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Fanka Chahanova e Paolo Cerutti
Fanka Chahanova e Paolo Cerutti

Paolo Cerutti: l’uomo fuori dallo standard

15.06.2003 - Sofia

Commento di Elena Chahanova il 15.06.2003 durante la trasmissione “Horizont za vas” della Radio Nazionale Bulgara in studio con Kalin Katev

Fuori dallo standard tradizionale troviamo Paolo Cerutti. Ex azzurro con la nazionale di canoa, oggi lui è primatista di originalità, nonché campione di Italia come allenatore nel settore giovanile del volley femminile. Nella immensa realtà della pallavolo italiana, diventare 3 volte campioni, creando un proprio stile che diventa “scuola”, non è da tutti ed i suoi meriti personali sono estesi anche ad una società come il Green Volley Vercelli che a sua volta risulta primatista con 3 scudetti vinti consecutivamente, un risultato mai raggiunto nella pallavolo femminile italiana nel settore giovanile. Oggi, i nostri ascoltatori saranno i primi a sentire da Paolo Cerutti interessanti particolarità, che prossimamente la rivista specializzata PV racconterà, perché è un caso veramente eccezionale.

Due volte campione con Vercelli e una con Omegna, dove lui ha scoperto ed ha fatto crescere le allora ragazzine Eleonora Lo Bianco e Paola Cardullo come mentalità e tecnica, che in seguito le ha portate al vertice mondiale dello scorso anno, così come altre atlete che giocano in serie A.
La domanda sorge spontanea: Quale è il segreto per far crescere i giovani tramite lo sport, togliendoli dalla strada e della civiltà del “niente”, permettendo loro di diventare campioni?

“Non c’è segreto. C’è tanta voglia di lavorare- dice Paolo Cerutti ed illustra che “e molto importante spiegare ai bambini, ai loro genitori ed ai dirigenti, che solo attraverso il lavoro si possono ottenere dei risultati. Non tutti sono d’accordo, ma cominciano a capire, che non c’è altra scelta per diventare vincenti. Diventa chiaro che, senza sacrificio gli obbiettivi non si raggiungono. Non è facile però; questi sono concetti che non si possono imporre. Si riesce ad imporli facendoli “capire”, perché altrimenti non ci si rende conto che tanto mi da tanto. Una volta che,le atlete, capiscono che più fanno più ottengono, più si allenano, più diventano brave, ottenendo le vittorie , arrivano a capire il meccanismo ed allora saranno loro stesse a chiedere di allenarsi maggiormente”.

In relazione con questo suo pensiero, Paolo Cerutti ha ricordato di un incontro durante questo inverno, quando ad un suo allenamento ha assistito una delle più grandi esperte del settore giovanile in Bulgaria la signora Fanka Chahanova, a sua volta eccezionale primatista con 22 titoli vinti con “Septemvri” Sofia e CSKA . Lei aveva pronosticato che, la squadra di Cerutti avrebbe ottenuto dei successi. Ed…cosi è stato! Una settimana fa, Paolo Cerutti e le sue atlete hanno vinto il titolo italiano Under 15. Per lui, la valutazione di Fanka Chahanova è una riconoscenza del suo lavoro, perché lei fa parte di quegli specialisti dell’Est Europa che ha sempre desiderato incontrare. Ciò ci fa scoprire che Paolo Cerutti ha sempre ammirato lo stile ed i modelli della scuola sportiva dell'Est. Come atleta di canoa, lui ha avuto la possibilità di frequentare gli atleti dell’Est apprezzandone il lavoro; gli piaceva l’organizzazione della vita sportiva, ha letto pubblicazioni di autori specializzati nella preparazione fisica, apprendendo la loro metodologia così importante nella delicata applicazione della preparazione giovanile.
Riportando il suo interesse dal mondo della canoa alla pallavolo, che lo aveva sempre affascinato, Paolo ha percepito quello stile di lavoro ed insegnamento dei fondamentali tecnici,
che caratterizzavano la scuola del est europeo: intensità, severità e determinazione durante il processo di allenamento, che è la base di lavoro di allenatori come Pedullà, Colombo o Bosetti.

“Quando facevo ritiri o gare - ricorda ancora Cerutti, mi stupiva la tenacia e la determinazione degli atleti per perseguire il successo. Dopo la caduta del Muro di Berlino, non so se questa mentalità esiste ancora oppure si sono occidentalizzati. Io provengo da una famiglia, dove non tutto era dovuto e da giovane dovevo lavorare per mantenermi agli studi, dovevo lottare e sacrificarmi. Questi valori li ho riportati nello sport e nel rapporto con gli altri.”

Secondo Paolo Cerruti, che ha solamente 43 anni, i giovani allenatori e la gioventù in genere, devono capire che ogni inizio è difficile, si guadagna poco, ma dopo i sacrifici il risultato arriva, e con le affermazioni può aumentare il guadagno. Vuol dire che non è questione di soldi , ma è una questione di ideali personali, di arrivare, di lasciare un segno nello sport, nell’arte o da qualche altra parte. I soldi sono una cosa che possono avere tutti, invece lasciare il segno in qualche disciplina è più difficile, però da più soddisfazioni. Paolo Cerutti è convinto che bisogna creare l’ambiente giusto per quei bambini e per quegli allenatori che vogliono sacrificarsi per arrivare.

Commento di Kalin Katev dallo studio di Sofia: “Quando tu parli delle idee e dello stile della difficile professione di allenatore pedagogo di Paolo Cerutti, noi qui in Bulgaria che da tempo ci occupiamo di sport, sappiamo molto bene, cosa vuol dire tutto questo e cosa significa ed è facile per noi paragonare il lavoro di Cerutti a ciò che ha fatto tua mamma Fanka Chahanova, che è stata la prima trascinatrice di questo difficile ed estremamente particolare lavoro di pedagogo-allenatore con i piccoli, quando la loro abilità non è ancora sviluppata. Quando ci sono queste rare figure di allenatori-pedagoghi come loro, i risultati si ottengono!!!…”.


Autore: Elena Chahanova
Fonte: Radio Nazionale Bulgara




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