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La festa del vino di Alba (corrispondenza dalla Radio Bulgara)

28.09.2003 - Alba

Intervento dalla città d’Alba di Elena Chahanova durante la trasmissione della Radio Nazionale Bulgara “Horizont za vas”

Ha aperto i battenti la festa folkloristica e del vino di Alba conisciuta in tutto il mondo. Appositamente per gli ascoltatori di programma Horizont, il vicesindaco della città Alberto Cirio ha affermato che la raccolta dell’uva è eccezionale ed il vino sarà unico per qualità. Le prime prove indicano 14,5 gradi alcoolici, conseguenza di un estate molto calda. Gli estimatori bulgari del buon vino e soprattutto quel gruppo dei nostri ascoltatori di Sofia che volevano sapere qualcosa in più sul tema dei vini italiani, devono sapere che l’annata del Barolo, Barbaresco, Barbera, Nebbiolo e Roero - vini tipici della zona d’Alba merita di essere degustata.

Quello che si fa per conservare tutto ciò che caratterizza la secolare produzione vinicola cosi come è, quale prodotto eccezionale di Alba, trova riscontro nella proposta della Enoteca Regionale: premiare chi difende l’estetica e la bellezza del paesaggio collinare e ciò vuol dire che i contadini non devono variare quello che la natura ha creato. In un’intervista il Presidente dell’Enoteca Regionale Luciano Bertello spiega che “i grandi vini pretendono grandi paesaggi” che significa che tramite la valorizzazione del prodotto locale si difende il paesaggio, perché il vino è il risultato naturale di esso.

Ecco perché nella zona di Alba e nel Piemonte non si notano delle ruspe che modificano il terreno, cosi come succede da altre parti, dove puntano sulla industrializzazione della produzione dei vini, senza puntare sulla qualità. Anche una piccola gita nei dintorni albesi è sufficiente per convincere il visitatore con la sua impressionante e piacevole veduta: le colline vignicole curate con dilligenza e sulla cima la casa padronale. Il paesaggio assomiglia un po’ al nostro Melnik, perché le cantine sono sotto la cascina scavate sottoterra, ed anche la composizione del terreno, è simile a quello di Melnik. I contadini albesi stimolati dall’idea della Enoteca Regionale hanno conservato il paesaggio cosi com’è, restaurando cascine e capanne.

Per la festa ci sono dei turisti dalla Germania, Austria, Francia, Inghilterra, paesi dove il consorzio turistico albese insieme ai produttori fanno periodicamente delle promozioni gastronomico-turistico-folkloristiche presentando i prodotti tipici quali tartufi, vino, formaggi, salame d’oca. Una volta attirata l’attenzione, gli stranieri poi hanno la possibilità di soddisfare la propria curiosità visitando Alba.

Il programma domenicale del 28 settembre ha offerto la degustazione del vino. Nella parte centrale della città su piccoli stend ogni famiglia produttrice offriva il suo vino. Ho assaggiato il Barolo, il Dolcetto, Dogliani, Barbera Rosa Blu che porta il nome della rosa che cresce nella vigna. In particollare mi è piaciuto il Nebbiolo della famiglia produttrice di Luigi Drocco. Loro sono stati fra i pochi che hanno offerto per la prima volta il vino chinato che si beve per favorire la digestione. Il nome del vino è “San Fe” ed è eccezionale!

Il signor Luigi Drocco è stato gentile nel raccontare ai nostri ascoltatori della sua azienda: è un’eredità secolare di questa zona, si tratta di 13 ettari di vigneto curato da lui, la moglie e i due figli. I loro vini si trovano esclusivamente nei negozi e ristoranti specializzati :” Mio marito è nato agricoltore – dice la signora Drocco, e quello che sa fare meglio è l’attività di vinicoltore”.

Gli organizzatori della festa per far degustare i vini proponevano ai turisti dei calici dal costo di 8 euro ciascuno e, nonostante la pioggerellina, la gente con il bicchiere in mano, circolava con buon umore.

La festa del vino si trasformerà in fiera del tartufo bianco d’Alba. Tutto finirà il 12 ottobre con ospite speciale l’attore francese Gerard Depardieu non solo nella veste di celebre artista mondiale, ma anche come vinifero di vini rari e difensore della natura.
Da questo punto di vista, sarà premiato con il tartufo bianco d’Alba più grande della stagione diventando cosi l’uomo immagine mondiale di questo fungo così prezioso per Alba. L’anno scorso, il tartufo bianco trovato nell’albese del peso di 1,007 grammi – una cosa unica creata dalla natura, è stato venduto all’asta benefica a Los Angeles per US$34,000. A causa della calda estate la raccolta del tartufo bianco è scarsa ed il prezzo è attorno ai 4000 euro al chilo. Così, le stranezze della natura hanno “pensato” con benevolenza al vino e meno al tartufo, due prodotti tipici di Alba che confermano la giusta politica di valorizzazione della originalità delle doti locali.


Autore: Elena Chahanova
Fonte: Radio Nazionale Bulgara




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