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Immigrazione anno uno?

10.10.2003

La proposta di Gianfranco Fini, formulata nel corso di un convegno sulle politiche dell’immigrazione, di concedere il diritto di voto alle elezioni amministrative agli immigrati in possesso della carta di soggiorno ha colto praticamente tutti di sorpresa.

Fini, attualmente vice-presidente del governo italiano, è infatti l’estensore, insieme al leader della Lega Nord Umberto Bossi, della legge che attualmente regola l’immigrazione - la nota Legge Bossi-Fini - una legge aspramente criticata dalle associazioni umanitarie e sindacali che si occupano di immigrazione, perché ispirata da una logica repressiva, restrittiva ed aridamente utilitaristica.

Alleanza Nazionale, il partito guidato da Fini, pur senza utilizzare i toni volgari dei compagni di partito di Bossi, è stato sempre uno dei fautori della “linea dura” nei confronti degli immigrati, mentre si è sempre battuta per il diritto di voto degli italiani all’estero. Non sorprendono dunque le reazioni all’interno di AN tutt’altro che favorevoli: una lettera di protesta che stava per essere firmata dalla maggior parte del gruppo parlamentare alla Camera è stata ritirata dopo la promessa che ogni ulteriore iniziativa sarebbe stata approvata dagli organi di partito. Alleanza Nazionale ha annunciato che presenterà un proprio disegno di legge sulla materia. Sui tempi e contenuti ancora nessuna notizia ma il parto si presenta tutt’altro che facile.

Se prendiamo alla lettera le parole di Fini, il diritto di voto alle amministrative dovrebbe scattare nel momento in cui il cittadino straniero acquisisce la carta di soggiorno, il documento che consente di soggiornare in permanenza nel territorio italiano. La si acquisisce, su richiesta dell’interessato, dopo 6 anni di soggiorno regolare e può essere rifiutata o revocata dal Questore se vi è stata o è sopravvenuta una condanna anche se non definitiva.

A destra la Lega Nord ha reagito in modo irritato, minacciando la rottura dell’alleanza di centro-destra, Berlusconi dall’Ucraina ha detto di non averci ancora pensato, ma che comunque la questione non fa parte dei piani del governo. Disponibile al dialogo invece l’Udc. Esponenti di AN hanno parlato di 15-20 anni come finestra temporale per concedere il diritto di voto, trovando così il modo di dire no anche se formalmente erano favorevoli.

Nel centro-sinistra reazioni positive, sperando che non si tratti soltanto di una tattica per ridisegnare gli equilibri nel centro-destra. Per Piero Fassino, segretario dei Democratici di Sinistra “Fini ha detto una cosa che qualsiasi persona di buon senso dovrebbe condividere”, proponendo: “Facciamo una buona legge, possiamo discuterne e metterci d’accordo in Parlamento”

In effetti in Parlamento è già presente un disegno di legge promosso dai DS, sostenuto da una campagna denominata “Da immigrati a Cittadini”, che al momento ha già ottenuto 100.000 adesioni. In sostanza si propone di concedere l’elettorato attivo e passivo ai cittadini stranieri residenti da più di 5 anni in Italia, la riforma delle legge sulla cittadinanza in modo che i figli degli immigrati nati in Italia possano diventare cittadini italiani, analogamente a quanto accade in altri paesi europei.

Tecnicamente, dopo l’uscita di Fini, dando per scontato che AN lo segua su questa linea, in Parlamento ci sarebbero i numeri affinché il diritto di voto alle amministrative diventi una realtà. Ma i numeri non sono tutto in politica anche se non si può non tenerne conto. Sono prevedibili gli attriti nel centro destra, per cui bisognerà vedere se alle parole seguiranno i fatti.

Intanto un sondaggio Datamedia informa che il 70,7% degli italiani sono favorevoli alla concessione di questi diritti ai cittadini stranieri residenti. Solo il 14,4% dice No ed il 14,9% preferisce non rispondere. A favore si dichiarano anche esponenti della Confindustria e di altre organizzazioni datoriali. Infatti nella stessa occasione Fini ha parlato anche di abolizione delle quote, in pratica verrebbe concesso libero ingresso a chiunque abbia un posto di lavoro. In alcune regioni gli imprenditori manifestano la necessità di attingere lavoratori dall’estero per soddisfare le esigenze produttive, ma con la Bossi-Fini, una volta abolito il meccanismo dello sponsor, è diventato assai difficile procedere alle assunzioni dirette.

In attesa che si rimetta mano alle leggi sull’immigrazione la realtà è attualmente “double face”. Da una parte 650.000 immigrati sono stati o sono in corso di regolarizzazione, nonostante la Bossi-Fini imponga un soggiorno a “sovranità limitata”, dall’altra anche chi avrebbe un posto di lavoro assicurato in Italia non riesce ad entrare, tant’è che molti datori di lavoro sono prima o puoi costretti a rinunciare. Nella zona grigia trovano spazio i “furbi”: negli ultimi mesi si susseguono notizie a mezzo stampa sulla presenza in Italia di lavoratori irregolari – bulgari e romeni ad esempio, che grazie all’abolizione dei visti possono soggiornare come “turisti” fino a tre mesi – attirati da intermediari senza scrupoli, che operano nella più completa illegalità. Organizzazioni che vantano complicità sia in Italia che nel paese di origine. Promesse di lavoro regolare che si concretizzano quasi sempre in irregolarità, precarietà e sfruttamento; nei casi peggiori si viene sbattuti sulla strada e ridotti in schiavitù.

Una politica di immigrazione, che si fondi sul rispetto dei diritti umani e sui diritti di cittadinanza, favorirà senz’altro una migliore integrazione dei migranti nella società italiana. Il diritto di voto, attivo e passivo, nelle elezioni locali rappresenta un primo passo fondamentale in questa direzione: la possibilità di sentirsi parte di una comunità, avere la possibilità di esprimersi e di partecipare, e non essere solo soggetti con molti doveri ma pochi diritti.

Un passo nella direzione giusta, superare la logica dell’emergenza, da troppo tempo l’anno zero dell’immigrazione.


Autore: Paolo Modesti

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".




Commenta questa notizia

10.10.2003Commento [michele2]
Un'ottima proposta quella di Fini: più mi documento sulla stessa più mi convinco della sua validità, di certo mi sento più distante dalle posizioni della Lega, partito rappresentante una cultura che mi è sempre stata estranea e che ho sempre considerato una palla al piede all'interno dello schieramento di centrodestra di cui faccio parte fin dalla costituzione...

Comunque personalmente sono del parere che la concessione della carta di soggiorno potrebbe e dovreb ...
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14.10.2003Commento [michele2]
Uno dei primi componenti della Casa delle Libertà ad esprimere il suo disaccordo con la proposta di Fini è stata l'On. Isabella Bertolini...

Non c'è da stupirsi che siano i personaggi come lei ad opporsi in modo più vocale alle proposte intelligenti, perché l'On. Bertolini (ed io la conosco bene visto che opera nella mia zona) costituisce uno dei più illustri rappresentanti della politica intesa come vetrina e non come cose concrete...

E' anche per ...
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14.10.2003Commento [piko]
Fini e' un politico accorto.
Sa bene ke la maggior parte degli immigrati nel nostro paese e' "di destra" (Dio, Patria-di oggi o di ieri-Famiglia). Sa bene ke una maggiore presenza elettorale degli immigrati signifikerebbe, probabilmente, una grande spinta verso la perdita di liberta' civili quali divorzio e aborto.
Tempo fa ebbi la ventura di incontrare un personaggio dell'intellighenzija del suo partito residente a Palestrina ke professava i "sacri valori dell'İs ...
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15.10.2003Commento [michele2]
Prima di tutto vorrei ringraziare Piko per l'autorevole parere espresso...

Parlando in generale, è verissimo che spesso dietro le parole dei politici, in modo del tutto trasversale agli schieramenti, si nascondono interessi personali e secondi fini...

Restando in tema, vorrei ricordare l'atteggiamento di contrarietà alla possibilità degli italiani residenti all'estero di votare presso il Paese di accoglienza (e non al "voto degli italiani all'estero", c ...
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