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Sofia va a destra: Kostov sarà primo ministro

20.04.1997 - Sofia

Il centro - destra ha vinto, anzi ha stravinto le elezioni bulgare, spingendo i socialisti, che poco più di due anni fa avevano conquistato la maggioranza, nell'angolo di un'umiliante sconfitta: hanno perduto più della metà dei loro consensi.

Esulta, ma con la moderazione dettata dalla gravità della crisi economica, il vincitore, e cioè il prossimo premier Ivan Kostov. Ma, con procedura davvero insolita, il primo commento politico sul risultato non è venuto dal leader di un partito ma dal capo dello Stato, cioè dal giovane giurista che, lambendo la frontiera dei suoi poteri, ha condotto per mano la Bulgaria negli ultimi due mesi, ed è deciso a continuare a svolgere un ruolo attivo. Il governo di transizione, che ha lavorato per poche settimane prendendo decisioni assai impopolari, era anche il suo.
Stojanov, ieri sera, ha convocato i giornalisti e ha detto: "Abbiamo imparato a scegliere e abbiamo fatto la nostra scelta.

Quando diventai presidente della repubblica, vi spiegai che le difficoltà erano davanti a noi. Ora ripeto: le difficoltà sono sempre là, e cercheremo di superarle assieme".

Il ribaltone si è dunque compiuto. Ha vinto la voglia di cambiare, ma per le strade non vi è stata la consueta (e oceanica) festa di popolo. Alcune migliaia di persone si sono riunite, davanti al palazzo della Cultura, per agitare le bandiere blu dei vincitori, e magari per cantare, assieme all'orchestra, qualche motivo popolare. Ma niente isterismi. Niente euforia. In questo Paese prostrato c'è davvero poco da festeggiare. La gente, ormai a un passo dalla fame, sa che, da domani, cominceranno ad arrivare - dopo un ritardo dettato da ragioni preelettorali - le bollette della luce e del gas (ai nuovi prezzi di mercato, imposti dal Fondo monetario internazionale), e la gioia per la vittoria politica, la più consistente dai tempi della dittatura comunista, sta già annegando nella certezza di nuovi duri sacrifici.
L'Unione delle Forze democratiche, secondo tutte le proiezioni, si avvicina al 60 per cento dei voti e si prepara dunque a formare il nuovo governo. Con questa maggioranza, i vincitori non avranno bisogno di alleati, anche se le responsabilità politica delle draconiane misure economiche che dovranno essere sottoscritte possono creare seri problemi.

Impressionante la frana socialista. Il partito, appena sopra il 20 per cento, ha avuto il solo conforto dei fedelissimi, soprattutto anziani. Una parte del suo elettorato (6 per cento) ha optato per "Eurosinistra", nata da poche settimane e già capace di raccogliere i consensi dei moderati socialisti, stanchi di malgoverno e dei macroscopici errori che hanno accelerato il declino del Paese.

C’è l'ha fatta a superare la barriera del 4 per cento anche l'Unione della salvezza nazionale, guidata dal musulmano Ahmed Dogan, cui le proiezioni assegnano un 7 per cento. Sperava di più, il leader della minoranza di origine turca. Però il sostegno ricevuto dal re in esilio Simeone, preoccupato dalle tentazioni monopolistiche del partito vincitore, non ha avuto l'effetto sperato. Numerosi monarchici hanno preferito accorrere fra le braccia di Kostov. L'ultimo partito promosso è il Blocco del business bulgaro, di George Gantchev. Per le altre 29 formazioni, una manciata di consensi: tutti insieme circa il 6 per cento.

L'emozione del vincitore, il decisionista Ivan Kostov, è durata pochi minuti. Ha subito lasciato il posto alla grinta che tutti gli riconoscono. I moderati di centro e di destra suggerivano che, anche in caso di affermazione schiacciante (come è accaduto), sarebbe stato opportuno un governo di coalizione. Ovviamente sottintendendo un accordo con altre forze politiche, con l'esclusione degli screditati socialisti.

Lapidaria la risposta di Kostov: "Anche noi siamo convinti che la Bulgaria abbia bisogno di un esecutivo di coalizione. Ma la coalizione è qui, davanti a voi. è l'Unione delle forze democratiche". Cioè il partito che ha vinto.


Autore: Antonio Ferrari
Fonte: Corriere della Sera




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