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Alassio, scoperto giro di prostitute

04.12.2001 - Alassio

Le convincevano ad arrivare in Italia con la promessa di fare carriera nel mondo delle sfilate di moda e per essere più convincenti mostravano loro depliant che pubblicizzavano finti concorsi di bellezza, finte selezioni.

Le ragazze, d'età fra i 19 e i 23 anni, attirate dall'opportunità di sfondare nell'ambiente delle top model, rispondevano agli annunci senza immaginare il destino che le attendeva. Destino che non era quello delle passerelle, delle sfilate sotto i flash dei fotografi e le riprese televisive, delle copertine o dei servizi sui giornali di moda.

Le ragazze bulgare, una volta in Italia, infatti, venivano costrette a prostituirsi: le più carine lo facevano in appartamenti che venivano di volta in volta affittati ad Alassio, Finale, Pietra Ligure; quelle meno avvenenti, invece, finivano sulla strada ad aspettare i clienti. La storia sarebbe andata avanti per mesi. Fino a giovedì scorso quando è scattato il blitz dei carabinieri di Alassio che ha portato all'arresto del macedone Micko Piskunov e del bulgaro Svetoslav Rusinov Rozalinov, entrambi ventottenni, accusati di concorso in sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione.

«Erano pedinati da mesi - ha spiegato ieri mattina il procuratore capo della Repubblica, Vincenzo Scolastico, nel corso di una conferenza stampa al Comando provinciale dell'Arma in corso Ricci - dai carabinieri che hanno fatto davvero un grosso lavoro, scoprendo un giro di prostituzione ben avviato che portava agli organizzatori guadagni considerevoli». Le lucciole, che venivano contattate dai clienti grazie ad annunci pubblicati sui giornali, si facevano pagare a seconda delle prestazioni da cinquanta a duecentocinquanta mila lire e, secondo i carabinieri, alla fine della giornata di lavoro riuscivano a racimolare fino a un milione a testa.

Ma di quel denaro rimanevano nelle loro tasche soltanto le briciole. Il settanta per cento, infatti, finiva, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, ai loro sfruttatori che investivano parte dei soldi in orologi d'oro e preziosi sequestrati dai carabinieri nel blitz di giovedì avvenuto in un appartamento di Alassio. Uno degli alloggi dove le ragazze (in tutto cinque) si prostituivano: gli altri sarebbero stati individuati a Finale Ligure e Pietra. «I due slavi - hanno spiegato ieri mattina i carabinieri - spostavano in continuazione le ragazze proprio per evitare che potessero essere scoperti gli alloggi dove si prostituivano. Erano loro ad affittare gli appartamenti. Si presentavano nelle agenzie, mostravano i depliant dei concorsi di bellezza e giustificavano la presenza delle ragazze con la storia delle sfilate di moda».


Autore: Claudio Vimercati
Fonte: La Stampa




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