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Debutta a Padova l'associazione Bulgaria-Italia

25.05.2002 - Padova

Cenerentola d'Europa, paese col più basso reddito pro capite del continente, la Bulgaria rimane per la maggior parte dell'Occidente una incognita tutta da scoprire, misteriosa quasi come quelle voci bulgare che qualche anno fa stupirono il mercato discografico.

Domani, a Padova, i Bulgari cercheranno di farsi conoscere di più: la neonata associazione Italo-Bulgara celebrerà la prima «Giornata della cultura bulgara» collegata ad un festa tradizionale bulgara dedicata alla Istruzione. L'appuntamento è alle 10 a Palazzo Moroni, e continuerà poi per l'intera giornata, con interventi sulla storia bulgara, sulla poesie e la letteratura e pausa gastronomica.

Gli otto milioni di bulgari vivono oggi con un reddito di 5000 euro annui pro capite, meno di un quarto del reddito italiano, ed il paese continua ad avere oltre il 17% di disoccupati ed un Prodotto interno lordo che è fortemente diminuito dal 1990 ad oggi, ed in particolar modo dopo la crisi del 1996, da cui solo ora si comincia ad emergere. Tra tutti i paesi ex-sovietici, la Bulgaria è quella che ha avuto i maggiori problemi ad emergere economicamente dalla crisi generata dal crollo dell' impero. La sua dipendenza economica dalla Russia era totale e in realtà una certa diffidenza diffusa ha impedito l'ingresso di quei capitali stranieri che hanno sostenuto paesi come la Repubblica ceca e l'Ungheria.

Ma quello bulgaro è anche un deficit di conoscenza e questa associazione, allora, è un modo per rialzare la testa, farsi apprezzare, e a far dimenticare quel "bulgaro" usato solo per definire le maggioranze troppo ampie per essere credibili. L'attesa è quella di entrare nella Comunità europea, già nel 2004, e per questo farsi conoscere diventa importante ed anche cercare di avviare, sia pure in piccolo, qualche iniziativa di sostegno al paese in difficoltà. E questo fanno i bulgari che hanno scelto di trasferirsi in Italia. Gli immigrati residenti sono circa settemila, collocati in prevalenza al nord e con una netta maggioranza femminile. I bulgari sembrano essere sfuggiti finora a quel destino di immigrazione clandestina che ha caratterizzato per esempio i rumeni, ed i numeri sono abbastanza bassi, ma confortanti sul piano dell'inserimento lavorativo, anche a buoni livelli. Soprattutto i bulgari italiani hanno trovato spazio nel nord ovest d'Italia e nel centro, mentre minima è la presenza a sud.

L'associazione Bulgaria-Italia tiene i contatti tra questi immigrati e promuove progetti di interventi di solidarietà, per esempio nei confronti dei bambini degli orfanotrofi, che versano in situazioni difficilissime, ma anche punta a informare gli italiani sulle possibilità economiche che offre la Bulgaria. Ed ecco allora che la scelta di Padova come sede di questa prima festa non è casuale.


Autore: Nicolò Menniti-Ippolito
Fonte: Il Mattino di Padova



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