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I socialisti bulgari tentennano ma si schierano contro la guerra

27.03.2003 - Sofia

Il partito socialista bulgaro ha promosso lo scorso 24 marzo una campagna contro la guerra in Iraq. Il 90% dei bulgari sono contro l’intervento degli USA ed i socialisti sembrano, un po’ in ritardo, voler sfruttare la spaccatura sempre più evidente tra opinione pubblica e Governo.

Hanno così promosso la “Coalizione bulgara per la pace” il cui primo atto è stato proporre una cartolina postale contro la guerra da inviare al Primo ministro bulgaro. Il leader del Partito socialista bulgaro, Sergei Stanichev, ha annunciato una serie di dibattiti pubblici organizzati a Bourgas, nei pressi della base militare di Sarafovo, concessa dalle autorità bulgare agli USA. Invitati studenti ed intellettuali. Ha inoltre indetto una manifestazione per il prossimo 28 marzo. “Non con lo scopo di far cadere il Governo” ha chiarito lo stesso Stanichev “ma per far sentire la nostra voce per la pace”.

Secondo un recente sondaggio condotto da “Alpha Reasearch” e pubblicato sul quotidiano Dnevnik il 66% dei bulgari ritiene che la Bulgaria dovrebbe rivedere l’appoggio concesso agli USA ed avvicinare la propria posizione a quella espressa da Francia e Germania.

Altri quotidiani si chiedono invece come mai questo diffuso dissenso rispetto alla guerra non si tramuti in manifestazioni ed iniziative pubbliche. “La società civile è passiva e non viene espressa alcuna alternativa politica alla guerra in Iraq” è il commento di un analista del quotidiano Sega “I bulgari sono pacifici tanto quanto gli altri cittadini europei ma preferiscono non dimostrare e starsene a casa. Sono solo scesi in strada le donne di Sarafovo, gli abitanti di Provadia ed alcune formazioni di sinistra estrema. Gli altri hanno espresso la loro disapprovazione davanti alla televisione con in mano un bicchierino di grappa ed un piatto di insalata”.

Intanto il Primo ministro Simenone di Sassonia-Coburgo ha chiarito come la base di Sarafovo sia solo temporaneamente concessa agli USA mentre, secondo i media, non sarebbe di quest’opinione il Ministro degli esteri Solomon Passy. “Alcuni Ministri vogliono una base militare USA permanente”, titola negli scorsi giorni il quotidiano Dnevnik citando un discorso tenuto da Solomon Passy durante una recente visita a Bourgas. Il 22 marzo il Ministro della difesa Nikolai Svinarov aveva fatto dichiarazioni che andavano nella stessa direzione.

Le autorità di Sofia stanno ancora discutendo sulla richiesta statunitense di espellere i rappresentanti diplomatici iracheni in Bulgaria. “Gli Stati Uniti si stanno comportando da pirati senza leggi” ha affermato l’incaricato d’affari iracheno a Sofia Yahya Mahdi in un’intervista alla radio nazionale bulgara sottolineando poi come “la richiesta statunitense viola la Carta delle Nazioni unite e la Convenzione di Vienna sulle relazioni diplomatiche. Ma sembra che poco siano servite queste parole: il Ministro degli esteri Passy avrebbe dato una sorta di “ultimatum” a Mahdi per dichiararsi lontano dalle posizioni di Saddam altrimenti seguirebbe la sua immediata espulsione dal Paese.


Autore: Tanya Mangalakova
Fonte: Osservatorio sui Balcani




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