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L’odissea di Nadia: rapita e messa sulla strada ora vuole studiare

18.01.2002 - Roma

È una ragazza bulgara di 20 anni. Ora, questa ex «lucciola», è una delle ragazze di don Oreste Benzi che ha incontrato il premier Silvio Berlusconi. «Il presidente mi ha chiesto che cosa vorrei fare, se rimanere in Italia o tornare nel mio paese - ha riferito Nadia (il nome è di fantasia) - la mia intenzione è quella di restare in Italia. Vorrei studiare e cominciare a lavorare, mi piacerebbe occuparmi di computer. Vorrei sposarmi, insomma fare una vita normale». Parte dei soldi che le ha regalato il premier li manderà alla sua famiglia, il resto lo userà per studiare.

Nadia è in Italia da tre anni, è giunta nel nostro paese dalla Grecia, passando per l'Albania. «A 14 anni sono stata rapita nel mio paese. Ero stata in discoteca con un'amica. All'uscita ero sola, una macchina con quattro ragazzi a bordo si è avvicinata e mi ha chiesto un'informazione. All'improvviso due persone mi hanno bloccata e fatta entrare in macchina. Sono rimasta circa una settimana in un appartamento in attesa di altre ragazze, poi è arrivato un greco che ci ha comprate. La mia famiglia non ha più saputo nulla di me per due anni, credeva fossi morta».

Arrivata in Grecia, Nadia ha cominciato a lavorare nei night. «Lì ho conosciuto un albanese, volevo andar via e lui mi prometteva una vita diversa. Mi sono fidata e sono scappata con lui». Per sei mesi, in Albania, la giovane ha vissuto una vita tranquilla. Poi, l'idea dell'uomo di venire in Italia: «siamo arrivati con uno scafo e una volta qui, lui che non aveva il permesso di soggiorno non poteva lavorare, così mi ha detto che l'unica soluzione era la strada. Nel frattempo mi ero messa in contatto con mio padre, gli ho telefonato di nascosto». Comincia quindi per la giovane un periodo nero.

«Lui aveva un' altra ragazza e all'inizio io non lo sapevo. Avevo conosciuto dei suoi amici che mi picchiavano e mi minacciavano se non andavo sulla strada. Mi hanno costretta anche a partecipare a rapine e a collaborare nello spaccio di droga. Ho provato a scappare due volte e per due volte mi hanno ripresa. Appena ho potuto ho chiamato i carabinieri che mi sono venuti a prendere».
Nadia ha denunciato 15 persone. Dopo la liberazione, Nadia ha conosciuto l'associazione di don Benzi.


Fonte: Il Tempo



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