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"La Bossi-Fini: una legge pazzesca, nega l’umanità"

10.09.2003 - Roma

Cosa è cambiato a un anno dall’entrata in vigore della Bossi-Fini? Quali le ricadute della normativa voluta dalla Casa delle Libertà sull’ingresso dei clandestini? A tracciare un bilancio è Lucio Babolin, presidente nazionale del Coordinamento nazionale delle comunità di accoglienza (Cnca), diretto fino ad alcuni mesi fa da don Vinicio Albanesi. E che gestisce sul territorio nazionale almeno seicento strutture, dando accoglienza a circa 2500 immigrati l’anno. Le case di accoglienza del Cnca non sono esclusivamente per i migranti.
Ma anche per gli italiani che ne hanno bisogno, giacché ispirate all’idea dell’integrazione tra stranieri e italiani.

Presidente, quali sono i risultati della Bossi-Fini?

«Una delle conseguenze di questa legge è quella di aver inasprito il rapporto con in flussi migratori, abbandonando molti accordi che l’Italia aveva firmato con i paesi d’origine. Si è salvato soltanto quello siglato con l’Albania, da dove infatti giungono meno persone. Ma non è tutto. Ha legato strettamente il diritto alla cittadinanza e non parlo di quella italiana, ma della cittadinanza in senso lato, con la capacità di produrre. Il vincolare la possibilità di entrare in Italia all’esistenza del lavoro, esalta l’aspetto economicistico dell’uomo. Afferma il lato mercantile. Ma le persone sono uomini e donne che hanno il diritto non solo di essere cittadini del mondo, ma anche quello di vivere e di realizzare la propria felicità. La Bossi-Fini è riuscita ad affermare, invece, l’esatto contrario e ha assunto un carattere non di regolamentazione dell’accoglienza ma di esaltazione dell’aspetto eslusivamente punitivo. Non si capisce perché le merci possono circolare liberamente, mentre agli esseri umani è proibito».

Il Viminale afferma ciclicamente che gli sbarchi sono diminuiti e che la legge, dunque, sta funzionando. Il trend di accoglienza nelle vostre strutture, in un anno qual è stato. Vi risulta una diminuzione?

«No, l’afflusso di immigrati è più o meno lo stesso. Anzi quello che abbiamo registrato è stato un aumento della clandestinità e del lavoro nero sul quale, già da tempo ha messo le mani la criminalità organizzata. Soprattutto qui nel nord-est. Se anche, quindi, si accettasse la logica del “le persone sono regolari nella misura in cui producono”, e noi non la accettiamo, bisogna allargare le maglie della legge».

Mi spieghi meglio.

«Al Nord, per esempio, le imprese richiedono almeno tre volte la manodopera alla quale lo Stato consente di entrare. La richiesta del mondo economico italiano è, quindi, superiore all’offerta. Ciò induce gli stranieri che non possono avere un contratto di lavoro, prima di partire dai paesi di origine - ciò che è richiesto dalla Bossi-Fini - a venire in Italia da clandestini. Vista, oltretutto la difficoltà a trovare un datore di lavoro stando in Mali, in Sudan o in Liberia. Li costringe, poi, a lavorare “al nero” e a sviluppare il fenomeno del caporalato sul quale la criminalità tenta di infilitrarsi. Qui al nord con discreto successo. Allora io mi chiedo: perché non assecondare le richieste delle imprese? Allarghiamo almeno le maglie dei flussi. Una proposta che non risolve ma aiuta».

Perché non risolve?

«Perché i requisiti per entrare regolarmente in Italia sono pazzeschi. Troppo rigidi. Le faccio un esempio. La Cnca ha rapporti di cooperazione con un’organizzazione non governativa dell’Ecuador e questa sera doveva arrivare qui in Italia un operatore sociale, un laureato, un professionista che viene per fare attività di formazione sociale. A volte andiamo noi da loro. Ebbene, abbiamo dovuto fare una polizza fideiussoria per garantire che eravamo in grado di mantenerlo e di dargli alloggio. Una lettera non bastava. E nonostate ciò, il consolato italiano gli ha negato il visto. È stato costretto ad andare in Francia, dove chiederà appena arriva un permesso di soggiorno turistico e con quello si muoverà nell’area Schengen».

Il suo bilancio finale della Bossi-Fini?

«Ha portato un arretramento da un punto di vista culturale e per l’esito che si era prefissata è stata un fallimento».


Fonte: L'Unità




Commenta questa notizia

11.09.2003Commento [michele2]
"Nega l'umanità" mi sembra un po' eccessivo... Non mi stancherò mai di ripetere che non serve a nulla usare un linguaggio incendiario...
16.09.2003Commento [eugenioa]
Beh.... evidentemente è umano che se si ha una madre che vive con 40 - 60 € al mese, ammalata, con un figlio in Italia e un'altro in qualche altro paese, non essendo l'emigrato in Italia figlio unico non possa far altro che dire.... qualche preghiera per Lei... visto che la Bossi Fini VIETA in tal caso il ricongiungimento familiare..... come pure per i figli maggiorenni e altre consimili amenità..... Non avertene a male, ma io ho un concetto di umanità un po' diverso.
17.09.2003Commento [michele2]
Ah, non c'è dubbio che i nostri concetti di umanità siano diversi, io infatti aiuto da sempre gli immigrati (mi riferisco alle persone oneste con tanta voglia di integrarsi e di rendersi attive e non certo ai delinquenti che restano tali qualunque sia il loro passaporto), tu invece mi sembri il solito chiacchierone...

Cordialità - Michele.
21.09.2003Commento [eugenioa]
Beh, come dire, abbiamo concetti differenti anche in relazione al rispetto del prossimo, di norma prima di giudicare liquidando chi la pensa diversamente come fosse 7 gradini sociali al di sotto sarebbe opportuno informarsi... o astenersi dal farlo.... Resta il fatto che io trovo la Bossi Fini una legge Ingiusta e pochissimo umanitaria. Mi permetto, onde evitare di trasformare il commento alle notizie in una rissa da pollaio, di scriverTi in privato.
21.09.2003Commento [eugenioa]
Sono spiacente ma non mi è posibile inviarTi la risposta in privato sulla Tua Email, perchè il server la rifiuta...... Sei sicuro che il tuo indirizzo e-mail è corretto? Eugenio
30.09.2003Commento [michele2]
Non so che dirti... comunque io per principio non dialogo via posta elettronica con sconosciuti, quindi stai solo perdendo il tuo tempo...


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