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BNR: Giornata Internazionale della Tolleranza

16.11.2003 - Sofia

E' difficile parlare in questi giorni in Italia di tolleranza, dopo l'accaduto in Nassiria, dove in un attentato sono morti 19 italiani -2 civili, 5 militari e 12 carabinieri. Il significato di tolleranza o no, si è nascosto tra le parole di una cartolina postale mandata in Italia dal vicebrigadiere dei carabinieri Giuseppe Colleta: "…vi giungono i miei più cordiali saluti da questi luoghi pieni di storia, ma che la pochezza dell'uomo rende infelici…" - scrive lui da Nassiria agli suoi parenti. Oppure prendiamo anche il soprannome del maresciallo Alfio Ragazzi, il quale i bambini chiamavano Mister Water, perché teneva tanto a che l'acquedotto di Nassiria andasse in funzione ed era sempre e dovunque circondato da bambini.

Tolleranza?!
Il vocabolario italo-bulgaro traduce la parola "tolleranza" come pazienza, liberalismo, permettere, sopportare. Il dizionario della lingua italiana invece arricchisce il significato con comprensione, indulgenza, condiscendenza, ammettere, sopportare, concedere, permettere quello che si può impedire, accettare e capire idee e comportamenti diversi dai propri, resistere senza danni. Il contrario dei concetti di cui sopra porta ad una spersonalizzazione dei valori umani. Lo confermano le diverse opinioni che ho raccolto per i nostri ascoltatori, parlando con delle persone impegnate in diversi lavori e circostanze sociali:

Claudio Galli, campione di pallavolo, attualmente svolge l'attività di procuratore sportivo:" La tolleranza dipende dal livello di intelligenza ed è gia una cosa rara. In primo luogo, ci vuole tolleranza nella quotidianità, perché nell'ambito lavorativo ciò avviene dopo. Ci vuole intelligenza per trovare la miglior decisione per tutti coinvolti in una situazione di lavoro, senza dimenticare la concezione che richiede il lavoro in se. Il vero problema non è di trovare delle persone che hanno lo stesso modo di pensare riguardo al lavoro, ma di avere la tolleranza dentro noi stessi. Perché la vita con i tanti problemi che richiedono la tolleranza sono molto di più e giorno dopo giorno si trova di meno, una difficoltà in più che ostacola la cultura e l'integrazione".

Michele Pescio, direttore in Banca Intesa, associa la tolleranza alla uguaglianza "perché nella vita siamo tutti uguali; la tolleranza e anche atteggiamento mentale che è la base di comportamento di ognuno di noi". Nelle circostanze professionali, il dottor Pescio mette al primo posto il rispetto fra i colleghi cosi come nei confronti del cliente, "perché quando è impostato un comportamento corretto, si possono trovare delle soluzioni giuste per tutti".

Elisa Fochi, avvocato:" Tolleranza vuol dire rispetto dell'altra persona, rispetto delle culture, religioni e razze diverse, è rispetto delle opinioni, pensieri dell'interlocutore che uno ha di fronte anche tutti i giorni. Tra colleghi nel mio ambito è difficile trovare la tolleranza e ancora più difficile tra le parti, perché quando qualcuno è davanti a un avvocato, significa che ha commesso l'intolleranza e di conseguenza, un processo è una situazione di intolleranza fra le parti. Il lavoro dell'avvocato non si svolge soltanto in atmosfera di intolleranza, perché con le proprie capacità è possibile che crei un clima di tolleranza fra le due parti"

Maria-Teresa Giacomone, impiegata nella fabbrica tessile Zegna, da come esempio di tolleranza il nucleo famigliare, costruito da due persone, "dove ognuno di loro porta le abitudini e la cultura della famiglia di provenienza. Senza perdere la propria personalità i due devono cercare di approfondire e capire le diversità fra di loro, per trovare l'unione nello stile di vita. Tolleranza c'è quando si riesce a scoprire i comuni valori nelle diversità, che poi portano verso la positività nella vita. Se si rifiutano sempre le qualità dell'altro, si diventa integralista. Questo concetto è ancora più valido quando si coniugano un uomo ed una donna di nazionalità diverse. Ci vogliono delle capacità di accettare l'altra persona che ha cultura diversa, capacità di dare per poter trovare i punti di contatto per avere l'equilibrio. Ecco perché, l'esempio della famiglia è valido in tutte le sfere della vita e nelle relazioni sociali, dove la tolleranza rimane un insieme prezioso di intelligenza, educazione, cultura e buon senso naturale".
Un messaggio che i carabinieri italiani come portatori di comprensione e pacificazione tra la gente, hanno provato a portare là, dove durante e dopo Saddam la tolleranza è una chimera.

Intervento dall'Italia di Elena Chahanova durante la trasmissione "Horizont za vas" della Radio Nazionale Bulgara in studio con Kalin Katev.


Autore: Elena Chahanova
Fonte: Radio Nazionale Bulgara




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