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Imprenditore scomparso, giallo internazionale a Sofia

11.03.2002 - Genova

Adesso la polizia bulgara teme possa essere accaduta una disgrazia, e nei prossimi giorni ha intenzione di interrogare di nuovo a lungo una ragazza di Sofia, forse la sola che può far chiarezza sulla misteriosa scomparsa di Stefano Canali, ligure di 37 anni titolare di un'impresa di trasporti a Nizza, in Costa Azzurra, del quale non si sa più nulla da oltre due mesi.

Un «giallo» internazionale in piena regola su cui indagano tre Procure (Milano, più quelle francese e bulgara) insieme all'Interpol, una complicata storia d'amore e soldi che diventa più inquietante ogni giorno che passa. La donna di 28 anni che sarà presto ascoltata si chiama F.B. ed è la fidanzata, forse sarebbe meglio dire la «ex» fidanzata, di Stefano Canali: gli investigatori bulgari sospettano che sia stata lei ad organizzare la «trappola» di cui l'imprenditore ligure sarebbe rimasto vittima.

L'uomo all'inizio dell'anno aveva denunciato alla polizia il sequestro a scopo di estorsione della ragazza: la giovane bulgara sembrava finita nelle mani di una banda di suoi connazionali, malavitosi esponenti di spicco della mafia locale. Diceva di essere intenzionato a recarsi a Sofia, dove avrebbe dovuto pagare un riscatto per una cifra nell'ordine di alcune decine di milioni di lire. Da allora sembra sparito nel nulla, mentre nei giorni scorsi è ricomparsa a sorpresa - viva, vegeta e sorridente: a Sofia, naturalmente - la sua fidanzata. E Stefano Canali? Secondo i giornali bulgari, che cominciano ad interessarsi del «caso», qualsiasi ipotesi - «anche la più drammatica» - può essere presa in considerazione.

Rintracciata dall'Interpol, F.B. ha negato di essere mai stata rapita: nessun sequestro di persona, nessuna violenza nei confronti suoi o dei due figli avuti da una precedente relazione, come invece aveva raccontato l'imprenditore ligure. Ha detto di non sapere più nulla di Canali da tempo, ma gli investigatori del suo paese non le credono e per il momento l'hanno indagata con l'accusa di estorsione: potrebbe essere stata lei, cioè, ad inscenare il fantomatico rapimento per derubarlo. La polizia ha immediatamente avviato una ricerca per scoprire se e quando l'italiano si è recato Bulgaria, così come aveva garantito, denunciando l'accaduto al commissariato di Ventimiglia.

Negli uffici di polizia della Riviera dei Fiori, l'uomo si era presentato alla fine del dicembre scorso: agli agenti aveva raccontato di voler raggiungere quanto prima la città di Sofia, dove una banda di criminali lo attendeva per pagare il riscatto (diecimila marchi tedeschi, circa cinquemiladuecento euro, più o meno dieci milioni di vecchie lire) e restituirgli la fidanzata.

La notizia del fantomatico rapimento l'aveva ricevuta lui stesso qualche giorno prima attraverso il telefono cellulare, mentre attendeva inutilmente all'aeroporto di Milano Malpensa il rientro della ragazza, che aveva trascorso un breve periodo di vacanza a Sofia. F.B. lo aveva chiamato dicendogli di essere prigioniera insieme ai figli, Stefano Canali ha recuperato il denaro contante ed è partito per la Bulgaria. Scomparendo nel nulla.


Autore: Massimo Calandri
Fonte: La Repubblica [edizione di Genova]




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