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Bulgaro
     
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Teodossij Spassov: “La politica non è una caccia al tesoro”

19.11.2001

Mi preoccupa la cecità del mio popolo. Come può continuare a mantenere gli affamati e gli assetati di potere, afferma il famoso musicista

Teodossij Spassov è nato 1961 ad Isperih. Si è diplomato presso la Scuola musicale di Kotel e si è puoi laureato presso l’Accademia d’arte musicale e danza di Plovdiv. Tiene concerti in tutto il mondo senza sosta, ha pubblicato 4 CD, ed è autore delle musiche di film e di spettacoli teatrali. Ha ricevuto alcuni dei più prestigiosi premi internazionali. "Il Pifferaro del Pianeta" ha suonato con i suoi colleghi dei paesi balcanici nel concerto "I cavalli dei Balcani".

- Sig. Spassov, la campagna elettorale ha influenzato il suo stile di vita?
- No, questo è molto lontano dal mio modo di vivere. Io non dipendo dai politici, ma solo dal mio popolo.

- Come appaiono i politici agli occhi di un intellettuale?
- Come sportivi, che vogliono vincere e meritarsi la medaglia.

- Chi vince di solito?
- Purtroppo il bulgaro non è ancora arrivato ad un tale livello di saggezza e si infiamma alla maniera balcanica in salsa comunista o con altre spezie; ciò gli impedisce di ragionare in modo assennato e di prendere le giuste decisioni. Nella maggior parte dei casi, si fa condizionare dalle proprie emozioni. Perciò, in generale, prende la decisione sbagliata.

- I valori professati dai politici coincidono con quelli degli intellettuali?
- La politica è pure un’arte, come la musica. Nell’aspetti fondamentali tutte le arti si assomigliano, la questione è, fino a dove arrivi con il tuo sviluppo. Io saluterei un politico, arrivato ad alto livello, vicino alla perfezione dell’arte. Allora lo sentirei molto più vicino alla gente, che mira ad affermarsi nell’arte. Purtroppo tutto deriva dalle tradizioni politiche bulgare.
Se ci rivolgiamo alle vicine Grecia e Turchia, lì davvero ci possiamo dilettare con l’arte nella politica. I nostri vicini sono famosi con questo nel tutto il mondo. Dio voglia che in Bulgaria, tanto più saggi e capaci saranno i politici, e anche bravi giocatori, tanto meglio sarà per il nostro paese.

- La sua anima si sente ancora schiacciata, come aveva detto durante una intervista?
- Sì, perché la Bulgaria è ancora un paese malato, ha il polso debole. Il cuore batte da qualche parte e non può irrorare o il cervello o l’estremità oppure qualcosa altro. Alcune persone provano a creare le condizioni affinché possa battere e far scorrere il sangue e ravvivare gli organi. Però il bulgaro non ha pazienza, vuole alzarsi già sano e camminare, ma ci vuole il tempo sufficiente per far ripartire gli organi. Si deve dare la possibilità ai maestri-dottori.

- Forse la diagnosi fatta al bulgaro è stata sbagliata?
- Sì, in verità alcuni sono come quei chirurghi, che solo tagliano e dicono che l’operazione salverà il tuo corpo malato. Bisogna rianimare gli organi per poterli riportare in funzione regolarmente, e non eliminarli. Noi avevamo degli organi funzionanti anni fa. Perché dovevano essere asportati ed ora trapiantare quelli sintetici. Purtroppo noi non teniamo in considerazione i nostri risultati. Il bulgaro è forse sadico o masochista. Altrimenti, come puoi tranquillamente osservare come i tuoi ragazzi lasciano il paese, per il quale hai dedicato tutta la vita, e rallegrartene. Lui crede nelle molte cose prive di senso piuttosto che nella grande fede in Dio. Può fanaticamente credere nelle diverse religioni contemporanee, ed è pronto a dare la propria vita per loro. Però quando si parla di Dio in molti casi è un ipocrita. Solamente per il perdono diventa umile per qualche ora.

- Lei ha avuto molte volte la possibilità di rimanere all’Estero. Perché non La fatto?
- Perché non voglio togliere il senso della vita dei miei genitori. Devo essere qui per poter aiutare, con quello che posso, il mio paese. So, che se prendono il potere certi mostri, possono senza scrupolo distruggere quelli come me, per dare lezione alla massa. Questo accade in Bulgaria da secoli. Dio voglia che non sia più permesso. Noi siamo pronti a tagliare i fiori ed i germogli e darli a qualcuno dimenticandoli.

- L’arte bulgara è esportabile nel mondo?
- Certo, ma non esistono le tradizioni in questa direzione. Noi non siamo stati nel vero sistema mondiale per scambiare questo tipo di produzione. Non abbiamo lavorato per entrare nei mercati mondiali con il prodotto della cultura bulgara. Tutto questo dipendeva da qualcuno, che occupava un preciso posto per un determinato periodo di tempo ed il quale aveva nella testa ogni tipo di stupidaggini, ma non le idee nazionali.

- Cosa La preoccupa di più?
- Questa confusione dei miei contemporanei. Analfabetismo, la non considerazione dei normali contatti umani e l’iniziativa, quella personale, cosi come quella degli altri. Inoltre mi preoccupa il rifiuto al benefico avvicinamento e la disistima verso il più bravo, il più donato. Si deve vivere attorno chi progredisce, chi ti provoca e chi ti dà possibilità di crescere e riuscire. La vita nel mondo si deprezza spaventosamente; È come la gente fosse stanca di essere onesta, e si chiedesse: “È vero che sono il più grande deficiente, per non poter sistemare rapidamente la mia vita?”. Mi tormenta l’ottusità del mio popolo. Come il popolo continua ad alimentare affamati ed assetati di potere. Una volta creato qualcosa si deve migliorare. Non è possibile di nuovo girare nella stessa orbita. Dedicare le proprie forze nella costruzione di qualcosa e poi distruggerlo per ricominciare a costruire un altro. Se sei arrivato ad un livello dovrei svilupparlo, cercare di arrivare più in alto. Dio ci ha dato il livello non stimabile, esso è senza limiti e non possiamo collocarlo nelle cornici umani. La nostra vita è estremamente corta e per questo dobbiamo dedicarsi al lavoro fruttifero e non privo di significato. L’uomo dovrà amare ciò che ha creato e non di negarlo.

- Si è lasciato tentare dalla politica?
- Forse in me porto lo spirito delle persone come Levski e Botev . Io non posso entrare in politica secondo il modo consueto. Io posso come Levski e Botev. La politica è lo stesso così svalutata, come la nostra vita. La sua meta è prendersi cura del benessere del popolo e tutto dovrebbe sottomettersi a questo. La politica non è una caccia al tesoro: afferrare qualche ricchezza per derubarla.

- La democrazia l’ha delusa?
- Io non posso definire questo che sta accadendo in Bulgaria democrazia. Lo stesso vale per l’America. La democrazia è frutto di qualche trattato, di qualche ideologia, come è il comunismo, il socialismo, il fascismo e etc. dottrine. Non so come si deve chiamare la struttura dalla quale potrà beneficiare la gente. Potrei chiamarla in qualsiasi modo. Per esempio amore, uomo, Dio oppure qualcosa di diverso, pero deve essere più vicino a noi stessi. Deve essere più percepibile e più vera.

- Come si immaginava la Bulgaria 10 anni fa?
- Voglio essere più preciso. A me piace la Bulgaria e vorrei che diventasse un paese più civilizzato. Mi piace la sua natura e vorrei che la sua gente vivesse in condizioni migliori, di essere più tranquilla, di non preoccuparsi per i propri figli. Adesso molti dicono “ Ah, 10 anni fa eravamo meglio”. Lo dicono con la nostalgia. Però io mi ricordo come la mia mamma ed il mio babbo erano preoccupati per le spese relative ai miei studi, ad esempio. Ed io studiavo presso scuola pubblica. Ai tempi loro mi inviavano uno dei loro stipendi, e rimanevano con l’altro. Non ho sentito nessuno nei paesi sviluppati ragionare in quel modo. I miei genitori erano messi alle strette e vivevano in un mondo preconfezionato. Poteva essere peggio così come poteva essere meglio: la questione è nella scelta dei governanti. Così adesso dobbiamo scegliere quale stile di vita ci piace: o usare vestiti di tela grezza o adottare le creazioni dell’alta moda nelle boutique, anche se nella sfera dei costumi tradizionali.

- Che cosa La tormenta?
- Il mio spirito. Non mi dà tregua in direzione del mio lavoro ed arte. Con lui posso essere utile ed interessante ai miei contemporanei. Noi, artisti, siamo consacrati a loro. Per questo a volte ci dicono che siamo folli, pazzi. L’uomo che si è dedicato veramente all’arte anche se vive nel conforto, non è mai nel conforto con lo stato del suo spirito. Provoca sempre sé stesso oppure provoca i vicini e cerca lo sviluppo. Questo un impegno serio. Se sei fortunato, incontri per la strada anime gemelle e crei una produzione di alta qualità. Se sei sfortunato, incontri le persone, che sono con piccole animelle, e loro ti mettono le catene. Loro ti dettano alcuni loro miserabili concetti per l’arte. Simili problemi ci sono nella politica. Però le stesse persone che lavorano nella sfera dell’arte sono molto ben mascherate. Sono contento che nella politica le cose sono molto più chiare, subito si nota che filosofia professa ciascuno. Nell’arte le cose sono molto più spaventose. Gli uomini mascherati girano tutta la vita attorno la stessa cosa e fanno le carriere amministrative. Che Dio ci salvi da questi.

- Lei è felice?
- Sì, sono tra i fortunati. Ho incontrato le persone giuste nella mia strada fin qui ed ho ottenuto quello che il mio popolo conosce e gli piace quello che ho fatto, almeno per adesso.


Autore: Daniela Dobreva
Fonte: Monitor
Traduzione: Dessislava Petkova




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