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Bush jr. e il petrolio

19.08.2000 - Sofia

Il mondo degli affari legato al petrolio, non solo negli Stati Uniti, ripone grandi speranze nel tandem Bush-Chainey. La speranza è che, in caso di vittoria di tale coppia alla elezioni presidenziali, si avrà una maggiore attivazione dei sondaggi nella regione caspica, nonchè nell'ambito dei progetti transnazionali per il trasporto del petrolio del Mar Caspio fino ai mercati dell'Europa e degli Stati Uniti. Ci si attendono anche determinati cambiamenti nelle priorità tra i diversi progetti - un particolare che tocca direttamente la Bulgaria, che continua nonostante tutto a nutrire la speranza di accogliere alcuni dei grandi oleodotti transeuropei lungo uno di due percorsi: Burgas-Alexandroupolis o Burgas-Valona (noti anche con il nome di AMBO, dal nome della società registrata negli USA che sta mandando avanti il progetto).

Mosca e Washington da anni hanno in corso dispute in merito al trasporto del petrolio e del gas dalle ex repubbliche sovietiche. Mosca cerca di imporre l'oleodotto Baku-Novorosijsk, mentre Washington appoggia una rotta alternativa, da Baku attraverso la Georgia fino a Geyhan, con l'obiettivo di un integrazione economica e politica della regione del Caspio con l'Occidente. La terza variante è quella del trasporto del petrolio del Caspio attraverso l'Iran. La Bulgaria ha le maggiori possibilità di essere coinvolta nel grande gioco degli oleodotti solo nel caso in cui dovesse essere realizzata la variante "nord", secondo l'opinione di consulenti internazionali.

L'amministrazione Clinton si è posta come priorità fondamentale l'oleodotto Baku-Geyhan, quale alternativa al transito attraverso la Russia. In realtà, fino a oggi non è ancora stato deciso in via definitiva quali tra le possibili rotte verranno prescelte dai consorzi che operano nel bacino del Mar Caspio. L'accordo firmato alla fine dell'anno scorso per la soluzione Baku-Geyhan costituisce più che altro un atto politico e le società petrolifere sono nervose, perchè non gradiscono essere sottoposte a tali forti pressioni, affermano esperti del settore. Secondo i calcoli preliminari, lungo la tratta Baku-Geyhan verrà trasportato ogni anno 1 milione di barili e gli introiti ottenuti mediante le tasse sul transito saranno di circa 200 milioni di dollari per i primi 16 anni, ha dichiarato alla firma dell'accordo il ministro turo dell'energetica Dzumhur Ersumer. Tra le compagnie petrolifere, tuttavia, predomina l'opinione che il progetto è tecnicamente troppo complicato, che esso richiede ingenti risorse finanziarie (il costo previsto dell'oleodotto è di 4,2 milioni di dollari) e che ciò renderà molto costose le forniture di petrolio. Lungo tale oleodotto sarà possibile trasportare il petrolio estratto nella parte meridionale del Mar Caspio, sopratutto in Azerbaigian. Per quanto riguarda il petrolio del Kazachistan, tuttavia, tale percorso viene considerato antieconomico. Il Mar Caspio non si è rivelato affatto essere l'Eldorado che all'inizio degli anni '90 si riteneva potesse essere (complessivamente i giacimenti del bacino del Caspio vengono stimati come pari a 200 miliardi di barili, ma negli ultimi tempi le previsioni sono sempre più incerte) e il solo petrolio dell'Aerbaigian non sarà sufficiente a rendere redditizio l'oleodotto. Inoltre, anche se le previsioni relative ai giacimenti in Azerbaigian sono incoraggianti, la produzione nei fatti è minima. Si prevede che nel 2005-2010 le estrazioni raggiungeranno 50-60 milioni di tonnellate all'anno, secondo quanto ha dichiarato di recente il presidente azero Gejdar Aliev. Tuttavia attualmente l'Azerbaigian estrae solo circa 6 milioni di tonnellate all'anno per il proprio fabbisogno e 10 milioni di tonnellate per l'esportazione. Baku-Geyhan forse verrà costruito, ma non bisogna lasciarsi prendere dalla fretta, secondo l'opinione degli esperti del settore petrolifero. Secondo questi ultimi, le grandi compagnie petrolifere puntano su Dick Chainey, che proviene dalle loro fila e dal quale quindi ci si attende una politica più realista riguardo ai progetti energetici, che tenga conto anche degli interessi del settore. [Chainey, spiega "Kapital", da cinque anni è direttore esecutivo della società Halliburton, che negli ultimi anni è diventata il n. 1 nelle forniture di impianti e di servizi all'industria energetica. La Halliburton ha un ufficio anche a Sofia e ha svolto lavori di indagine per la fattibilità degli oleodotti che dovrebbero eventualmente attravesare il paese] [...]. La candidatura di Chainey è stata apoggiata dalle grandi compagnie petrolifere americane, nelle quali è nata la speranza di potere nuovamente tornare in Iran e in Libia. Ancora prima della sua candidatura, egli si è pronunciato a favore della cancellazione del divieto alle società americane di investire nel settore energetico dell'Iran. Le società americane si interessano all'Iran non solo in considerazione delle sue enormi riserve di fonti energetiche, ma anche per la possibilità di fare passare attraverso di esso l'oleodotto che trasporterà il petrolio dal Mar Caspio ai mercati mondiali. Poichè gran parte dell'infrastruttura è già costruita, questa variante sarebbe meno costosa dell'oleodotto Baku-Geyhan. Finora, tuttavia, la sua realizzazione è stata impedita dai rapporti ostili tra Washington e Teheran. La conquista della carica di vicepresidente da Parte di Chainey e l'eventuale cancellazione delle sanzioni potrebbe portare infine alla sua realizzazione. Nel corso del 2002 dovrebbe terminare la costruzione dell'oleodotto dal giacimento kazako di Tengiz fino al porto russo di Novorosijsk. Recentemente Vladimir Putin e il presidente kazako Nazarbaev hanno raggiunto un accordo per il trasporto del petrolio del Caspio attraverso il territorio della Russia fino a Novorosijsk. Si prevede che l'equipe Bush-Chainey darà prova di sufficiente lungimiranza politica ed economica, evitando di puntare su una posizione completamente negativa rispetto a tale percorso e cercando invece un equilibrio tra gli interessi di Russia e USA in tale settore. Da tale momento in poi l'orologio comincerà a misurare il ritardo della Bulgaria, se il paese non sarà capace di inserirsi in modo adeguato nella corsa a ottenere il ruolo di paese sul cui territorio transiterà l'oleodotto che porterà il petrolio al Mediterraneo e all'Europa, hanno commentato dall'ufficio della Halliburton a Sofia. I concorrenti dei due progetti attraverso l'Europa sono la rotta Costanza-Trieste e quella Odessa-Brodi (verso la Polonia, che si collegherebbe al già esistente oleodotto 'Druzba). Negli ultimi anni il progetto russo-bulgaro-greco attraverso Burgas fino ad Alexandroupolis è passato progressivamente in secondo piano e non viene quasi più menzionato. In compenso, il progetto AMBO acquista sempre maggiore slancio. [...] [La fase esplorativa è terminata e nel luglio scorso è cominciata la ricerca di finanziamenti. Il relativo progetto, messo a punto, tra gli altri, anche dalla Halliburton, è stato presentato alle parti interessate, come ha affermato Gligor Taskovic vicepresidente della AMBO e figlio di Vuk Taskovic, fondatore di quest'ultima. Si prevede che l'oleodotto proposto avrà una capacità di 750.000 barili al giorno e coprirà un percorso di 890 chilometri].


Autore: Galina Aleksandrova
Fonte: Kapital
Traduzione: Andrea Ferrario - Notizie Est


Per approfondire: Notizie di Economia



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