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Arriva una nuova era in politica

31.10.2003 - Sofia

I risultati delle elezioni locali in Bulgaria e soprattutto a Sofia segnano il punto di partenza per la definizione della strategia dei vari partiti in vista delle prossime elezioni politiche. Per vincere le elezioni bisogna formare ampie coalizioni, ma soprattutto seguire un nuovo stile di comunicazione e atteggiamento politico

Una persona può ritenersi molto soddisfatta dopo le elezioni locali, il premier Simeone di Sassonia-Coburgo. I risultati del voto della settimana scorsa mostrano che è ormai necessario un nuovo stile nella comunicazione politica, e un’attenzione di tipo consensuale sulle decisioni politiche, idee che il premier ha propagandato negli ultimi due tre anni.

Per i partiti è arrivata l’ora di concentrarsi sulla ricerca di alleati, piuttosto che sull’individuazione degli avversari. Dai rapporti che verranno a determinarsi nelle prossime settimane, dalle posizioni che verranno assunte, emergeranno chiaramente anche le linee guida del prossimo governo del paese, indipendentemente dal fatto che il nuovo esecutivo nasca da elezioni anticipate o allo scadere naturale della legislatura. Nella nuova configurazione delle amministrazioni locali i partiti avranno la possibilità di formare varie coalizioni e di mettere alla prova la loro tenuta. Un vero e proprio esame. Potranno rispondere a questa sfida nel momento in cui le colazioni che si sono formate dovranno affrontare problemi reali. Oppure potranno riprodurre nei nuovi consigli comunali la stessa situazione che affliggeva i vecchi: maggioranze corrotte di comodo, al servizio degli ambigui interessi propri e dei sindaci. Questo, naturalmente, comprometterebbe i partiti in modo probabilmente definitivo.

I risultati di queste elezioni locali non possono essere rapportate automaticamente alle prossime elezioni politiche. Non si può dire, ad esempio, che il Partito Socialista Bulgaro (BSP) ol’Unione delle Forze Democratiche (SDS), o qualsiasi altro partito riceverà tanti voti, quanti ne sono riusciti a raccogliere le proprie liste per i consigli comunali. Alle elezioni locali partecipano molte altre formazioni regionali, che hanno sostenitori in una città soltanto. A Burgas ad esempio il secondo gruppo in consiglio comunale in termini numerici è quello della coalizione “ Iniziativa di Burgas per Ioan 2007”, la lista del candidato indipendente Ioan Kostadinov. Questa ha incassato il 15% dei voti nella città sulla costa del mar Nero, che nel caso di elezioni parlamentari è difficile stabilire come si sarebbero distribuiti. A Stara Zagora un’unione di imprenditori locali ha ottenuto intorno all’8% e ha cinque seggi nel consiglio comunale. Situazioni simili si ritrovano anche in altre regioni e sono indicatrici proprio di una perdita di fiducia nei partiti maggiori. Perché la gente non vede in questi la capacità di risolvere i propri problemi.

Le piccole formazioni regionali, che sono arrivate al successo in queste elezioni amministrative, rendono davvero difficile prevedere come potrebbero distribuirsi i voti e i seggi nel prossimo parlamento, ma comunque i risultati tratteggiano una mappa approssimativa, che influirà sulle relazioni tra i partiti e sul loro atteggiamento politico. Fin da ora si può dire che nel prossimo parlamento si potrà raggiungere la maggioranza solo attraverso una larga coalizione. Proprio per questo le trattative per la formazione di coalizioni nelle varie città saranno indicatori per quella che sarà la configurazione del prossimo governo centrale. Detto altrimenti, le coalizioni che verranno create adesso, saranno i prototipi per quelle nel parlamento che verrà.

Due avvenimenti nella settimana seguente alle elezioni hanno mostrato quale sarà a grandi linee la direzione, nella quale si dirigeranno le forze politiche – l’unione tra i partiti di destra e il supporto di Ahmed Dogan al candidato socialista a sindaco di Sofia Stojan Aleksandrov.

L’accordo tra SDS, BZNS-NS, Partito Democratico e “Gergjovden” è stato il primo passo verso la formazione di una larga coalizione di destra a Sofia. I consiglieri di questi quattro partiti però non hanno la maggioranza in consiglio comunale e molto probabilmente si uniranno a loro i rappresentanti di Stefan Sofijanski. All’opposizione resteranno i partiti rispettivamente più grande e più piccolo, BSP e NDSV (il partito dell’attuale premier Simeone di Sassonia-Coburgo).

Questa tendenza dovrebbe preoccupare seriamente i socialisti. Se nel prossimo parlamento le forze si divideranno secondo uno schema simile, il Partito Socialista potrebbe anche ricevere il maggior numero di voti alle elezioni e nonostante questo trovarsi all’opposizione, si aprirebbe contemporaneamente la possibilità che il governo venga a essere formato da una coalizione di minoranza.Un segnale di speranza per i socialisti è arrivato però la settimana scorsa da Ahmed Dogan. Il leader del DPS (il partito della minoranza turca), ha annunciato che il suo partito al secondo turno delle elezioni a Sofia avrebbe appoggiato il candidato supportato dal BSP, Stojan Aleksandrov. Il gesto è simbolico: il movimento di Dogan ha raccolto più dell’1% dei voti nella capitale, che difficilmente può cambiare gli equilibri in vista del secondo turno. Il supporto del DPS ha comunque due conseguenze concrete. Avvicina il movimento di Dogan al BSP e ammicca ad un’eventuale coalizione dopo le elezioni parlamentari e previene dure critiche e attacchi dei socialisti all’attuale governo. Nel quartier generale socialista capiscono bene, che non possono accusare la maggioranza di incompetenza, e poi creare un governo con parte di questa.

In ogni caso non è affatto sicuro che i voti di BSP e DPS sarebbero sufficienti per formare il prossimo governo. Nell’attuale divisione delle forze, gli unici due partiti che potrebbero formare una maggioranza sono la SDS e il BSP, una combinazione evidentemente impossibile. Perciò si potrebbe arrivare ad una situazione curiosa, nella quale il ruolo di ago della bilancia potrebbe essere rivestito da quel che resta del NDSV. Allo stato delle cose da una situazione simile avrebbe maggiori probabilità di successo il BSP. L’attuale atteggiamento del SDS rompe tutti i ponti verso un’eventuale collaborazione futura con il partito del re. E ancora, non solo i leader degli azzurri (azzurro è il colore del SDS) non fanno alcun gesto verso un’ipotetica coalizione dopo le elezioni, ma fanno ogni sforzo possibile per distruggere qualsiasi possibilità di contatto attraverso altre formazioni politiche. Stefan Sofijanski, ad esempio, è stato costretto a biasimare pubblicamente l’attuale governo, per ottenere il supporto della direzione dell’SDS al secondo turno.

Certo questo tema è particolarmente spiacevole, strano che l’attuale sindaco abbia cercato di trattare col partito che ha abbandonato, strano che i leader azzurri abbiano accettato, strano che gli abbiano imposto condizioni, che erano in se stesse assurde, e il fatto che Sofijanski le abbia accettato subito, è stata una scelta se non sporca, almeno senza principi.

Ad essere sinceri la SDS non aveva una mossa vincente tra i due turni elettorali. Gli azzurri potevano scegliere due varianti: sostenere il sindaco uscente oppure non prendere nessuna posizione. Questa seconda possibilità però li avrebbe esposti senza dubbio a critiche ancor più distruttive, poiché la mancanza di una posizione chiara avrebbe significato il supporto indiretto al candidato della sinistra. Inoltre la SDS ha bisogno dei voti del SSD, per formare la maggioranza nel nuovo consiglio comunale. Se gli azzurri non avessero appoggiato Sofijanski, probabilmente sarebbe stato molto più difficile lavorare insieme dopo il secondo turno.

Tutti questi temi, che hanno preso corpo tra i due turni delle elezioni amministrative, mostrano che lo stile dell’atteggiamento politico da qui in avanti sarà diverso. Avranno successo quei partiti che lo capiranno più in fretta e che vi si adatteranno. Dalle parti del BSP la situazione sembra relativamente chiara. I socialisti hanno la strada libera solo verso il DPS e in modo del tutto teorico verso il NDSV. La posizione dell’SDS è più complicata. Allo stato attuale il partito azzurro molto difficilmente riuscirà a portare avanti con successo una politica di coalizione. I conflitti interni al partito non permettono l’emissione di messaggi coerenti e il raggiungimento di obiettivi a lungo termine. La vittoria del BSP, d’altra parte, è molto più probabile se l’SDS fallirà nel suo tentativo di unire i partiti di destra o se lo farà in modo inadatto. Detto altrimenti, se non comprende che in politica è arrivata una nuova era. Che deve realizzare quello che Simeone di Sassonia-Coburgo sognava, ma che non è riuscito ad imporre, un nuovo stile di comunicazione e un’attenzione consensuale alle decisioni. Ma soprattutto nell’amministrazione di Sofia l’SDS avrà bisogno d’altro, onestà, onestà in tutto.


Autore: Aleksei Lazarov
Fonte: Notizie Est - Balcani
Traduzione: Francesco Martino



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