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Enrico Damiani, sessant’anni di studi slavi

27.09.2002 - Napoli

In memoria di Enrico Damiani, grande studioso di letteratura russa, polacca e bulgara, traduttore e saggista, il comparto di studi slavi dell’università «L’Orientale» di Napoli organizza, da oggi a lunedì, un convegno internazionale dalla doppia valenza. La prima, più evidente e dichiarata, é la celebrazione di una figura di erudito e filologo raffinatissima e del tutto fuori dal comune. Grande esperto di letterature slave, Damiani ne fu libero docente prima a Roma, dal 1931, poi all’Istituto Universitario Orientale di Napoli, dove ispirò, giusto sessant’anni fa, l’istituzione di due cattedre, di bulgaro e polacco, prima presenti solo in forma di lettorato. Toccherà alla studiosa Jolanta Zurawska introdurre, stamattina, la discussione sul ruolo di autentico ambasciatore culturale svolto da Damiani.

«Lo chiamavano ”l’instancabile Damiani” per la sua assiduutà nel lavoro intellettuale rivelatasi fin da quando, nel 1922, giovanissimo, fece un viaggio in Polonia e, un anno e mezzo dopo, fu già in grado di produrre traduzioni di altissimo livello» dice la slavista. «Credeva fermamente nella lega delle nazioni e nella pace, e voleva portare anche le piccole patrie e i piccoli popoli nell’alveo delle letterature europee. A lui si devono anche le migliori traduzioni dalle letterature slave, di autori come il poeta rinascimentale Jan Kochanowski e di moltissima prosa».

La seconda valenza del convegno, cui interverranno anche gli ambasciatori polacco e bulgaro in Italia, é più sommessa, non esplicitata ma non meno importante. «Celebrando la figura di Damiani» dice Jolanta Zurawska «noi slavisti vogliamo anche difendere una tradizione gloriosa di studi che rischia di essere soffocata nell’assetto previsto dalla riforma, se non di scomparire addirittura. Da quando l’Istituto Universitario ha mutato la sua denominazione ne ”L’Orientale” si é avviato una sorta di marginalizzazione dei nostri studi. Il dipartimento sull’Europa orientale esiste ancora, ma il corso di studi in lingue dell’Europa orientale é stato assorbito dal corso di letterature comparate», annota preoccupata la studiosa. Nel nome di Enrico Damiani, dunque, il passato degli studi di slavistica a Napoli tenterà di saldarsi alla prospettiva di un futuro all’altezza di tanto prestigio. E che sia in grado di salvaguardare anche le prospettive occupazionali dei laureati in slavistica che, da vere mosche bianche, continuano ad avere un ottimo mercato, in Italia e all’estero.


Autore: Titti Marrone
Fonte: Il Mattino




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