva e Tanja Djonkova
Fonte: Dnevnik
Traduzione: Francesco Martino - Notizie Est



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