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Aziende venete sotto accusa: «Salari da fame ai rumeni»

12.12.2001 - Padova

Nell'ultimo decennio circa 10 mila aziende italiane, tra cui seimila venete e trecento padovane, sono state delocalizzate in Romania e in modo particolare nei distretti di Timisoara, Cluj Napoca e Baia Mare. In genere si tratta di imprese tessile e meccaniche e la fabbrica padovana più nota è la Carmens di Galzignano (1500 addetti) di proprietà dell'ex militante del Pci Sante Bolzonaro.

Ma l'intero Est europeo è diventato terra promessa della aziende nordestine, insediate in Moldavia, Ucraina, Polonia, Ungheria, Croazia, Bulgaria e Paesi Baltici. Così ieri, per la prima volta, un gruppo di sindacalisti rumeni e croati, ospiti del congresso regionale della Filtea (tessili Cgil), hanno partecipato a una tavola rotonda sul tema «Interdipendenza delle economie ed internazionalizzazione dei diritti». Per la delegazione rumena hanno preso la parola Ana Veronica Sandu, Doru lascu e Anita Cristea. Per quella croata Silvano Hrelya.

Emblematica la testimonianza di Sandu: «Il salario lordo dei lavoratori occupati nelle aziende italiane» ha detto «è di 56 dollari, che al netto diventano 50 dollari. Gli imprenditori ci sfruttano in tutti i sensi. Approfittano quasi ovunque di persone prigioniere di una valanga di debiti familiari e della povertà delle zone dove sono delocalizzate le aziende tessili. In genere gli industriali veneti offrono soltanto contratti individuali e fanno pochissimo per tutelare la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro».

Interessante anche la relazione del sindacalista croato, che ha speso molte parole di elogio nei confronti del sistema politico-economico modellato da Tito per la Jugoslavia. «Sono sempre più numerose le aziende venete insediate in Istria, dove molti lavoratori parlano l'italiano» ha spiegato «attualmente in Croazia il salario medio è di 800 mila lire ma in alcune aziende italiane, gli imprenditori, specialmente del settore tessile, erogano salari di fame, non superiori alle 500 mila. E la gente, specialmente le donne, è costretta ad accettare perchè il tasso di disoccupazione è del 15% nonostante il turismo».

Per i sindacalisti italiani sono intervenuti Valeria Fedeli, Ivan Pedretti, Andrea Castagna, Claudio Ramazzina e i padovani Rocco Campa, segretario regionale uscente, e Ilario Simonaggio. I delegati Fulvio Albumina e Gino Bortolozzo hanno proposto di finanziare i sindacati dell'Est mentre Campa ha sollecitato l'apertura di una sede della Cgil a Timisoara.


Autore: Felice Paduano
Fonte: Il Mattino di Padova




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16.12.2001Commento [lugano]
La quasi totalità delle aziende che trasferiscono la produzione nei paesi dell'est, lo fanno perchè non riescono a trovare manodopera in Italia, non certo per sfruttare i lavoratori esteri. Questa è una straodinaria possibilità che hanno i paesi dell'est per lo sviluppo economico, e la creazione di posti di lavoro senza necessità di emigrare. Forse a qualche "nostalgico" questo da fastidio e trova pretesti per attaccare le aziende.
16.12.2001risposta per lugano [chuvalka]
eh grazie per la straordinaria possibilita' di diventare schiavi!

17.12.2001Commento [klaudio]
La verità,credo vada ricercata(come perloppiù avviene)fra i due estremi.
Gli imprenditori,tranne lodevoli eccezioni,in Italia non sono esattamente dei benefattori,non si vede perchè dovrebbero convertirsi in missionari quando operano in paesi esteri.
E'troppo ovvia la convenienza di produrre in luoghi con costo del lavoro impensabile sul nostro territorio nazionale,per non parlare di qualche non indifferente vantaggio(diciamo così)fiscale.
Ma è altrettanto v ...
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17.12.2001Commento [chuvalka]
ok diciamolo cosi:
per quanto riguarda la mia esperienza gli stipendi che offrono gli italiani in bulgaria sono scandalizzatamente inferiore rispetto agli stipendi bulgari.
19.12.2001Commento [klaudio]
Se le cose stanno come dici e soprattutto se capisco bene,se gli italiani che operano in BG offrono alla manodopera bulgara stipendi molto inferiori alla media (già bassa) che i datori di lavoro bulgari assicurano ai loro connazionali,allora è davvero scandaloso. Ma,se mi permetti un parere personale,è anche più ignobile che le Autorità bulgare permettano (o incoraggino!) un simile sfruttamento.
20.12.2001Commento [lugano]
Rispondo anche se sta diventando un "forum".

Non vedo perchè un imprenditore che sposta la produzione in un paese dell'est debba essere catalogato come sfruttatore o addirittura schiavista. Al lavoratore spetta il minimo salariale, così come al lavoratore spetta la tutela di tutti i suoi diritti, tra cui la sicurezza la salute ecc. ecc. Se nel mercato del lavoro prevale l'offerta l'imprenditore ovviamente pagherà il minimo; non dovrà alzare il salario coi s ...
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27.12.2001Commento [miladimitrova]
Sono molto sorpresa dei commenti che vanno fatti per le ditte italiane che operano in Bulgaria e sopratutto da parte bulgara. Prima di tutto la scelta dove lavorare e' personale e se qualquno si sente sfruttato puo'rinunciare. Secondo, il bulgaro non ha capito ancora che il modo di lavorare e' cambiato e che se vuoi guadagnare devi impegnarti. E alla fine senza gli investimenti esteri non vedo come adranno creati nuovi posti di lavoro e quante ditte bulgare sono in grado di crearli.
Il nostr ...
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27.12.2001Commento [pietro]
"Prima di tutto la scelta dove lavorare e' personale e se qualquno si sente sfruttato puo'rinunciare".

Già, se ha un altro posto di lavoro se no...è alla fame...ma pensa un po' te come si fa a scrivere queste cose...forse con la pancia piena ...vero Miladimitrova?

Pietro.

27.12.2001all'imprenditore [klaudio]
Scusi,ma se non riteneva la platea degna del suo illuminato parere perchè ha replicato? Il suo tono di sufficienza mi autorizza a consigliarle di usare il medesimo con chi mangia,o ha mangiato,nel suo stesso piatto.
Qui nessuno,credo,intende fare il processo agli imprenditori,ma solo ricercare la verità. Che,come è noto,ha sempre due facce.
Se lei si tira fuori dal "mazzo",complimenti sinceri,ma non vedo perchè si sia autonominato difensore d'ufficio di tutt ...
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28.12.2001Commento [miladimitrova]
Per Sigor Pietro
Lei pensa di conoscere il mio paese? Ci vive, come fa a dare giudizi a persone che non conosce? Io direi che Lei e' communista, perche' non tutti siamo uguali e non tutti abbiamo le stesse capicita'. Come l'ho gidicata?
Ci pensi bene prima di fare conclusioni.
28.12.2001Commento [pietro]
Gentilissima Mila,

Il concetto che assolutamente non condivido è espresso nella Sua frase:
"Prima di tutto la scelta dove lavorare è personale e se qualcuno si sente sfruttato può rinunciare".

Infatti, per rinunciare ad un posto di lavoro, la scelta deve essere libera senza essere costretti dal bisogno.

Ecco perché penso che una frase del genere la può scrivere solo qualcuno che non si trova “in stato di necessità” ...
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29.12.2001Commento [kral]
Caro pietro,ma tu credi veramente che in Bulgaria non ci sia gente che guadagni piu' di 200 leve al mese? Tu mi sa che non hai capito nulla della realta' bulgara.Informati sarai piu' preparato!!
29.12.2001Commento [chuvalka]
allora,per la mia modesta esperienza di vivere e lavorare con gli italiani in bulgaria.
potrei dire, x kral: si c'e' gente che ha dei stipendi molto alti ...sui 1000lev, ma il 95% della gente ha davvero degli stipendi tipo
150-200 leva
ecco, io sono vissuta in italia, e non risco a capire se tu vai in bulgaria e vuoi guadagnare
ok, non paghi 1 millione al mese, ma puoi pagare 200 lire, vero?
ma gli italiani che sono qua sono furbiiii
ti pagano senza contratto, mentono, ti ...
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07.01.2002Commento [gery]
Calma e sangue freddo,
la verità sta sempre in mezzo, quindi finchè il politico bulgaro, il sindacalista Bulgaro,permette che l'iprenditore occidentale faccia quello che gli pare, la situazione sara questa, perchè purtroppo il bulgaro di oggi ha solo due scelte:
1.di lavorare e SPERARE di guadagnare in Bulgaria
2.Di lavorare e SAPERE di quadangare all'estero
Viva Dio, che c'è gente che riesce acora a farcela in BULGARIA,siete dei grandi!!!
08.01.2002Commento [alex78it]
Ragazi calma!Avete tutti ragione chi più chi meno.All'italiani dirrei
guardiamo un'attimo il doppoguera italiano le cose ci si assumiglino,
quella è stata una guera normale,ma la guera di ristrutturare una economia comunista e rispartire i beni comuni in parziali non si sa quando finirà.Ma i 95% dei "perdenti" in questa guera dovrebbero almeno sopravivere. Alora ben vengano tutti i tipi di investitori la gente deve mangiare.Poi sig.Berlusconi ci sta prometendo un ...
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