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Usa e balcani: grandi manovre

22.05.2003

La guerra contro l'Iraq, nonostante la sua breve durata, ha avuto notevoli ripercussioni nei Balcani. Gli USA infatti, nel corso dei preparativi bellici, hanno puntato molto sull'Europa Orientale per gonfiare il numero dei paesi favorevoli alla guerra. Quando ha ottenuto i primi successi in questa operazione, Washington ha cominciato a parlare di una "Nuova Europa", contrapposta alla "Vecchia Europa" di Francia e Germania, contrarie alla guerra senza l'egida ONU. Dopo avere incassato il sostegno di paesi come Polonia, Repubblica Ceca e Ungheria, gli Stati Uniti si sono spinti anche nei Balcani, dove hanno ottenuto subito il pieno sostegno di Bulgaria e Romania, che sono andate molto più in là dell'appoggio alla guerra contro l'Iraq, offrendo i loro territori per la costruzione di nuove basi militari USA. Oggi, a guerra terminata, gli USA continuano a esercitare pressioni sui paesi balcanici, sia affinché inviino propri contingenti in Iraq sia per ottenere la firma di accordi bilaterali che garantiscano l'immunità dei cittadini e militari statunitensi di fronte al Tribunale Internazionale (con la minaccia di tagliare gli aiuti militari se non lo faranno entro luglio). Al fine di conseguire questi scopi, Washington usa la classica politica del bastone e della carota, laddove il primo è rappresentato soprattutto dalla minaccia di finire nel "libro nero" degli USA, con le relative conseguenze politiche, e la seconda consiste nell'allettare i paesi balcanici con la promessa di ottenere subappalti per la ricostruzione dell'Iraq e significativi investimenti americani. Nell'ambito di questa tattica, che sta ottenendo successo, il bastone sembra prevalere sulla carota. Le posizioni dei singoli paesi non sono comunque identiche, come vedremo nella rassegna qui sotto.

[…]

BULGARIA

La Bulgaria ha avuto un ruolo particolarmente importante nella strategia USA, per un fatto essenzialmente casuale: il paese quest'anno è membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU. In tale sede il rappresentante bulgaro si è schierato con Washington nel tentativo di raccogliere una maggioranza a favore della guerra. Insieme alla Romania, la Bulgaria è stata il primo paese balcanico a offrire la concessione di basi militari agli USA e lo ha fatto con particolare slancio, giungendo a consegnare a Washington un elenco di ben 30 possibili sedi. Nel corso di una sua recente visita a Sofia, Powell ha ringraziato la Bulgaria per essere stata "la mano destra degli USA nella guerra contro il terrorismo e Saddam" e riguardo alle basi ha specificato che non è ancora stata presa alcuna decisione e che comunque si tratterà eventualmente di basi di dimensioni limitate, il cui compito sarà principalmente quello di facilitare i ponti aerei verso il Medio Oriente. A maggio il governo di Sofia ha deciso di inviare in Iraq un contingente di circa 480 uomini, che sarà di stanza nella zona sotto controllo polacco e si occuperà tra le altre cose di ordine pubblico. Più controversa la posizione della Bulgaria riguardo a un accordo bilaterale "anti-Tribunale Internazionale": il governo aveva già dato la sua disponibilità in passato, ma le divisioni politiche nel paese potrebbero rendere difficile la ratifica di un eventuale accordo, un fatto che frena l'esecutivo. In Bulgaria si è infatti aperta una frattura tra il presidente della repubblica Parvanov, socialista e oppositore della guerra senza egida ONU, e il governo dell'ex zar Simeon, schierato con gli USA. L'opinione pubblica è schierata contro la politica USA e il Partito Socialista, in testa ai sondaggi, ha cavalcato la tigre organizzando raccolte di firme e manifestazioni antiguerra, nonostante le sue posizioni siano rigidamente filoatlantiche. A livello economico, Sofia spera di riuscire a ricuperare parte dell'ingente debito dell'Iraq nei suoi confronti, ma finora gli USA non hanno dato molte speranze a tale proposito. Anche per quanto riguarda eventuali subappalti, Washington ha fatto solo dichiarazioni vaghe.

L’articolo completo con le gli altri paesi dell’area balcanica


Autore: Andrea Ferrario
Fonte: Notizie Est - Balcani




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