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Biella: progetto della provincia per la formazione professionale in Marocco e Bulgaria

10.02.2002 - Biella

L’industria importa manodopera. E la importa dall’estero, da paesi come il Marocco, la Bielorussia e la Bulgaria. Il progetto della Provincia, annunciato alcuni mesi fa, ha fatto un nuovo passo avanti. Luca Castagnetti, assessore alla Formazione, ha presentato il piano alla Commissione lavoro. E nei prossimi mesi conta di far arrivare a Biella i primi operai stranieri, che seguiranno corsi professionali in patria e in Italia.

L’operazione, lanciata insieme a Texilia e alla Regione, é forse la prima del genere nel nostro paese. Castagnetti é già stato in Marocco, mentre il presidente di Texilia, Ettore Pellerey, é andato in Bielorussia e in Bulgaria. Obiettivo: preparare il terreno in vista dei futuri corsi di formazione.

«L’iniziativa é sperimentale - spiega l’assessore -, ma se funziona avremo bisogno di altri fondi. Anche per questo abbiamo chiesto aiuto al governo, attraverso il senatore di An Roberto Salerno». In pratica, coi soldi del Fondo sociale europeo si organizzeranno corsi nei paesi d’origine, curati dagli enti che si occupano di formazione. «In patria - aggiunge l’assessore -, i partecipanti seguiranno soprattutto lezioni di lingua e di cultura italiana, per poter vivere meglio da noi». A Texilia, poi, gli immigrati seguiranno i veri corsi professionali, per diventare operai qualificati: filatori, tessitori, addetti al finissaggio e rammendatrici. «L’idea é di portare in Italia anche molte donne - spiega ancora Castagnetti -: e ciò favorirà anche l’integrazione degli stranieri».

I problemi da risolvere sono molti, perché agli immigrati bisogna trovare una casa: «Abbiamo avuto un incontro con l’Atc, per discutere la situazione. Ma contiamo molto nell’aiuto dei datori di lavoro e dei biellesi in generale: da noi le case sfitte non mancano; la cosa difficile é convincere le persone ad affittarle agli immigrati». Altri guai sono legati ai visti e alla burocrazia. E appunto per questo, nel mirino della Provincia sono finiti i Paesi con cui la Regione ha stipulato accordi bilaterali.

In Marocco e Bulgaria ci sono già organizzazioni che fanno formazione professionale, e la Provincia dovrebbe pagare solo le spese per gli insegnanti di italiano. Situazione più difficile in Bielorussia, dove bisognerà partire da zero (con costi più alti). «La fase più difficile é quella iniziale - conclude Luca Castagnetti -, ma contiamo di risolvere tutti i problemi. Io spero di far partire entro l’estate i corsi nei paesi d’origine, che serviranno a selezionare i candidati migliori». In Italia é attesa una prima «tranche» di 100-150 lavoratori, di età compresa fra i 18 e i 25 anni. Poi, se l’esperimento funziona, potrebbero essere le aziende stesse a indicare quanta manodopera cercare all’estero.


Autore: g. bu.
Fonte: La Stampa




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