Home | Notizie | Forum | Club | Cerca 
Subscribe
Share/Save/Bookmark

Bulgaro
     
         Utente: non registrato, entra
  
L'Europa a pi¨ velocitÓ

26.01.2004 - Sofia

Nell'articolo di un esperto bulgaro di economia, i problemi che il sempre più netto profilarsi di una "Europa a più velocità" pone ai paesi che in futuro aderiranno all'UE

Immersi nei nostri problemi, continuiamo a guardare all'adesione all'UE come a una specie di futuro poco chiaro, ma indubbiamente radioso - qualcosa di simile al comunismo, che doveva essere edificato entro la fine del quinto piano quinquennale. Sembra tuttavia che nessuno presti attenzione all'ormai evidente tendenza segregatrice in atto in quello che dovrebbe essere lo spazio economico europeo unificato.

L'Europa alla quale aderiremo nel 2007 (o nel 2010, la data non è un particolare poi così importante) non sarà più lo stesso sistema economico che conosciamo oggi. Nonostante il commissario europeo Ferheugen continui a ripeterci che l'UE non può avere "membri di seconda classe", la linea di divisione tra i "vecchi" e i "nuovi" futuri membri dell'Unione è un fatto. Lo dimostra la decisione del governo olandese di rifiutare ai nuovi membri una delle "tre libertà" fondamentali, sulle quali finora si era basata l'integrazione dell'economia europea: i nuovi europei non godranno della libertà di movimento verso la parte olandese della terra promessa europea. E' quasi sicuro che un uguale divieto verrà applicato singolarmente dai 15 stati di "prima classe" che fanno parte dell'Unione.

Ai futuri membri dell'UE si sta tacitamente imponendo un accesso limitato al mercato unico europeo. Le quote di importazione, che dovevano essere gradualmente eliminate, rimangono valide per tutti i prodotti alimentari. I prodotti dell'industria leggera vengono bloccati in maniera efficace dalle barriere doganali non tariffarie. E' vero, l'importazione di macchinari e prodotti elettronici bulgari in Europa è libera, ma noi da lungo tempo non abbiamo un'industria elettronica e i nostri macchineri non sono competitivi non solo sui mercati europei, ma nemmeno su quelli africani. Delle libertà di movimento delle persone, delle merci e dei capitali nello spazio economico europeo a noi rimarrà solo quella di esportare capitali verso i centri finanziari più sicuri della vecchia Europa.

E' inoltre sicuro che con l'adesione all'UE non vi sarà una pioggia dorata di sussidi. Già nel 2000, a Berlino, sono stati stabiliti stretti limiti per gli aiuti ai nuovi stati membri. I 15 vecchi membri dell'UE hanno deciso di riservare loro solo l'1,27% del Prodotto Interno Lordo (PIL). Nessun paese potrà ricevere aiuti europei in misura superiore al 4% del proprio PIL. Ecco perché tutti gli stati che aderiranno all'Unione con la prima ondata riceveranno solo il 15,2% del bilancio generale, sebbene in essi viva il 14,3% della popolazione complessiva dell'UE - e si tratta della popolazione più povera, il cui reddito medio pro capite è solo il 47% di quello degli europei che già fanno parte dell'Unione. Per fare un raffronto, la Grecia, che ha solo il 2,4% della popolazione dell'UE allargata, ha un reddito pro capite pari al 73% di quello medio europeo, ma riceverà da sola l'8,6% dell'ammontare complessivo dei fondi strutturali.

La tattica "un'Unione, due politiche" verrà applicata nella maniera più rigorosa nell'agricoltura. Nonostante l'insistenza di Polonia e Ungheria affinché i produttori di questi due paesi ricevano almeno il 40% dei sussidi incassati dai loro colleghi dell'Europa Occidentale, la Commissione Europea ha accettato di fornire sussidi agli agricoltori dei nuovi stati membri in misura di solo il 25% rispetto a quelli finora applicati e ha promesso che il livello di finanziamento verrà reso uguale a quello di cui godono i paesi dell'Europa Occidentale fra 10 anni, cioè alle calende greche, perché è già all'esame un altro piano che prevede l'eliminazione dei sussidi all'agricoltura, in base al quale essi verranno prima congelati ed entro 5 anni eliminati (ma gli agricoltori della "vecchia" Europa godranno tuttavia di un "periodo di transizione" durante il quale continueranno a ricevere gli stessi soldi dal bilancio generale, a differenza dei neo-europei).

Si impone sempre più forte la teoria di una "Europa a più velocità" (multi-speed Europe), in base alla quale l'egoismo avrà la meglio sul tradizionale "spirito comunitario" (acquis communitaire). Secondo questa visione, la partecipazione all'UE non deve ostacolare lo sviluppo di alcuno stato, vale a dire che i singoli stati si svilupperanno in base alle proprie differenti velocità e in base alle risorse di cui dispongono. Gli altri si limiteranno a fare da fanalino di coda. All'interno dell'Unione si formeranno blocchi economici dalla "geometria variabile", sulla base di diversi progetti. Questa ristrutturazione economica dell'UE è ormai un fatto nel progetto "Eurozona", al quale hanno rifiutato di aderire (e al quale probabilmente non aderiranno mai) Gran Bretagna, Danimarca e Svezia. Quando verrà il momento in cui anche la Bulgaria e la Romania entreranno a fare parte dell'UE, all'interno di questa comunità che dovrebbe essere unita si saranno già dissociate nuove formazioni economiche e le differenze tra di esse saranno esattamente della stessa natura di quelle esistenti oggi tra i vecchi membri e i nuovi candidati alla cittadinanza europea.

Sono queste le realtà con le quali dobbiamo vivere. La triste conclusione è che l'adesione all'UE non sarà la tanto attesa soluzione magica al collasso economico. La famigerata "transizione" si trascinerà ancora per decenni dopo l'adesione: fino a quando con i nostri mezzi non riusciremo a raggiungere la stessa velocità degli europei più avanzati.


Autore: Emil Harsev
Fonte: Sega
Traduzione: Andrea Ferrario - Notizie Est



Links


Commenta questa notizia



Notizie

02.02.2004Bulgaria: gli orsi non ballano pi¨
30.01.2004Il governo bulgaro invita le compagnie del settore IT ad investire nel paese
27.01.200427 gennaio: Giorno della Memoria
26.01.2004L'Europa a pi¨ velocitÓ
25.01.2004Una riflessione socio-filosofica ovvero, come abbiamo citato Jordan Radichkov in Italia?
22.01.2004La fantastica atlantide contadina di Jordan Radickov
20.01.2004Uno straniero su dieci Ŕ a rischio. Pi¨ del doppio rispetto agli italiani



Follow Bulgaria-Italia on Twitter  Follow Bulgaria-Italia on YouTube   Follow Bulgaria-Italia on LinkedIn

Ultime Notizie
 

Conoscere la Bulgaria
  Arte e Cultura CittÓ e LocalitÓ Economia Folklore Informazioni Politica e Governo SocietÓ Turismo

Notizie
  Temi Speciali Autori News Feeds (rss) Media bulgari (english)