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Bulgaria: integrazione UE sotto l’ombra dei reattori

14.01.2003 - Sofia

La Corte Suprema Amministrativa ha ribaltato la decisione del Governo in merito alla chiusura dei reattori 3 e 4 della centrale nucleare di Kozloduy nel 2006. E' avvenuto lo scorso 9 gennaio.

La Corte ha agito su richiesta dei parlamentari dell’opposizione di sinistra, guidati dal deputato Lyuben Kornezov. L’Unione europea ha vincolato l’accesso della Bulgaria nell’Unione alla chiusura di questi due reattori, ritenuti non sufficientemente sicuri.

Secondo la Corte, la decisione governativa non terrebbe dovuto conto della strategia per quanto riguarda il settore energetico approvata in passato dal Parlamento. Pur accettando di ribaltare la posizione del Governo in merito alla chiusura dei reattori 3 e 4, la Corte ha invece rifiutato di impugnare nuovamente la chiusura dei reattori 1 e 2, i più vetusti, avvenuta il 31 dicembre del 2002.

Il Governo potrà ricorrere all’appello contro la decisione della Corte entro 14 giorni. E probabilmente lo farà, ha dichiarato il portavoce del Governo Dimitur Tsoney. Lyubomir Todorov, portavoce del Ministero degli esteri, ha aggiunto che la decisione della Corte non é certo definitiva e che sbaglia chi inizia a parlare di uno stallo nel processo di accesso all’UE.

“La Corte salva I reattori 3 e 4 di Kozloduy” titola in prima pagina il quotidiano 'Troud' (10 gennaio), “Il Governo deve riaprire il capitolo energia” fa eco 'Monitor' commentando che ora i tempi delle trattative per l’accesso all’UE dovranno essere rinegoziati perché il Governo non ha tenuto conto del mandato datogli dal Parlamento. “I magistrati in guerra con Bruxelles”, titola invece il quotidiano 'Sega'.

Il Partito socialista bulgaro ha dichiarato che la crisi istituzionale in atto é risolvibile solo se si riapre la questione energia a Bruxelles. I negoziati della Bulgaria in merito erano stati chiusi alla fine del 2002.

“Non cambiamo opinione. Le unità 3 e 4 della centrale di Kozloduy sono in cattivo stato e non possono essere modernizzate. Per questo devono essere chiuse”, ha dichiarato Gilles Gantelet, portavoce del Commissario UE per l’energia ed i trasporti Loyola de Palacio.

Secondo un sondaggio realizzato dall’agenzia bulgara 'Scala' e riportato dal quotidiano 'Segà, il 50% dei bulgari si dichiara pronto ad accettare una dilazione nel tempo dell’entrata nell’UE pur che il Paese non sia obbligato alla chiusura dei due reattori. Intanto il Ministro degli esteri Salomon Passy dichiara fiducioso: “La Corte ritornerà sui suoi passi ed il capitolo energia non verrà riaperto”.


Autore: Tanya Mangalakova
Fonte: Osservatorio sui Balcani


Per approfondire: Notizie di Economia



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