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Bulgaro
     
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Schiave, ma per la Legge solo “clandestine”

08.06.2003

Risale ad una settimana fa la notizia relativa all'operazione condotta dai Carabinieri di Pescara che ha portato alla scoperta e allo smantellamento di una organizzazione criminale italo-bulgara. Con la promessa di un lavoro l'organizzazione, che aveva anche ramificazioni nel Lazio, attirava in Italia giovani bulgare per poi ridurle in schiavitù, costringendole a prostituirsi. Per questi reati sono indagati 3 italiani e 13 bulgari: alcuni stati arrestati mentre altri sono tuttora latitanti. Le autorità bulgare stanno collaborando con quelle italiane per individuare e colpire i componenti della banda che operavano in Bulgaria. 

Le ragazze, 11 secondo le informazioni disponibili, erano tenute segregate e costrette a prostituirsi con violenze fisiche e minacce di ritorsione alle famiglie nel paese di origine. Private dei documenti, alcune minori erano state addirittura oggetto di commercio con altre organizzazioni per la somma di 3.000 Euro.

Ma con la liberazione delle ragazze, purtroppo questa brutta storia non sembra avere avuto un lieto fine. Un dispaccio ANSA del 31/05/2003 recita testualmente: “le giovani sono state liberate dai Carabinieri e, in quanto clandestine, condotte in un centro di accoglienza temporanea, per la successiva espulsione.”

Pare dunque che la triste condizione di queste sfortunate ragazze non abbia alcuna rilevanza di fronte alla Legge dello Stato Italiano (la Bossi-Fini in particolare), e che quindi la loro condizione di “clandestine” sia prevalente rispetto a qualunque altra considerazione di carattere umanitario. Incidentalmente la stessa aberrazione si ritrova anche nel modo in cui diversi mezzi di informazione riportano le notizie sull’argomento immigrazione: come nel corso del TG1 di alcuni giorni fa riferendosi a tentativi di sbarco in Sicilia, nel riferire dell’annegamento di cittadini stranieri che cercavano di giungere in Italia, il giornalista si è ostinato a definirli “clandestini” anche da morti.

A queste ragazze venute in Italia con la speranza di riscatto sociale e di emancipazione della povertà, vessate fisicamente e psicologicamente, lo Stato Italiano non ha da offrire altro che un biglietto di ritorno al luogo di origine. Non offre l’asilo, e quindi la possibilità di rimanere nel nostro paese per costruire un esistenza migliore, né evidentemente la possibilità oggettiva di far valere i propri diritti in sede giudiziaria. Potranno infatti rientrare in Italia solo per partecipare al processo dove sono parte lesa, ma in quel caso dovranno pagarsi anche il viaggio.

Negare il diritto d’asilo, pur avendo ben chiara la differenza tra la riduzione in schiavitù ed una espulsione, rappresenta un deterrente oggettivo nei confronti delle vittime di questi crimini che sono così ulteriormente dissuase dal rivolgersi alle Forze dell’Ordine per denunciare i loro aguzzini. Questi criminali oltre ad esercitare violenza, spesso illudono queste poverette, prive di documenti oltretutto, che dopo aver pagato il loro “riscatto” potranno tornare in libertà e magari costruirsi un futuro in Occidente.

Ma per la Legge queste vittime sono soltanto “clandestine”. Una storia di ordinaria schiavitù, come ne accadono tante nella nostra penisola.


Autore: Paolo Modesti

Licenza Creative Commons  Il testo di questo articolo è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0; in caso di ripubblicazione è richiesto un link attivo verso questa pagina, citando come fonte "Bulgaria-Italia".



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19.07.2003Commento [orazia]
SALVE MI CHIAMO ORAZIO E SONO DI MESSINA IO TEMPO FA HO CONOSCIUTO UNA RAGAZZAVICINO ALLA STAZIONE DI NAZIONALITA BULGARA PRECISAMENTE DI RASLOG ED HO PARLATO CON LEI.
LEI MI HA DETTO SE LA POTEVO ASPITARE A CASA MIA PER ALCUNI GIORNI ED IO L'OFFATTO. POI VISTO LE SUE POSSIBILITA ECONOMICHE SCARSE IO LE DAVO UN PO DE SOLDI SAPETE COSA MI HA RISPOSTO IO NON VOGLIO I TUOI SOLDI IO VADO E ME LI QUADAGNO CON LA MIA FIGA.
ALLORA NON E VERO CHE TUTTI ITALIANI SONO COSI SONO LORO PERCHE IO BULG ...
leggi tutto
19.07.2003Commento [michele2]
Verissimo, caro Orazio, che la verità sulle prostitute, bulgare o di qualsiasi altra nazionalità, non è una sola, e che non è certo solo l'Italia a sbagliare...

Davvero un bell'intervento il tuo, grazie e tanti cari saluti...

Michele.
19.07.2003Commento [olivow]
Delirio da caldo??
19.07.2003Commento [michele2]
Ecco il solito spirito di patate del solito personaggio anonimo, volgare ed insolente...
20.07.2003Commento [olivow]
michelino...volgari sono i vostri scritti...oltre che,non nel tuo caso, sgrammaticati
20.07.2003Commento [olivow]
Ps. perchè mi hai definito un anonimo? se lo sono io ,lo sei anche tu e lo è anche il nostro profondo conoscitore di problemi sociali. Su una cosa concordo con te...sono stato un poco insolente,ma credimi,molto al di sotto dei vostri meriti
20.07.2003Commento [michele2]
Perché non mi risulta di averti mai incontrato in occasione dei raduni organizzati dal sito, ai quali invece io ho spesso partecipato e tutte le persone che c'erano possono testimoniarlo...

Francamente non capisco dove starebbe la sgrammaticatura, comunque io faccio il traduttore e conosco più di dieci lingue, quindi con me caschi proprio male...

Se i nostri scritti sono così deplorevoli, spiegaci ti prego perché... lanciare facili arringhe in astratto è ...
leggi tutto
20.07.2003Commento [olivow]
Sono d'accordo; se non riesci a coglierele sgammaticature nello scritto di Orazio,temo che l'uso costante di lingue straniere ti abbia allontanato dalla nostra.
ammetto di non aver preso parte ai raduni,ma è da poco che sono iscritto al sito...questo fa di me un anonimo?
In realtà c'è poco da motivare...il "commento" di orazio si commenta da solo...è il tuo plauso che mi ha lasciato senza parole..ma forse la tua era un'approvazione ironica...in questo caso t ...
leggi tutto
20.07.2003Commento [michele2]
Ah, se ti riferisci ad Orazio è un altro discorso, in effetti non si direbbe proprio italiano da come scrive... comunque ribadisco che la situazione da lui descritta è reale, non sarà la maggioranza dei casi, ma esiste...

Saluti - Michele.


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