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La crisi argentina campanello d'allarme per Sofia

08.01.2002 - Sofia

La Bulgaria, il cui sistema finanziario é stato in parte costruito sul modello argentino, potrebbe essere la prossima vittima di una crisi economico-finanziaria simile a quella del Paese sudamericano. La previsione é di alcuni economisti di Sofia secondo cui la crisi argentina rappresenta un campanello d'allarme per la Bulgaria.

Secondo Ivan Anguelov, esperto dell'Istituto d'Economia presso l'Accademia bulgara delle Scienze, “la Bulgaria potrebbe conoscere la stessa sorte dell'Argentina se il governo di Sofia non prenderà delle contromisure”. A Sofia la crisi Argentina lascia un gusto amaro soprattutto perché nel 1997 la Bulgaria, che era al limite dell'iperinflazione, ha introdotto su consiglio del Fmi un sistema finanziario in base al quale la moneta bulgara é stata ancorata al marco tedesco con una parità di uno ad uno. Con la nascita dell'euro, la parità della divisa bulgara alla moneta unica é stata quella del marco (1,95583). In quell'occasione gli economisti del Fondo Monetario Internazionale avevano mostrato l'esempio dell'Argentina che aveva instaurato la parità del peso con il dollaro nel 1992.

Una comparazione tra l'economia bulgara e quella argentina mostra una serie di similitudini che, in questo momento, non lasciano tranquilli. Come già l'Argentina prima della crisi, oggi la Bulgaria registra un corretto tasso di crescita economica accompagnato da una bassa inflazione, ma ha anche un tasso di disoccupazione record (pari al 17% della popolazione attiva) ed un deficit commerciale in deterioramento. Il mantenimento della parità con la moneta tedesca prima e con l'euro poi ha di fatto richiesto una politica di rigore, mentre la Banca Centrale Bulgara si é vista negare la possibilità di emettere moneta per venire incontro ai bisogni di finanziamento del Paese.

Il sistema, di contro, ha consentito alla Bulgaria di raggiungere una stabilità macroeconomica condannando tuttavia la popolazione, oggi esasperata, ad un elevato e drammatico tasso di povertà. Ora nel Paese si é aperto un dibattito sull'opportunità di sganciare la moneta bulgara dall'euro, nonostante il governo dell'ex re Simeone II, consigliato da numerosi esperti economici formatisi in Occidente, abbia insistito sul fatto che la parità con l'euro sarà mantenuta fino all'ingresso del Paese nell'UE. Sono infatti in molti a non credere che la Bulgaria sia minacciata da una crisi finanziaria visto che il deficit di bilancio nel 2001 é stato di appena l'1,5% del Pil contro il 2,4% registrato dall'Argentina nel 2000.


Fonte: ANSA


Per approfondire: Notizie di Economia



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