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Bulgaria: secondo i sociologi é nato l' “homo post-totalitarius”

10.12.2002 - Sofia

Il periodo di transizione in Bulgaria, iniziato con la caduta del regime comunista di Todor Zhivkov il 10 novembre 1989, si é ormai concluso, generando un nuovo tipo di cittadino, l' “homo postotalitarius”, secondo i sociologi bulgari, che hanno preso parte a una discussione organizzata a Sofia dall'Istituto per lo studio dei valori sociali Ivan Hadgijski. Appena qualche anno fa sarebbe stato da fantascienza pensare che l'ex satellite bulgaro dell'Unione Sovietica, avrebbe chiuso il 2002 con in tasca l'invito a entrare nella Nato e un accordo quasi completo sul complesso capitolo “Energia” nei negoziati per entrare nell'Unione europea.

Sono tre le prove, secondo il sociologo Andrei Raychev, che il periodo di trasformazione é già finito. In primo luogo ormai si é concluso, in Bulgaria, il processo di differenziazione e di maturazione delle diverse classi sociali. La politica, in secondo luogo, si é emancipata, diventando un settore autonomo nella vita sociale. Negli “anni ruggenti” della democrazia, infatti, i rapporti tra l'Unione delle forze democratiche (UFD, il principale antagonista dell'ex partito comunista dopo il 1989) e il Partito socialista bulgaro (Psb, gli ex comunisti) erano a livello di rapporti tra la gente della strada, mentre adesso ormai si tratta di rapporti tra elite politiche. La terza prova é che i miti, inevitabili e addirittura indispensabili nei periodi di transizione di una società, sono ormai storia: nessuno crede alla “bacchetta magica” del capitalismo, ai “bei tempi” del comunismo e al ritorno dell'ex re. I bulgari del 2003 comunque, concordano i sociologi, hanno una radicata consapevolezza che non si torna indietro.

Un altro sociologo, Peter Emil Mitev, evidenzia che é ormai presente in Bulgaria la tipologia dei 'nuovi giovanì, il cui fulcro non é più lo Stato, ma la società. “La creatura della transizione - afferma Mitev - é una persona ormai emancipata, di spirito mercantile, disposta a inserirsi nell'Unione europea. Preferisce lavorare in un'impresa privata, ritiene normalissimo convivere con una donna senza matrimonio, si interessa di politica soltanto se riguarda questioni di business, ha un atteggiamento filo atlantico e filo europeo ed é disposta a voltare subito le spalle ai simboli nazionali”. I sociologi bulgari sono unanimi: una delle caratteristiche più significative della fine della transizione é l'apparizione sulla scena politica di un terzo “giocatore”. Questo non vuol dire che l'Ufd e il Psb non vinceranno più alle elezioni, ma sicuramente non potranno mai più ottenere oltre il 60% dei voti.


Fonte: ANSA




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