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L’ultimo addio a Katia Paskaleva

25.07.2002 - Sofia

In questi giorni ci ha lasciati per sempre la nota attrice bulgara Katia Paskaleva. In occasione del suo decesso, l’Unione degli attori bulgari ha scritto nel proprio comunicato: “35 anni della sua vita consacrati al teatro ed al cinema bulgaro, una dedica a milioni di spettatori che la amavano ed ai quali si era donata.”

Apparsa sulla scena celeste, è rimasta nei nostri cuori come Maria dal “Koziat rog”. Katia Paskaleva non si offendeva quando alcuni collegavano il suo nome al ruolo avuto nel film di Metodi Andonov; affermava che le piaceva che “Koziat rog” fosse sopravvissuto nel tempo e che non tramontasse mai.

Katia Paskaleva è nata a Petrich il 18 settembre1945, si è laureata presso l’Istituto Teatrale di Plovdiv nella classe di Metodi Andonov. I suoi compagni di studi sono stati Stefan Danailov, Ilia Dobrev e Stefan Mavrodiev. Debutta nel cinema nel 1967 con una piccola parte nel film “Otklonenie”. Ha lavorato presso i teatri nelle città di Dobrich, Pazardzik - definito stato il suo periodo più bello -, Plovdiv, Sofia (Teatro drammatico “Sofia”, e dopo il 1985 nel Teatro Statale di Satira “Aleko Konstantinov”).

In un’intervista, rilasciata al giornale “Democrazia” circa un anno fa, alla domanda “Ci sono delle cose che Lei rimpiange della sua vita?”, rispose così: “ Ci sono parecchie cose, certamente. Però soprattutto sempre cerco la ragione e la colpa in me stessa. Eppure per quanto riguarda la mia vita, ho un gran dispiacere, di averla vissuta in modo limitativo, quando dovevo vivere secondo certi schemi – parlo del sistema, nel quale sono trascorsi 2/3 dalla mia vita. Per questa ragione non si è sviluppata una grande fiducia in me stessa, nemmeno la possibilità di controllare le cose che mi circondano. Talvolta mi accorgo di guardarmi intorno e di non credere in me stessa. Ci sono momenti nei quali ho bisogno che qualcuno mi dica che devo fare – ecco, questi sono danni irreparabili per la mia natura, fino ad un certo punto devastata dal modo di vivere che ci era imposto.”


Fonte: Standart & netinfo.bg
Traduzione: Dessislava Petkova




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