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Bulgaro
     
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Niente di nuovo sotto Simeon

14.09.2001

Creato nell'atmosfera già vacanziera di fine luglio, il governo guidato dall'ex zar Simeon, che i giornali hanno cominciato a chiamare semplicemente il signor Simeon Sakskoburggotski, ha potuto approfittare del mese di agosto per riprendere un po’ fiato dopo la rapidissima e fino a pochi mesi fa inaspettata vittoria alle elezioni. Il premier presumibilmente procederà nei prossimi mesi a trasformare il suo Movimento Nazionale Simeon Secondo (NDSV), formalmente ancora solo una sigla elettorale, in un vera e propria formazione politica articolata. Tuttavia sembra che Simeon e i suoi uomini non abbiano alcuna fretta di procedere a tale trasformazione, tanto da fare ipotizzare ad alcuni commentatori che egli in realtà preferisca mantenere una formazione "flessibile", incentrata sulla sua personalità di leader e più atta a lasciare libertà di manovra al premier e al suo ristretto gruppo di consiglieri e uomini fidati. Negli ultimi giorni il movimento ha annunciato che la registrazione come forza politica strutturata avverrà entro novembre. Il primo importante appuntamento politico nel paese, la campagna per le elezioni presidenziali previste per il novembre prossimo, verrà quindi affrontato dal NDSV senza una tradizionale struttura partitica - dovrebbe essere nominato comunque a giorni il suo candidato destinato a opporsi nella competizione elettorale al presidente uscente, Petar Stojanov, che già da tempo aveva annunciato la sua ricandidatura.

Alcune importanti decisioni prese nella seconda metà di agosto consentono comunque di avere già fin da ora un'idea di massima delle linea politica che seguirà nel prossimo futuro il NDSV. Il governo di Simeon si é finora mosso soprattutto in due ambiti: quello della nomina di tutto il "sottobosco" burocratico (viceministri, amministratori regionali, responsabili dei settori della sicurezza e delle dogane) e quello delle misure economiche. Le nomine degli amministratori regionali (i cui nomi vengono scelti d'ufficio dal governo), così come quelle dei viceministri hanno confermato la tendenza a scegliere personaggi perlopiù privi di competenze particolari nei settori in cui sono chiamati a operare e di scarso spessore politico. Alcune delle nomine in settori chiave come quelli delle dogane e della sicurezza, come vedremo più sotto, hanno avuto invece una rilevanza politica decisamente maggiore. In campo economico le misure annunciate da Simeon e dai suoi ministri (in particolare da quello dell'economia Nikolaj Vasilev, giovane yuppie diventato ormai il "volto" del governo e molto più presente nei media dello stesso Simeon) hanno inviato, sotto una patina di populismo, un messaggio chiaro: anche sotto il governo dell'ex zar, così come sotto quello precedente, tutto il peso delle "riforme" verrà fatto ricadere sulle spalle della gran massa di bulgari ridotti in povertà da dieci anni di "transizione".


LE MISURE ECONOMICHE

Il 19 agosto, rivolgendosi ai bulgari dagli schermi della televisione, Simeon ha annunciato una serie di misure economiche, in merito alle quali poi i giorni successivi hanno fornito maggiori informazioni alcuni suoi ministri. Il pacchetto di misure annunciate ha al suo centro una diminuzione delle imposte sui redditi, che tuttavia favorisce le fasce di reddito più alte - inoltre, l'inesistenza controllo di un controllo fiscale efficiente fa sì che in Bulgaria siano delle vere "bestie rare" le persone fisiche che pagano le tasse e quindi la misura non andrà a incidere sul tenore di vita del cittadino comune. Inoltre, verranno assunti ispettori stranieri nelle dogane, con l'evidente intenzione di diminuire il livello di corruzione, cesseranno tutte le privatizzazioni tramite trattative dirette e l'intero processo sarà controllato centralmente dall'Ente per le privatizzazioni, verrà istituito un fondo per aiutare le piccole imprese di nuova creazione, fondo che sarà tuttavia di appena 20 milioni di marchi per l'intero paese (in campagna elettorale il partito dell'ex zar aveva promesso finanziamenti di 5.000 marchi a tasso zero per ogni persona che intendesse intraprendere una nuova attività imprenditoriale). Infine, lo stipendio minimo fissato per legge verrà aumentato del 17% circa, fino a 100 marchi e verrà raddoppiato il sussidio per le famiglie con figli. Anche in questi casi, i benefici per la popolazione saranno nulli o irrisori. Infatti, lo stipendio minimo fissato dallo stato svolge unicamente la funzione di evitare che i datori di lavoro, che ricorrono massicciamente agli stipendi in "nero", non vadano scendano sotto un determinato livello salariale, che comunque rimane bassissimo. Il sussidio per le famiglie con figlie raddoppia sì, ma passa dalla ridicola cifra di 7 marchi al mese all'altrettanto ridicola somma di 14 marchi al mese, senza fare distinzioni di numero di figli e di reddito. Queste sarebbero le "buone" novità, che secondo il governo di Sakskoburggotski dovrebbero stimolare l'occupazione e aumentare il livello di vita dei bulgari. Ma ci sono anche le cattive notizie, senza virgolette, perché tali sono effettivamente. Dal 1 ottobre le tariffe di riscaldamento ed elettricità aumenteranno del 10% (sono moltissimi i bulgari che non riscaldano le loro case di inverno per assoluta mancanza di soldi), gli aumenti di stipendio per i dipendenti pubblici (400.000 in tutto il paese), programmati anch'essi per ottobre, non ci saranno perché l'inflazione é inferiore al previsto. Inoltre, verranno licenziati circa 10.000 dipendenti dell'amministrazione pubblica. Sono stati infine annunciati aumenti del 20% per i servizi telefonici, nonché forti aumenti delle imposte su sigarette, benzina e alcoolici... Le misure annunciate del governo, nonostante siano in larga parte ispirate alle politiche di "riforma strutturale" delle principali organizzazioni finanziarie internazionali, hanno già suscitato la "forte preoccupazione" del FMI. Secondo i funzionari del Fondo, infatti, la diminuzione delle entrate in bilancio conseguente all'introduzione di aliquote più basse per le tasse sui redditi non sarebbe coperta da altre entrate sufficienti (su tutti gli aspetti riguardanti le misure economiche del governo bulgaro si veda il dettagliato articolo in inglese pubblicato dalla "STINA News Agency" il 7 settembre 2001, che abbiamo inserito sul sito "I Balcani": http://www.ecn.org/est/balcani/bulga/new-reforms.txt).


LE NUOVE NOMINE

Molto indicative di quale sarà la futura linea politica del governo sono anche alcune nomine effettuate dal governo di Simeon a cavallo tra agosto e settembre. La prima é stata quella di Emil Dimitrov, chiamato a dirigere le dogane del paese, una carica molto ambita, sia per i contatti internazionali che consente di avere sia per i potenziali "profitti" che consente di realizzare. Da quest'ultimo punto di vista Dimitrov si presente con le credenziali di leader di un'organizzazione che ha promosso numerose campagne per denunciare episodi di corruzione - dietro il paravento della sua figura, tuttavia, sono stati nominati come vicedirettori generali delle dogane due ex dipendenti della Multigroup, la finanziaria creata con il riciclaggio di denaro sporco (e coinvolta tra l'altro proprio in inchieste sul contrabbando) con la quale l'ex zar Simeon sta intrecciando stretti rapporti. é importante inoltre rilevare che Dimitrov é uno dei leader del movimento populista "Gergjovden", presentatosi alle ultime elezioni in coalizione con la destra nazionalista e revanscista della VMRO, mancando per un soffio il quorum necessario per entrare in parlamento. La coalizione VMRO-"Gergjovden" é stata in passato esplicitamente apprezzata da Simeon e con questa importante nomina di un suo noto esponente entra in via informale nelle strutture di governo.

Ben diverse, e molto più preoccupanti, sono due altre nomine di importanza chiave negli apparati del governo. Stojan Ganev, da molti ritenuto la "mente" dell'entrata in politica di Simeon, é stato nominato capo di gabinetto del nuovo premier, una carica importante, che consentirà a Ganev di avere accesso a tutti i documenti riservati che giungono al premier. Alla figura di Ganev avevamo già accennato in passato: ex ministro degli esteri nel primo governo della SDS formato nel 1992, Ganev é successivamente entrato in forte conflitto con l'ala più moderata del suo partito, contro la quale ha combattuto a colpi di "dossier segreti" giunti non si sa come nelle sue mani e che erano un indice dei suoi buoni canali di comunicazione con strutture dei servizi segreti (bulgari o di altri paesi: l'opinione più diffusa allora era che fosse un personaggio dagli ottimi rapporti con il KGB). Successivamente é stato nominato ambasciatore all'ONU e, scaduto il suo mandato, é rimasto negli USA in un esilio dorato consentitogli tra le altre cose dal fatto di occupare una posizione rilevante nell'impero della setta del reverendo coreano Moon (è nel consiglio direttivo di una delle più importanti Università americane possedute da quest'ultimo). In generale, Ganev é stato a suo tempo uno dei personaggi politici più impopolari in Bulgaria, sia tra i media che tra l'opinione pubblica, ed é inviso addirittura a larghi settori dello stesso NDSV, il movimento creato dall'ex zar. Lo stesso Simeon ha inoltre proposto e ottenuto la nomina di Bojko Borisov a segretario generale del ministero degli interni, la cui funzione é quella di coordinare tutti i diversi apparati della polizia e dei servizi di sicurezza del ministero e di raccoglierne i rapporti e le informazioni. Borisov é proprietario di una società che ha offerto servizi di scorta e guardie del corpo a numerosi personaggi importanti, tra i quali lo stesso Simeon e l'ex segretario generale del Partito Comunista, Todor Zivkov. Ma soprattutto Bojko Borisov ha numerose società in comproprietà con Rumen Nikolov, detto il "Pascià", noto boss del mondo criminale e uno dei capi della SIK, società di assicurazione che é servita in passato come copertura per un'organizzazione di racket. Alla SIK é legato, in qualità di membro dei consigli di amministrazione di numerose società del suo gruppo finanziario, anche Dimitar Lambovski, deputato del NDSV e uno dei personaggi più influenti nel movimento dell'ex zar. Come se non bastasse, é emerso dalle dichiarazioni dello stesso Borisov che egli lavorava nelle strutture del ministero degli interni ai tempi del regime comunista e che ha partecipato attivamente al "processo di rinascita", come é stata definita ufficialmente l'operazione di "pulizia etnica" con la quale nel 1989 centinaia di migliaia di turchi sono stati deportati dal paese. Borisov, che dice di non avere comunque avuto un ruolo importante in tale operazione, afferma di non pentirsi di nulla di quello che ha fatto e ha perfino negato l'esistenza di una minoranza turca in Bulgaria, parlando di "bulgari turcizzati". Nonostante questo, il DPS, partito della minoranza turca oggi al governo in coalizione con il NDSV, ha dato la propria approvazione alla sua nomina. A proposito di tali nomine, il settimanale bulgaro "Kapital" (n. 35 dell'1- 7 settembre 2001) ha opportunamente osservato che "con le nomine [di Ganev e di Borisov] l'ex monarca ha di fatto soddisfatto le attese delle strutture economiche di dubbia reputazione che si sono avvicinate al NDSV nel corso del periodo preelettorale" e che "Simeon Sakskoburggotski insedia nei posti attraverso i quali scorrono le informazioni esclusivamente persone a lui fedeli".

Da rilevare infine, su un altro piano politico, le dimissioni a fine agosto di Osman Oktaj da vicepresidente del DPS, motivate con il fatto che il partito della minoranza turca é stato relegato in una posizione di secondo piano nel governo, a tutto vantaggio degli esponenti socialisti del BSP, partito che non fa nemmeno parte della coalizione. Tali dimissioni sono il segnale di un forte malcontento all'interno dell'unico partito legale dei turchi di Bulgaria, il cui sostegno é essenziale per il governo del NDSV, mancando a quest'ultimo la maggioranza assoluta dei seggi in parlamento.


ULTIM'ORA: SIMEON DA PREMIER A PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA?

Secondo quanto ha pubblicato il quotidiano "Sega" di ieri, 13 settembre, il NDSV intenderebbe candidare a presidente della repubblica l'ex zar Simeon, attualmente premier. Per poterlo fare é necessario modificare la costituzione al fine di cambiare i requisiti per la candidatura (un precedente tentativo di Simeon di registrarsi come candidato era stato respinto). Per farlo, il NDSV necessita dell'appoggio del Partito Socialista (BSP), con il quale sono in corso trattative e, logicamente, i socialisti stanno cercando di ottenere in cambio una maggiore presenza di propri uomini nel governo e la possibilità di incidere sulla scelta del nuovo premier che dovrebbe sostituire Simeon Sakskoburggotski, qualora quest'ultimo venisse eletto presidente della repubblica. Oggi, come riferisce sempre "Sega", il portavoce del BSP ha dichiarato che il suo partito é favorevole a una candidatura di Simeon a presidente della repubblica, con il sostegno di NDSV, BSP e DPS.


Autore: Andrea Ferrario - Notizie Est
Fonte: Peter Karaboev, "Bulgaria: New Reforms - Counting Without IMF", STINA News Agency, 7 settembre 2001; articoli vari pubblicati da "Sega" (Sofia) e "Kapital" (Sofia) in agosto e settembre


Per approfondire: Speciale Elezioni 2001



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17.09.2001Commento [graziano]
oltre che alla nomina di primo ministro e presidente si potrebbe pensare anche a quella di patriarca ?
19.09.2001... [d.]
mi viene da piangere...
22.09.2001Commento [pietro]
"...il portavoce del BSP ha dichiarato che il suo partito é favorevole a una candidatura di Simeon a presidente della repubblica..."

In fatto di ex...ora s'è formata una "allegra brigata" ma domando: esiste ancora l'opposizione in Bulgaria?

Pietro.
23.09.2001Commento [chuvalka]
Invece a me viene la domanda-perche siete tutti cosi' tanto contro il re???
che sia chiaro-lui a me non sta ne simpatico ne antipatico.
21.10.2001Commento [pancio]
Amici bulgari vi siete mai chiesti perchè tra i 10 paesi più ricchi del mondo 7 sono monarchie? (Norvegia, Danimarca, Svezia, Australia, Canada, Olanda, Giappone, ma anche Belgio, Lussemburgo, Gran Bretagna, Nuova Zelanda, Spagna ect.), Tra i 30 più poveri del mondo 29 sono Repubbliche, guardate Spagna e Portogallo è finita la dittatura negli stessi anni 75 e 74 da una parte si è avuta la monarchia da l'altra la repubblica, guardate gli sviluppi avuti dalla Spagna e quel ...
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