Home | Notizie | Forum | Club | Cerca 
Subscribe
Share/Save/Bookmark

Bulgaro
     
         Utente: non registrato, entra
  
Diritti e Business: "Gli italiani in ritardo soprattutto in Est Europa"

15.02.2002

Parla Umberto Musumeci responsabile diritti e business per Amnesty

«L'Italia? Beh, è un po' indietro in questo campo. O meglio le grandi aziende stanno lentamente acquistando la consapevolezza del "rischio diritti umani", ma le medie e piccole non ne vogliono sapere». Umberto Musumeci è il coordinatore della sezione "Mondo economico e diritti umani" di Amnesty Italia e sull'argomento ha curato un volume uscito nel 2001. Da anni visita aziende per certificarne il rispetto degli standard internazionali in fatto di condizioni di lavoro. E il bilancio che traccia è sconfortante: «Soprattutto nell'Est Europa, che è il sud est asiatico degli imprenditori italiani, ho visto situazioni spaventose».

Perché le aziende italiane stentano a valutare preventivamente i rischi di investimento nei paesi che non impongono il rispetto dei diritti umani?

«In realtà, nei grandi gruppi italiani qualcosa sta cambiando. Un esempio? Nel '95 chiedemmo all'Agip, che faceva affari in Nigeria, di intercedere per Ken Saro Wiwa. Incassammo un no, la stessa risposta che ci aveva dato la Shell. Oggi è diverso: stiamo collaborando con l'Eni per riscrivere il codice aziendale di comportamento. Dove continuiamo a trovare un muro è invece nelle piccole aziende, quelle che numerose investono nell'Europa orientale».

I nostri piccoli imprenditori non si sentono toccati dall'esperienza negativa delle società più grandi?

«Semplicemente pensano di potersela cavare a modo loro. Non capiscono che avere come riferimento gli stessi standard che rispetterebbero casa loro farebbe bene a tutti. Che puntare solo sul contenimento dei costi per essere competitivi alla lunga è penalizzante. E invece preferiscono tagliare su tutto ciò che renderebbe più umane le condizioni di lavoro: nelle fabbriche italiane in Bulgaria ho visto bagni impraticabili, orari di lavoro che sarebbe una presa in giro chiamare flessibili, donne in gravidanza licenziate con una scusa. Tutto questo prima o poi si paga».

Lo Stato italiano non può intervenire in alcun modo?

«Una legge che puntava a creare un'authority, un controllo statale sulla correttezza sociale dei prodotti è stata fatta naufragare dalla Confindustria e dal disinteresse di gran parte delle forze politiche, centrosinistra compreso».


Autore: s.d.l.
Fonte: La Repubblica




Commenta questa notizia



Notizie

17.02.2002Dobrich: sarte lavorano sotto chiave per 33 ore consecutive
16.02.2002L'ultima Tosca di Raina
16.02.2002Camionista bulgaro contromano sull'autostrada A27
15.02.2002Diritti e Business: "Gli italiani in ritardo soprattutto in Est Europa"
14.02.2002BEI: prestito da 17 mln euro per porto Lom
13.02.2002Respinta mozione di sfiducia al governo bulgaro
13.02.2002La guerra alla schiavitù sessuale è ostacolata dalla corruzione



Follow Bulgaria-Italia on Twitter  Follow Bulgaria-Italia on YouTube   Follow Bulgaria-Italia on LinkedIn

Ultime Notizie
 

Conoscere la Bulgaria
  Arte e Cultura Città e Località Economia Folklore Informazioni Politica e Governo Società Turismo

Notizie
  Temi Speciali Autori News Feeds (rss) Media bulgari (english)