Home | Notizie | Forum | Club | Cerca 
Subscribe
Share/Save/Bookmark

Bulgaro
     
         Utente: non registrato, entra
  


L’economista rivoltoso che ha fatto uscire dai gangheri pure il FMI

17.07.2002 - Sofia

Testa calda, eretico, disertore, persona pericolosa, Robin Hood al contrario, spirito libero, gigante fra gli economisti – questi sono solo alcuni degli epiteti, con i quali la stampa definisce il 59-enne Premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz. Periodicamente, il suo nome compare, anzi, esplode sulle pagine dei giornali regionali ed internazionali, da quando nel 1999 ha dovuto dare le dimissioni da chief economist della Banca Mondiale dietro le pressioni dell’allora ministro delle finanze statunitense Larry Samars. “Per non permettere che mi mettano la museruola”, ha detto Stiglitz. All’inizio di questo mese Reuters, Financial Times, Washington Post ed Economist hanno presentato l’ultimo scandaloso libro di Stiglitz, “La globalizzazione e i suoi malcontenti” (Globalization and its discontents, 2002). Lo scandalo è stato provocato da Ken Rogoff, chief economist del FMI, anche lui rispettato professore di economia con brillante carriera accademica che ha scelto l’occasione per attaccare Stiglitz. Il FMI ha deciso di far pagare all’economista rivoluzionario i vecchi conti. Il risultato? Che anche chi non aveva mai sentito parlare di Stiglitz finora, ha dimostrato interesse verso la sua persona.

Chi è Joseph Stiglitz?

Sul biglietto di visita c’è scritto:
Professore,
Facoltà di economia
Columbia University
1022 International Affaire Building
420 West 118th Street
New York, NY 10027, USA
Tel: 1-212-854-0671
Fax: 1-212-662-8474
e-mail: jes322@columbia.edu

Nato nel 1943 a Gary, Indiana (luogo di nascita anche di Paul Samuelson (1)), diplomato al Amherst College, Massachusetts nel 1964, PhD nel MIT (Massachusetts Institute of Technology) nel 1967. Stiglitz diventa professore al MIT all’età di 26 anni. La sua carriera universitaria continua nelle più prestigiose università degli Stati Uniti – Oxford, Yale, Princeton, Stanford e negli ultimi anni alla Colombia University di New York.

Nel 1979 viene premiato con la medaglia “John Bates Clark” (2). Membro dell’Accademia delle scienze americana, dell’Accademia delle Belle Arti americana, della Società americana dell’Econometria, corrispondente associato dell’Accademia delle scienze britannica, membro onorario di diverse università europee.

Il maggior riconoscimento gli viene attribuito nel 2001: l’Accademia delle scienze svedese assegna a Stiglitz, insieme a Akerlof e Spence il Premio Nobel per l’economia “per le analisi del funzionamento dei mercati in presenza di asimmetrie informative”. Si dice che i tre pongono le basi di una nuova branca dell’economia, l’economia dell’informazione che porta al cambiamento dei paradigmi dell’economia, come quelli dell’equilibrio generale e il modello di Arrow e Debreu (3).

Nel 1993 Stiglitz si trasferisce a Washington e diventa presidente del Comitato dei consiglieri economici del presidente Clinton. Dietro la sua assistenza nel 1997 il ministero delle finanze effettua la prima emissione di titoli di Stato americano indicizzati al tasso di inflazione (chi conosce la Casa Bianca dice che questa emissione era stata osteggiata dell’allora vice ministro delle Finanze Larry Samars).

Nel 1997 Stiglitz diventa vice presidente della Banca Mondiale nel settore dello sviluppo e chief economist. Critica pubblicamente e severamente le misure di stabilità imposte dal FMI in Thailandia, Indonesia e Corea. Secondo lui il Fondo costringe i paesi ad una politica fiscale troppo restrittiva e a tassi di interesse troppo alti. Quando si è in condizioni di crisi queste politiche portano a fallimenti e escalation sociale.

Infatti, Stiglitz dà le dimissioni dalla Banca Mondiale con la seguente lettera: “…Mi chiedo dove e come potrei con maggior successo continuare a perseguire gli obiettivi di ridurre la povertà e di stimolare la crescita…credo che in questa fase io possa essere più efficace se in grado di esprimermi fuori dai doveri ed impegni istituzionali della banca…”.
…..
Stiglitz può essere visto come ideologo della “terza via”. Poiché i mercati sono imperfetti, lo stato ha un ruolo fondamentale nella loro regolamentazione e nella garanzia di una cornice istituzionale per il loro funzionamento, sia a livello nazionale che mondiale.

La globalizzazione

Nel suo ultimo libro “La globalizzazione e i suoi malcontenti” Stiglitz afferma:

· La globalizzazione è stata molto utile per alcuni paesi in via di sviluppo, ma non per tutti. I paesi che maggiormente ne hanno tratto beneficio, tipicamente i paesi dell’Est Asiatico, sono i paesi che hanno mantenuto strettamente il controllo sulla liberalizzazione delle proprie economie, evitando di seguire ciecamente i consigli esterni.
· La politica economica che viene prescritta ai paesi in via di sviluppo e ai paesi in transizione si basa esclusivamente sull’ideologia del libero mercato, che Stiglitz definisce con il termine “integralismo di mercato”.
· Il sistema economico mondiale funziona secondo le regole dei paesi ricchi che ne beneficiano maggiormente .
· Nell’ambito del commercio internazionale i paesi ricchi applicano un doppio standard. Mentre da un lato fanno pressioni sui paesi poveri al fine di liberalizzare il commercio estero ed eliminare i sussidi, dall’altro gli stessi paesi ricchi mantengono le barriere commerciali sui prodotti dove i poveri potrebbero avere qualche vantaggio. Dopo il termine del Uruguay Round (1994) per esempio l’Africa, la regione più povera del mondo, è rimasta perdente. L’indice dei prezzi all’esportazione del continente nero è diminuito del 2%.
· Il ruolo delle istituzioni finanziarie internazionali dovrebbe essere quello di consulente ai paesi in via di sviluppo in materia di politica economica, evitando di fornire ricette univoche. Il consulente dovrebbe tracciare le alternative, mettere in guardia sulle incognite e lasciare alla politica interna di ogni paese coinvolto decidere la strada concreta da percorrere.
· Lo sviluppo economico e la transizione degli ex paesi comunisti è un fallimento. Era possibile intraprendere una via alternativa e l’esperienza della Cina ne è la prova.

Stiglitz suggerisce l’utilità di una riforma delle istituzioni finanziarie internazionali dove i paesi in via di sviluppo dovrebbero essere maggiormente rappresentati. Difficilmente una simile riforma possa essere gradita ai paesi del G-7. Tuttavia, anche se questo dovesse succedere, la Bulgaria non ne usufruirebbe mai. Non dimentichiamoci che nel recente passato (2000) il Governo bulgaro ha rinunciato ai suoi diritti di azionista della Banca Mondiale, che avrebbero reso possibile porre la domanda del perché la Banca Mondiale non ha osservato gli impegni presi nei confronti della Bulgaria con il suo piano strategico 1998-2001. Al posto della legittima domanda la Banca Mondiale ha ricevuto una lettera di sudditanza. Come risultato l’ attuale piano per la Bulgaria promette gli stessi progetti e le stesse risorse di 4 anni fa.

La transizione

Secondo Stiglitz la shock therapy è un fallimento completo. (…)
Come esempio Stiglitz traccia un confronto fra la Cina e la Russia. Mentre nel periodo 1989-1999 la Cina mantiene tassi di crescita alti e stabili, riducendo la povertà, l’economia russa è crollata e il tasso di povertà è aumentato dal 2 al 50%. Una delle ragioni, secondo Stiglitz, è la politica di privatizzazione selvaggia, che ha portato alla distruzione di capitale sociale ed organizzativo prima ancora che fosse stata creata una cornice istituzionale e legislativa necessaria per un’economia di mercato. La privatizzazione russa ha portato per esempio all’introduzione nel lessico comune di termini come asset stripping (4).

Sono poche le critiche indirizzate a Stiglitz. Qualcuno (J. Bradford DeLong, Università di Berkeley) si è mostrato sinceramente sorpreso:
“Nuova terminologia? Asset stripping è un’attività che ha lunga e gloriosa storia. Da dove pensa Stiglitz che arrivino i capitali iniziali dell’Università di Stanford (dove Stiglitz è stato professore per lunghi anni)? Dalle attività delle Southern Pacific Railroad tracks svendute dal manager di allora Leland Stanford alla fine della Guerra civile”.

Critiche più costruttive vengono dagli economisti polacchi Dabrowski, Gomulka and Rostowski che mostrano, nel loro lavoro “Da dove viene la Riforma? Critica al punto di vista di Stiglitz”, che la visione di Stiglitz è completamente sbagliata in quanto:
· Interpreta in maniera non corretta la realtà cinese;
· Descrive in maniera errata i fatti della transizione russa;
· Ignora i successi e le conclusione del “terzo modello della transizione”, effettuato in Polonia, Estonia ed Ungheria.

Perché viene in Bulgaria?

Il Prof. Stiglitz è fondatore e direttore esecutivo dell’Iniziativa per il dialogo sui temi di politica economica, un’organizzazione senza scopo di lucro con sede alla Colombia University di New York. L’iniziativa offre alternative alle riforme economiche che non credono nella perfezione del mercato ed analisi della globalizzazione con i suoi punti di favore ma anche insuccessi. Nel quadro di questa iniziativa Stiglitz e il suo staff organizzano incontri con diversi paesi: dopo la Bulgaria Stiglitz si recherà in Vietnam, Nigeria, Etiopia, Filippine e Serbia.

Se avessi la possibilità

Chiederei al prof. Stiglitz come avrebbe funzionato la sua strategia per la stabilizzazione di un paese in crisi sfruttando le politiche fiscali e monetarie espansive (così come fanno i paesi sviluppati). La politica fiscale espansiva è legata all’aumento del deficit pubblico. Per finanziarlo, il governo dovrebbe ricorrere al mercato dei capitali internazionali chiuso per i paesi in crisi; oppure dovrebbe ricorrere al finanziamento interno facendo crescere i tassi di interesse, stampando moneta e minando la fiducia già compromessa. La conclusione forse è che i paesi in via di sviluppo, per i quali i capitali internazionali non sono disponibili, debbano rinunciare alle politiche di stabilizzazione normalmente utilizzate dai paesi ricchi?

______________

Note del traduttore:

(1) Paul Samuelson è considerato uno degli economisti più influenti del millennio insieme a colossi del calibro di Adam Smith, Karl Marx, John Maynard Keynes. Nato nel 1915, l’ex bambino prodigio dell’Università di Harvard si laureò sotto la guida di Schumpeter e Leontief. In macroeconomia è conosciuto per suo contributo allo sviluppo della teoria neoclassica e alla sintesi neo-keynesiana. Chi esce dalle aule di economia lo conosce per la curva di Phillips, il modello di Solow, di cui era coautore, le funzioni sociali del welfare, la teoria della produzione etc.
Premio Nobel per l’economia nel 1970.

(2) John Bates Clark Medal è la medaglia istituita nel 1947 dall’Associazione Americana di Economia che viene assegnata ogni due anni al più promettente economista americano, che “prima di compiere 40 anni di età, ha dato un contributo significativo al pensiero economico”. La medaglia prende il nome dall’economista neoclassico John Bates Clark ed è considerata il secondo premio economico più importante dopo il Premio Nobel. Tra i premiati, Paul Samuelson, Milton Friedman, James Tobin, Kenneth Arrow, Robert Solow, Franklin Fisher.

(3) Il modello di Arrow e Debreu (1954) presuppone che tutti gli agenti del mercato possiedono la stessa quantità e qualità di informazione. In queste condizioni il mercato porta ad un’efficiente riallocazione ed utilizzo delle risorse. Le analisi dei tre economisti dimostrano che in realtà gli agenti del mercato non possiedono la stessa informazione e questo porta ad un radicale cambiamento delle conclusioni della teoria neoclassica dell’equilibrio. Utilizzando la famosa metafora di Adam Smith, Stiglitz conclude che le ragioni per le quali la mano di Smith è invisibile è forse perché questa non esiste affatto. L’asimmetria dell’informazione porta a fallimenti del mercato che esigono l’intervento dello stato per correggerli.

(4) Asset stripping è un termine finanziario che sta per indicare la vendita sottocosto di attività aziendale (proprietà immobiliari, macchinari, contratti particolari, partecipazioni in società controllate e collegate) a persone terze compiacenti che porta all’impoverimento dell’azienda.


Autore: Ljubomir Hristov
Fonte: Kapital N°28
Traduzione: Milena Kotzeva


Per approfondire: Notizie di Economia



Commenta questa notizia



Notizie

21.07.2002Hristo Jivkov si racconta: «Da Olmi a Marco, due grandi maestri»
21.07.2002Bulgara, finta sposa, espulsa dall’Italia
20.07.2002Ocse e UE: «Basta fondi pubblici, da oggi solo investimenti privati»
17.07.2002L’economista rivoltoso che ha fatto uscire dai gangheri pure il FMI
16.07.2002Le Ong contro il sostegno Sace al nucleare in Romania
16.07.2002Un premier nel pallone
15.07.2002Ministro Esteri della Bulgaria a Milano: conferenza stampa al bar



Follow Bulgaria-Italia on Twitter  Follow Bulgaria-Italia on YouTube   Follow Bulgaria-Italia on LinkedIn

Ultime Notizie
 

Conoscere la Bulgaria
  Arte e Cultura Città e Località Economia Folklore Informazioni Politica e Governo Società Turismo

Notizie
  Temi Speciali Autori News Feeds (rss) Media bulgari (english)