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Pontebba: autisti in fuga abbandonano i Tir

03.02.2002 - Udine

Camionisti clandestini in fuga abbandonano in tutta fretta i Tir che guidavano con permessi falsificati nella piazzola autostradale di Campiolo e nei pressi della dogana di Pontebba, non appena hanno saputo che in Austria si indagava sulle società delle quali risultavano “dipendenti”.

Tutti i mezzi pesanti, finora 28, sono stati recuperati dalla polizia stradale di Amaro che ne ha disposto il deposito in un’officina di Gemona, in attesa di ulteriori sviluppi della vicenda. Gli autotreni sono stati letteralmente depredati di ogni oggetto di valore in cabina e ad alcuni mancano perfino le ruote. Dei camionisti, finora, nessuna traccia: pare si siano volatilizzati. Forse sono ancora in zona, ma non è escluso che abbiano raggiunto i loro Paesi d’origine con mezzi di fortuna.

Ma da dove nasce questa storia i cui effetti hanno lambito anche l’Alto Friuli?

L’inchiesta è stata aperta qualche giorno fa dalla magistratura austriaca e ha permesso di smascherare una serie di società di trasporti che hanno sede legale in Lussemburgo e che impiegavano illegalmente centinaia di autisti di Paesi dell’Est Europa. Permessi falsi, autorizzazioni false, documenti falsi, niente tutela sanitaria e assicurazioni per i dipendenti. In compenso le società avevano un considerevole parco automezzi (si parla di centinaia di Tir) e una manodopera proveniente dagli Stati più poveri (Romania, Moldavia, Bulgaria, ex Jugoslavia) disposta, pur di fare soldi, a lavorare anche 18 ore al giorno alla guida dei bestioni della strada con stipendi molto più bassi rispetto a quelli dei colleghi “regolari” di tutta Europa. Ovviamente il “gioco” conveniva anche ai produttori delle merci prime, che si rivolgevano a queste società che potevano praticare prezzi di trasporto stracciati.

L’inchiesta austriaca, come detto, si preannuncia ancora ricca di sviluppi, in quanto è appena all’inizio. In Friuli è la polizia stradale di Amaro che sta facendo le verifiche del caso. Per il momento i Tir sono depositati nel parcheggio dell’officina di Carmelo di Giusto a Gemona.
Intanto della situazione che si è venuta a creare ha parlato anche il segretario regionale della Fai (Federazione autotrasportatori italiani). «A livello nazionale – dice Pietro Liva – i nostri rappresentanti si sono impegnati a chiedere al Governo entro la prossima settimana quali provvedimenti saranno presi da parte delle autorità. Noi avevamo già denunciato questa situazione, richiedendo maggiori controlli sui vettori stranieri. Queste vicende penalizzano coloro i quali operano nel rispetto della legalità, in primis le aziende friulane. In virtù della nostra posizione geografica, dobbiamo lottare ogni giorno contro questi abusi provenienti da oltreconfine, non sentendoci minimamente tutelati dalle autorità preposte al controllo e pressati dalle richieste dei committenti».


Autore: Maurizio Cescon
Fonte: Il Messaggero Veneto




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