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Frattini avalla la posizione della Bulgaria sulla crisi irachena

06.03.2003 - Sofia

"La posizione della Bulgaria sulla crisi irachena non influirà negativamente sulle trattative che il paese ha in corso per l'adesione all'UE". Lo ha dichiarato ieri il ministro degli esteri italiano Franco Frattini, dopo un incontro a quattr'occhi con il suo collega bulgaro Solomon Pasi.

"Bisogna fare tutto il possibile per risolvere la crisi nel Golfo in modo pacifico", ha dichiarato Frattini. Secondo il ministro degli esteri italiano bisogna fare tutto il possibile per preservare la fiducia nel Consiglio di Sicurezza dell'ONU e questo significa che è impossibile prorogare a tempo indeterminato le verifiche degli ispettori a Bagdad. Frattini non ha dato una risposta categorica alla domanda se il suo paese prenderebbe parte a una decisione unilaterale degli USA di attaccare l'Iraq senza una risoluzione ONU. "Sulla crisi bisogna raggiungere un'opinione ampiamente condivisa in sede di Consiglio di Sicurezza. E' una cosa di estrema importanza, perché un eventuale crollo della fiducia nel Consiglio di Sicurezza sarebbe un trauma per la comunità internazionale", ha detto Frattini.

Alla richiesta di commentare la possibile apertura di basi militari della NATO in Bulgaria, ancora prima che il paese venga di fatto ammesso al Patto Atlantico, il ministro degli esteri italiano ha dichiarato di guardare positivamente agli stretti contatti tra Sofia e la NATO. Egli ha citato l'esempio della Germania, un paese pacifista, che tuttavia ha concesso le sue basi all'Alleanza. "Anche l'Italia mette a disposizione dell'Alleanza le proprie basi e lo facciamo con la coscienza che le pressioni su Saddam sono un buono strumento per ottenerne da lui un disarmo", ha detto Frattini. Il ministro degli esteri bulgaro Solomon Pasi ha ricordato di avere promesso ancora prima della campagna elettorale di fare tutto il possibile per trasformare le basi militari intorno a Burgas, sul Mar Nero, in basi NATO.

"Quanto più ciò avverrà in tempi brevi, tanto meglio per noi", ha detto Pasi. Secondo le sue parole, un tale sviluppo avrebbe effetti positivi non solo dal punto di vista politico e militare, ma anche da quello economico. Frattini e Pasi hanno anche preso parte alla cerimonia di firma del memorandum d'intesa tra l'italiana Enel Produzione e la bulgara NEK per il progetto energetico relativo alla centrale termoelettrica Marica-Iztok 3.

Secondo Frattini grazie a questa intesa l'Italia diventerà il primo investitore in Bulgaria. Ieri il ministro degli esteri italiano si è incontrato anche con il premier Simeon Sakskoburggotski, con il quale ha discusso i progetti relativi al Corridoio 8.


Fonte: "Dnevnik" e "Pari"
Traduzione: Notizie Est - Balcani



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