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“Alumina” sta morendo e con lei anche Shumen

10.06.2002 - Shumen

“I tuoi due figli ti chiedono la paghetta, e tu non sei in grado di dargliela. E questo si ripete da giorni, tutti i giorni. Non mi ricordo più da quanto tempo. Ci tolgono l’elettricità, ci staccano il telefono. Non tento neanche a spiegargli, tanto migliaia di persone sono nella stessa situazione. Vorrei soltanto che questo incubo finisse, altrimenti siamo finiti noi.”
I pensieri sono di un uomo cinquantenne. Non nasconde le lacrime, nonostante i 100 kg di statura. E’ pronto a tutto per tirare fuori da questo inferno la propria famiglia. Ne specifica cosa è questo “tutto”. R.S. è uno dei circa 860 cittadini di Shumen, che lavorano per l’ex gigante dell’alluminio “Alumina”. La società è vicina al fallimento e il ministro Nikolai Vassilev ha urgentemente convocato il Consiglio di Amministrazione a Sofia. “Se queste 860 persone rimangono per strada, Shumen morirà. Dietro ad ognuno di loro ci sono almeno altri due destini umani, contate anche loro”, aggiunge R.S.

Il dramma della privatizzazione dell’Alumina, trasformata in Alcomet, è diventata parte di lui. Tiene in mano i 100 leva (50 euro circa) che ha ricevuto ieri mattina insieme agli altri colleghi. Questa è una parte dello stipendio dei mesi precedenti. E’ preoccupato, perché ieri, andando in fabbrica, ha visto dei bancari che facevano un elenco delle proprietà.
“E’ da stamattina che sono in azienda. Ci hanno detto che sono dalla Raiffeisenbank e dalla “Bulgaria invest”, ha detto l’operaio. Dicono che si tratta di crediti in sofferenza.
Dal 17 maggio Alcomet è senza gas ed elettricità, tutti i metallurgici sono in ferie “forzate”.

Il primo blocco della produzione è datata 14 febbraio. Il 29 maggio Fikret Kusudju, consigliere di amministrazione, nonché rappresentate dell’azionista “Faf metal”, ha indetto una conferenza stampa. Kusudju ha dichiarato la messa in amministrazione controllata della società. Secondo il turco alcuni giorni prima gli azionisti della holding industriale “Bulgaria”, comproprietari della Faf metal, con i quali gestivano insieme la società, hanno venduto segretamente le loro azioni alla società off-shore “Oracle management”.
“Non siamo in grado di individuare i nostri nuovi partner”, ha dichiarato davanti ai giornalisti, “stiamo salvando l’azienda con le nostre risorse”.
All’improvviso “Bulgaria” smette di controfirmare la documentazione e, secondo il patto parasociale, neanche una fattura di 5 leva può essere convalidata senza la doppia firma dei proprietari.
“Non ci interessano i loro problemi, che si mettano d’accordo fra di loro, dove sono i nostri soldi?”, protestano gli operai. E ricordano il 13 settembre del 1999, la data della privatizzazione della loro azienda. A sorpresa, solo due mesi dopo, in novembre del ’99, i nuovo azionisti invitano “Bulgaria” come partner. Il capitale è stato aumentato e gli investitori di “Bulgaria” 1 apportano circa 3,5 milioni di dollari.

Il RMD 2 diminuisce la quota di partecipazione dall’8% allo 0,8%, lo Stato mantiene circa il 6% di partecipazione. Successivamente lo Stato cede le proprie azioni, rimanendo nel Consiglio di Amministrazione.

I debiti di Alcomet ammontano a circa 38 milioni di dollari.

NdT

(1) La holding industriale “Bulgaria” è l’ex fondo di privatizzazione Bulgaria, nato con la Legge sulla privatizzazione nel 1996. Attualmente la holding detiene partecipazioni, quasi sempre di maggioranza, in 15 aziende privatizzate che vanno dalla produzione di macchine per la lavorazione del legno, alla produzione di cavi, allo Sheraton.

Nel caso di Alcomet, l’esatta composizione azionaria della società rimane nel mistero. La holding dichiara di avere 74% della società, ma il controllo è “insieme ad altre persone”. Lo Stato, con il suo 6% è già uscito, allora si dovrebbe presupporre che il restante 26% sia in mano degli azionisti turchi di Faf metal. Ma allora, esistono forse dei patti parasociali che affievoliscono la maggioranza della holding? Chi prende le decisioni in Alcomet?

(2) Il RMD, secondo la legge sulla privatizzazione bulgara, è la società che unisce gli interessi del management e dei dipendenti della società oggetto di privatizzazione.


Fonte: Standart
Traduzione: Milena Kotseva




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13.06.2002Commento [sonia]

Scusa, Milena, la mia ignoranza ma mi potresti spiegare se sono cose "bulgare" queste o li stiamo importando da qualche parte. Situazioni del genere sono una relativa "novità" per la Bulgaria. A far fallire aziende e lasciare i dipendenti sulla strada c'è già una certa esperienza.
Impara male, o importa bene , la Bulgaria ?

Sonia


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