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Bulgaria: un’altra bomba

14.10.2002 - Sofia

“Sofia come Beirut durante la guerra”, titolava il quotidiano 'Troud', riferendosi all’esplosione di un’autobomba poco distante dal Ministero degli interni avvenuta lo scorso 9 ottobre. Deceduta una donna nella cui auto era stato nascosto l’espolosivo.
L’episodio è avvenuto in pieno centro, alle 8 del mattino. Poco distante, decine di ragazzini si stavano recando a scuola. Ed infatti è stato panico tra i genitori che si sono immediatamente recati sul luogo dell’esplosione.

L’attentato, probabilmente un’ammonizione della malavita bulgara alla polizia della capitale, è stata la notizia principale riportata da tutti i quotidiani. Molti hanno anche pubblicato degli approfondimenti e dossier sull’entità ed il peso della criminalità in bulgara in questi ultimi anni.

Secondo 'Troud' l’attentato è stato il più violento ed impudente tra le esplosioni che hanno costellato purtroppo la capitale Sofia negli ultimi dieci anni. “I gangster si prendono gioco della polizia”, “La nostra capitale: una città di frontiera”, sono i titoli emblematici degli articoli. 'Troud' sottolinea come sembra che la malavita bulgara non sia assolutamente preoccupata del giro di vite dato dalle autorità nei propri confronti. Le retate della polizia nel sottobosco della capitale hanno infatti catturato solo pesci piccoli ed anzi sembra che vi sia un clima sempre più di sfida nei confronti di chi si dovrebbe occupare di garantire l’ordine pubblico.

'Troud', quotidiano con la maggiore tiratura in Bulgaria, sottolinea come già nell’agosto scorso, quando in 52 ore di fuoco nella capitale rimasero sull’asfalto 7 persone, c’era chi ipotizzava l’inizio di una nuova guerra tra bande rivali. E le statistiche sugli attentati, esplosioni, sparatorie in questi ultimi dieci anni sono drammatiche. Nel solo 1994-95 sono esplosi a Sofia 374 ordigni esplosivi. Quest’anno sono già stati 97 gli attentati dinamitardi.

“Terrore! 2 milioni di persone vittime della criminalità”, riporta il quotidiano '24 Chassa', citando i risultati di un’inchiesta condotta dal National Public Opinion Research Centre. “Circa 390.000 persone, cioè il 6% dei bulgari, affermano che sono state ripetutamente vittime della criminalità tra il marzo e l’agosto del 2002. 910.000 invece affermano che nello stesso periodo sono stati vittime di atti criminali almeno una volta.

Il terrore è imposto da una minoranza su di una maggioranza – si afferma nel quotidiano – e la cosa dura oramai da più di dieci anni”.
Dall’inchiesta emergono altri dati. Il 46% delle vittime non hanno fatto denuncia alla polizia ed il 57% ha dichiarato di non approvare le modalità attraverso le quali la polizia impone la legge.

In seguito a questi nuovi avvenimenti criminosi le 'Forze democratiche unite', coalizione attualmente all’opposizione, ha richiesto al Ministro degli interni di dare una spiegazione in merito a ciò che era avvenuto. Quest’ultimo ha rifiutato, rilasciando però alcune interviste, criticate da molti media, nelle quali affermava che in realtà la criminalità in questo periodo in Bulgaria sarebbe diminuita.


Autore: Tanya Mangalakova
Fonte: Osservatorio sui Balcani




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