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Le Ong contro il sostegno Sace al nucleare in Romania

16.07.2002

Oggi gli esperti della Commissione Europea si riuniscono a Bruxelles per valutare il rapporto sulla sicurezza del secondo reattore dell'impianto nucleare di Cernavoda in Romania, per cui l'Euratom, l'agenzia nucleare europea, sta considerando la concessione di un prestito di 237 milioni di Euro. Il rapporto é stato commissionato, insieme ad altre tre analisi su questioni ambientali, economiche e finanziarie concernenti il progetto, dal programma TACIS della Commissione. Le Ong internazionali, tra cui la Campagna per la riforma della Banca mondiale, hanno richiesto la pubblicazione dei quattro studi sin dall'inizio dell'anno. Purtroppo hanno ricevuto soltanto vaghe promesse dal Commissario Verhueghen e nessuna risposta dal Presidente Prodi.

All'inizio del 2001 l'Ansaldo Energia ha richiesto alla SACE, assicuratore pubblico italiano, la concessione di una garanzia di 150 milioni di Euro contro i rischi commerciali e politici associati alle sue operazioni all'interno del progetto nucleare.

La Campagna per la riforma della Banca mondiale ha ottenuto evidenza della mancata notifica da parte del governo rumeno al governo della Bulgaria della sua intenzione di procedere con il progetto e la preparazione dello studio di VIA, in palese violazione dell'articolo 3 della Convenzione di Espoo sulla valutazione di impatto ambientale in un contesto transfrontaliero, che é stata ratificata dai due paesi ed é entrata in vigore a livello internazionale nel 1997. La Romania ha tutto l'interesse a mantenere segreti i suoi piani, volendo produrre nuova energia elettrica per export proprio verso l'Italia e l'Unione Europea in competizione con la Bulgaria.

"Con la concessione della garanzia SACE", ha commentato Antonio Tricarico della Campagna, "il governo italiano si renderebbe corresponsabile della violazione del diritto internazionale da parte del governo rumeno. Se poi l'assicurato avrà problemi in Romania, il governo si troverebbe a dover indennizzare con i soldi dei contribuenti l'Ansaldo, tramite la SACE".

La SACE ha iniziato la revisione ambientale del progetto nel marzo 2002 basandosi sullo studio ambientale dell'Euratom e senza aspettare che il governo rumeno finalizzasse il suo studio di valutazione di impatto ambientale, per altro ancora in corso. Secondo la legge ambientale rumena, le popolazioni locali interessate dal progetto devono essere consultate pubblicamente una volta che lo studio sugli impatti ambientali é completato.

"È inaccettabile", ha aggiunto Tricarico, "che i contribuenti italiani paghino uno studio ambientale con i fondi della Commissione Europea e non lo possano neanche consultare. Quindi, paghino la SACE affinché questa riveda tale documento e poi non siano interpellati riguardo la loro opinione sul rischioso e costoso progetto nucleare. Intanto la fretta di far contente l'Ansaldo e la lobby nucleare sta spingendo il governo rumeno a violare la sua legislazione ambientale non informando le popolazioni locali sul progetto".

Lo scorso 5 giugno il Sole 24 Ore ha reso pubblico il risultato del sondaggio effettuato da Quadra sull'atteggiamento degli italiani sull'energia nucleare a 15 anni dal referendum. "Chiaramente 3 italiani su 4 hanno espresso la loro opposizione alle operazioni di imprese italiane all'estero per la realizzazione di nuovi impianti nucleari. é singolare che il governo Berlusconi, così attento ai sondaggi ed alle opinioni dell'elettorato, tiri dritto pensando soltanto agli interessi dell'Ansaldo e non si degni di consultare la società civile sul progetto. Certo, sarebbe un po’ difficile spiegare che il sostegno pubblico di SACE al progetto serve per assicurarsi nuovo import di energia nucleare, lasciando tutti i rischi collegati ai poveri rumeni".


Fonte: clorofilla.it


Per approfondire: Notizie di Economia



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