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Troppo care le adozioni all’estero, il governo taglia le tariffe

04.09.2002 - Roma

Ancora troppo costoso adottare un bimbo straniero. Una giungla di prezzi che oscillano tra 5-8 mila euro mila euro, limite ragionevole, con punte esose fino a 25 mila euro. L’unico arbitro non può essere il mercato, così é scattata un’iniziativa calmieratrice. Proprio ieri gli enti autorizzati dal governo a gestire le pratiche per conto delle famiglie hanno ricevuto l’indicazione di tagliare le tariffe. Una tabella propone il tetto massimo di spesa. Le cifre variano a seconda dei Paesi di provenienza dei piccoli. Qualche esempio. Non più di 6.300 euro per un ucraino, 4.700 per un albanese, circa 9.000 per un ungherese o un polacco, 4.200 per un haitiano, 5.600 altrettanti per un marocchino. Per abbracciare un orfano della Moldavia, la terra più povera d’Europa, bisognerà sborsare 7.600 euro. E così via. Malgrado il taglio, molti prezzi ribassati appaiono eccessivi. Specie nell’Est europeo dove operano avvocati non proprio seri che richiedono onorari esagerati.

Melita Cavallo, presidente della Commissione adozioni internazionali, non ammette scuse: «Abbiamo svolto un’indagine molto accurata presso le nostre ambasciate all’estero e le sedi diplomatiche straniere in Italia per conoscere le parcelle per traduzioni, avvocati, interpreti, accompagnatori. Intervistate coppie che avevano ricevuto l’autorizzazione a realizzare l’adozione per conto proprio. Ne risulta che gli enti chiedono cifre inaccettabili specie per le spese generali, come affitto, segreteria, utenze, personale. Si va da un minimo di 155 euro a un massimo di 3.600. Credo che ci siano diversi spazi per ridurre».

La relazione che introduce le tabelle descrive una situazione di sofferenza per gli aspiranti genitori. I prezzi sono «spesso eccessivi» e l’effetto é quello di «discriminare le coppie meno abbienti che invece dal punto di vista affettivo sono molto valide e accettano più facilmente i bambini grandicelli o con problemi di salute». Nel 2001 sono state dichiarate idonee dai tribunali per i minorenni ben 7.041 coppie ma solo in 1.470 sono riuscite a coronare il loro sogno «ed é legittimo ritenere che il motivo economico sia stato uno degli ostacoli. É giunta notizia di genitori che hanno contratto mutui, venduto oggetti preziosi, chiesto prestiti a parenti, ottenuto dalle banche mutui agevolati».

E pensare che uno dei motivi per cui, dal novembre del 2000, fu stabilito che le adozioni fossero realizzate solo attraverso gli enti iscritte ad un albo (la fine del fai da te) é stato quello di evitare il caro-adozioni. Secondo la relazione «le modalità operative seguite dagli enti non sono sempre rispettose del principio dell’economicità e sobrietà che si addicono ad organizzazioni non lucrative. Possono essere individuate aree di risparmio». Indice puntato sulle parcelle dei referenti all’estero (avvocati, intermediari) che sempre più spesso pretendono 4000 euro per le loro prestazioni anche se i livelli di reddito dei Paesi sono bassi. La Cavallo raccomanda agli enti di non cedere al ricatto, di «mantenere una deontologia professionale» e di non tollerare il «malcostume».

Da novembre 2000 allo scorso marzo sono entrati in Italia 2.595 stranieri. Nella classifica dei Paesi di origine, al primo posto svetta l’Ucraina con 636 bimbi presi dagli istituti, il 24% del totale, Seguono Colombia, Bulgaria, Russia, Romania e India, quindi Brasile, Bielorussia. La parte del leone é interpretata dall’Est europeo. A giugno sono state però bloccate le pratiche con l’Ucraina. Mancavano garanzie di trasparenza circa il meccanismo di assegnazione degli inconsapevoli ospiti degli orfanotrofi. Odioso mercanteggiare. Il decreto di sospensione dipinge una triste realtà: «le coppie sono chiamate a scegliere il bambino su cataloghi con foto sfocate e di vecchia data».


Fonte: Corriere della Sera




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