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Sofia 09.03.2003 - Miss Bulgaria 2001, Tania Karabelova, manifesta per la pace di fronte all'Ambasciata degli Stati Uniti, coperta solo dalla bandiera nazionale. Photo by Yuliana Nikolova (novinite.com)
Sofia 09.03.2003 - Miss Bulgaria 2001, Tania Karabelova, manifesta per la pace
di fronte all'Ambasciata degli Stati Uniti, coperta solo dalla bandiera nazionale.
Photo by Yuliana Nikolova (novinite.com)


Iraq-Bulgaria: critiche a posizione interventista

08.03.2003 - Sofia

La Bulgaria, considerata il più fedele satellite dell'Unione Sovietica all'epoca del comunismo, é attualmente l'unico membro non permanente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu schierato a sostegno della nuova risoluzione presentata da Gran Bretagna, Spagna e Stati Uniti.

Ma qual é al momento la situazione all'interno del Paese balcanico? Nonostante le promesse degli Usa che in cambio del suo appoggio la Bulgaria otterrà il riconoscimento di “economia di mercato funzionante” e nonostante la lettera di Tony Blair al premier bulgaro, Simeone di Sassonia Coburgo-Gotha, nella quale si evidenzia che la Gran Bretagna aiuterà la Bulgaria a diventare membro dell'UE tra quattro anni, cominciano ad apparire crepe nella monolitica posizione “interventistica” delle forze politiche in Bulgaria.

Sintomatiche sono state le parole di Ahmed Dogan, il leader del Movimento per diritti e libertà (Mdl, il partito della minoranza turca al governo in coalizione con il partito Movimento nazionale Simeone Secondo, MNS), il quale rovesciando di 180 gradi le posizioni del suo partito, ha dichiarato, stando al sito Internet bulgaro “Mediapool”, che la Bulgaria ha troppa fretta a prendere posizione sulla crisi irachena. Secondo Dogan “nella politica internazionale i piccoli Paesi devono andare avanti con i piedi di piombo e la Bulgaria dovrà perseguire i propri interessi nazionali mantenendosi in equilibrio tra gli USA e l'UE”.

Più categorico é stato il leader del Partito Socialista Bulgaro (opposizione), Serguei Stanishev, il quale nel corso di un incontro con gli ambasciatori a Sofia dei Paesi membri dell'UE ha criticato apertamente la posizione ufficiale della Bulgaria sulla crisi irachena definendo estremista e sbagliata la posizione del governo bulgaro con il suo appoggio all'intervento militare contro l'Iraq. Stanishev ha ribadito che la posizione della Bulgaria dovrà essere nuovamente valutata e discussa in Parlamento.

Un cambiamento di posizione circa la crisi irachena ha sollecitato anche il Presidente della Repubblica Georgi Parvanov durante la visita a Sofia del Presidente russo Vladimir Putin dal 1 al 3 marzo scorso. Ieri il rappresentante bulgaro all'Onu, Stefan Tafrov, nel suo intervento al Consiglio di sicurezza ha evidenziato che “a distanza di oltre tre mesi dalla Risoluzione 1441 non sono stati registrati progressi sostanziali nel disarmo dell'Iraq per quanto riguarda le armi chimiche e biologiche”. Tafrov ha detto che per questa ragione il suo Paese valuta la bozza della nuova risoluzione “un mezzo efficace per aumentare le pressioni sull'Iraq”.


Fonte: ANSA




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