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Stanchi della NATO?

22.07.2000 - Sofia

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Se la politica [della Bulgaria] nei confronti dell'UE si lascia guidare ormai, più o meno, dal principio TINA ("There Is No Alternative", cioè "non c'è alternativa"), il secondo pilastro della diplomazia bulgara, la NATO, si sta facendo sempre più debole. Due anni dopo l'incontro ad alto livello svoltosi a Madrid nel 1998, quando è stata presa la decisione di espandere la NATO a soli tre altri paesi (Polonia, Ungheria e Repubblica Ceca), la diplomazia bulgara sta cominciando chiaramente a perdere slancio.

Oggi, due anni prima della prossima riunione ad alto livello della NATO che si svolgerà nel 2002, le idee che circolano negli ambienti diplomatici dimostrano un'evidente mancanza di concentrazione. Il Consiglio consultivo per la sicurezza nazionale convocato due settimane fa dal presidente Petar Stojanov per dibattere il tema "L'integrazione della Bulgaria nella NATO - risultati e prospettive" non ha fatto che ripetere stancamente come la Bulgaria non debba perdere lo slancio e debba essere pronta a entrare nella NATO nell'ambito della seconda ondata di espansione, non appena il patto farà pervenire i relativi inviti. Nel corso della seduta del consiglio non è stato fatto alcun tentativo di cercare nuove possibilità per attualizzare la candidatura della Bulgaria.

Tra gli stessi diplomatici regna l'insicurezza e la mancanza di attività. All'inizio dell'anno, in una delle rare interviste concesse alla stampa, l'ambasciatore bulgaro presso la NATO, Konstantin Dimitrov, ha dichiarato che la Bulgaria deve prepararsi all'eventualità che non vengano invitati altri paesi o, nel caso maggiore, solo uno, che non sarà certamente la Bulgaria. Il viceministro della difesa, Velizar Salamanov, noto come uno dei più accesi fautori dell'entrata della Bulgaria nella NATO, ha dichiarato apertamente in un'intervista concessa al giornale "Sega" questa settimana, che ora non è il momento di fare analisi, fino a quando non saranno passate le elezioni presidenziali negli USA, dalle quali dipenderà in larga misura la futura politica di Washington. Il presidente Stojanov ha provveduto a chiudere nella maniera più logica il dibattito, dichiarando che stabilire una data precisa per l'integrazione nell'alleanza atlantica potrebbe addirittura avere l'effetto di demotivare il paese. L'evidente mancanza di entusiasmo riguardo alla NATO può avere diversi motivi. Con l'avvicinarsi delle elezioni politiche dell'anno prossimo, la SDS sta cercando di trovare argomenti che spieghino perché uno dei principali slogan del partito quando è salito al potere, e cioè l'entrata nella NATO, non ha trovato realizzazione pratica. È evidente che fino all'inizio dell'anno prossimo dal Patto Atlantico non potranno provenire novità favorevoli passibili di essere utilizzate nella campagna elettorale del partito al governo. Per questo anche il ministero degli esteri ha cominciato a togliere dal dibattito il tema della NATO, sostituendolo quasi per intero con i successi, effettivi o presunti, ottenuti nei rapporti con l'Unione Europea.

ESISTE UN'ALTERNATIVA ALLA NATO?

Le stesse relazioni con la NATO stanno rientrando sempre più nella sfera delle iniziative regionali, che vedono la Bulgaria venire identificata quasi per intero con la politica dell'alleanza atlantica per gli interi Balcani. È vero che proprio la crisi del Kosovo ha reso la Bulgaria visibile al mondo, e addirittura è stata il motivo per una visita di Bill Clinton a Sofia, ma la limitazione della politica estera ai Balcani può giocare brutti scherzi agli interessi a lungo termine della Bulgaria. L'effetto Kosovo non durerà a lungo e, come ha dichiarato Madeleine Albright, "la NATO deve uscire dall'Europa, o rinunciare alle proprie attività" ("Strategic Survey", 1998/99 p. 34). Le priorità a lungo termine degli USA riguardano il Medio Oriente, il Golfo Persico e l'Asia Centrale, un fatto che rischia di cancellare completamente i Balcani dalle priorità della NATO. Probabilmente è proprio in relazione a questi aspetti che l'ambasciatore della Bulgaria presso il Patto Atlantico, Konstantin Dimitrov, ha dichiarato che la Bulgaria deve collaborare alla sicurezza e alla stabilità della regione del Mar Nero. Per ora tuttavia non è stato ancora chiarito quali possono essere i passi della diplomazia bulgara in tale direzione, e se in generale esiste una visione strategica riguardo a cosa debba intraprendere Sofia per non rimanere insignita unicamente del titolo di "candidato membro con buone prospettive". La crisi del Kosovo è stata il biglietto da visita della Bulgaria per l'UE, ma difficilmente ci sarà un'altra possibilità simile. Nel contesto della tesi diffusa secondo cui non vi sarà in tempi brevi una nuova espansione della NATO, o addirittura non ve ne sarà mai una, il riorientamento delle strutture di difesa europee sembra farsi attraente. Ciò a prima vista sembrerebbe in armonia con l'interesse fondamentale della Bulgaria a essere integrata nell'UE e un proseguimento naturale dell'integrazione politica e diplomatica. Aiuterebbe inoltre a fare scendere la tensione tra gli USA e la Russia, che trova in parte origine nelle idee di espandere il Patto Atlantico. Tali ragionamenti, tuttavia, non prendono in considerazione l'impossibilità per l'UE di sviluppare già nei prossimi anni una struttura militare in grado di agire e che dovrà invece continuare a fare affidamento sulla logistica americana, ovvero sulle cosiddette Forze Congiunte Combinate (CJTF). La reazione della Turchia, che rimane al di fuori dell'UE e di conseguenza dal nuovo sistema di sicurezza europeo, viene anch'essa presa raramente in considerazione. E Ankara è la maggiore forza armata europea membro della NATO. Così, in un modo o nell'altro, la NATO rimane l'organo fondamentale della coordinazione delle politiche estere degli USA e dell'Europa e il fatto che la Bulgaria non sarà al suo interno metterà Sofia nel ruolo di soggetto passivo, invece che di fattore all'interno delle sfere alle quali è interessata. [...]

(titolo di "Notizie Est")


Autore: Ilin Stanev
Fonte: Kapital
Traduzione: Andrea Ferrario - Notizie Est


Per approfondire: La Bulgaria e la NATO | Le basi militari USA in Bulgaria



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