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La Unicredito e la Bulgaria

04.05.2000 - Sofia

La banca milanese UniCredito non limita i suoi interessi di acquisto alla Croazia. Nelle scorse settimane è stato annunciato dal viceministro bulgaro Zotev che la UniCredito è stata selezionata dal governo per l'acquisto della Bulbank, la maggiore banca bulgara. La UniCredito ha presentato un'offerta in consorzio con la tedesca Allianz AG, che tuttavia partecipa in misura minima (5%) all'operazione di acquisto. Il contratto dovrà essere finalizzato entro la fine di giugno e finora sono ignoti i dettagli dell'operazione, anche se secondo dati non ufficiali citati dal settimanale economico "Kapital" (n. 19, maggio 2000) la cifra offerta da UniCredito/Allianz sarebbe di 350 milioni di euro che, sempre secondo il settimanale, rappresenterebbero una cifra maggiore rispetto a quanto prevedeva di incassare il governo bulgaro, che l'anno scorso, per bocca del ministro delle finanze Radev, aveva detto di attendersi di incassare 300 milioni di dollari. La quota acquistata dal consorzio guidato dalla UniCredito sarà comunque di controllo, ma non ne è ancora nota l'esatta percentuale - l'ente venditore, la Società di consolidazione bancaria bulgara, detiene il 98% delle azioni, ma è possibile che una quota di circa il 9-10% venga riservata ai dirigenti e ai dipendenti della banca. Secondo altre informazioni non ufficiali citate da "Kapital" la UniCredito sarebbe stata disposta a pagare una somma ancora maggiore per la Bulbank se fosse stata prescelta anche per l'acquisto della OBB, la terza banca bulgara in ordine di grandezza. Per quest'ultima, tuttavia, sembra che il governo bulgaro sia orientato a dare la preferenza alla Banca Nazionale Greca, secondo indiscrezioni dell'agenzia Reuters riportate da "Kapital" (n. 21, maggio 2000). La banca greca sarebbe disposta a pagare 240 milioni di euro, un cifra decisamente maggiore rispetto alle offerte degli altri contendenti, la Piraeus Bank SA e la UniCredito. Nel caso della Bulbank, la cui privatizzazione, a differenza di quella della OBB, è stata oggetto di una procedura il cui esito è stato ufficializzato, la UniCredito aveva battuto la Canovas Consortium SA, formata da capitali della famiglia greca Vardinojanis e della banca francese Credit Agricole Indosuez. Il prezzo che pagherà la UniCredito potrebbe comunque variare di molto in funzione della decisione della banca di avvalersi dello schema "debito contro proprietà" concordato l'anno scorso tra il governo italiano e quello bulgaro, con il quale i debiti (124 milioni di marchi) di due banche bulgare nei confronti della assicuratrice italiana SACE sono stati trasformati in debito statale, che la Bulgaria può rimborsare con quote di aziende da privatizzare. Da parte sua, la Canovas SA si è immediatamente lamentata di irregolarità nella gara e ha rilasciato una serie di dichiarazioni dalle quali risulta chiaro che effettuerà lavoro di lobby in parlamento per ottenere una revisione delle varie offerte. Se andrà in porto, questo sarà solo l'ultimo della serie di acquisti effettuati dalla UniCredito nell'Europa Orientale: oltre alla Splitska Banka, la banca milanese ha di recente acquistato una quota di controllo della Pekao Bank SA, la seconda banca polacca, per più di un miliardo di dollari.

Meno fortunata è stata la genovese Marconi Communications, affiliata italiana della General Electrics, che si era aggiudicata in Bulgaria alla fine del 1998 un importante contratto da 58 milioni di dollari per la costruzione di un sistema di comunicazioni militari conforme agli standard NATO, dopo un'opera di lobby degli allora primo ministro Prodi e ministro della difesa Andreatta (si veda "La Marconi e i miliardi bulgari per la NATO" di Momcil Milev, in "Notizie Est" #96 del 22 ottobre 1998). Il ministero della difesa bulgaro (dopo il recente cambio ai vertici di quest'ultimo in seguito al rimpasto di governo del dicembre scorso) ha rescisso il contratto con l'azienda italiana, asserendo il mancato rispetto da parte di quest'ultima di alcune clausole contrattuali. La Marconi, da parte sua, ha affermato che la decisione è dovuta a "motivi interni" della Bulgaria. La rottura di questo contratto pone problemi non indifferenti al governo bulgaro: da una parte, metà del prezzo era già stato pagato a fronte della consegna di strumentazioni e pare che ora la parte bulgara intenda chiedere un difficilmente ottenibile rimborso, dall'altra la Bulgaria rischia ora di non essere pronta per una serie di appuntamenti del suo processo per l'adesione alla NATO. Nel 1998 la Marconi aveva vinto il concorso battendo la svedese Ericsson e la tedesca Daimler-Benz. La procedura era stata seguita da alcune dimissioni all'interno del ministero della difesa bulgaro, che alcuni organi di stampa di Sofia avevano messo in collegamento con l'assegnazione del contratto alla Marconi.


Fonte: Sega
Traduzione: Andrea Ferrario - Notizie Est


Per approfondire: Notizie di Economia



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